Marcia Perugia Assisi: “In cammino per la pace e la fraternità”

Il variegato mondo della Pace Trentino continua a mobilitarsi per un futuro di pace e per il superamento delle guerre attuali. Infatti, dopo la partecipazione all’Arena di Pace e Disarmo a Verona il 25 Aprile, Un Passo di Pace a Firenze il 21 settembre, la prossima tappa sarà a Perugia, domenica 19 ottobre per partecipare alla Marcia per la Pace da Perugia ad Assisi.

Grazie ad un lavoro congiunto tra Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli Trentine, CTA, IPSIA e CGIL del Trentino circa 300 trentini marceranno lungo i 24 chilometri che separano le due città umbre.

Sono molte e diversificate le motivazioni nella testa di chi marcerà domenica 19,ma sono sicuramente accomunate dall’idea, a cento anni dalla grande guerra, che le guerre non sono la risposta ai conflitti del nostro pianeta, ma anzi li acuiscono. Va invece invertita la tendenza cercando di dare voce a chi resiste e si oppone in modo nonviolento alle guerre, alle pulizie etniche, alle politiche di guerra, ai regimi dittatoriali, al razzismo, all’apartheid. Bisogna cercare di costruire insieme una nuova storia di pace, di libertà, di diritti, di democrazia e di giustizia, dando vita a un’alleanza civica in Europa e nel Mediterraneo contro le guerre e per il disarmo.

Il passo di pace che dobbiamo fare è tanto urgente quanto ambizioso e difficile. Perché fermare le guerre e le stragi significa dare finalmente il primato del governo globale del pianeta e delle relazioni tra Stati alla politica multilaterale, ad un sistema delle Nazioni Unite da riformare e da potenziare; significa cambiare il modello di sviluppo, non più orientato al consumo del pianeta per il benessere di pochi ma alla sostenibilità futura ed al benessere di tutti; significa applicazione e rispetto da parte di tutti gli Stati degli accordi, delle convenzioni internazionali e dei diritti umani con meccanismi sanzionatori e con un sistema di polizia e di giustizia internazionale operativo; significa riconoscere il diritto d’asilo e dare accoglienza ai profughi di guerra; significa investire nella ricerca, nell’educazione, nell’ambiente, nell’economia e nel lavoro, nella giustizia sociale, nella democrazia, nella cultura, nel dialogo, nella difesa civile, nella cooperazione, in funzione della pacifica e plurale convivenza e del governo democratico globale, convertendo qui le enormi risorse spese per armamenti e guerre decennali.

I pullman delle Acli partiranno da Trento già il sabato 18 per rientrare la domenica notte mentre con la CGIL si partirà all’alba della domenica.
(Per chi volesse aggiungersi Centro turistico Acli: 04611920133 Cgil: 0461040111)

Di seguito riportiamo l’appello del Comitato Promotore della Marcia Perugia-Assisi

A 100 anni dalla prima guerra mondiale rimettiamociin cammino per la pace e la fraternità

Domenica 19 ottobre 2014

Marcia Perugia-Assisi

Appello

Cento anni fa scoppiava in Europa la prima guerra mondiale, lasciando sul campo più di 10 milioni di morti e 20 milioni di feriti, mutilati, invalidi. Le centinaia di guerre che sono venute dopo hanno causato più di duecento milioni di morti, senza contare i cosiddetti “danni collaterali” (milioni e milioni di donne, uomini e bambini uccisi o dilaniati dalla fame e dalle malattie conseguenza delle stesse guerre) e l’immensa quantità di beni e risorse che sono stati distrutti e sottratti allo sviluppo dell’intera umanità.

Inutile strage, avventura senza ritorno, la guerra è un mostro che continua a uccidere tante persone in tutto il mondo e minaccia di diffondersi ulteriormente. Armi micidiali continuano ad essere costruite e accumulate e insieme alla loro proliferazione incontrollata cresce anche la propensione ad usarle. Contro questo scenario angosciante abbiamo il dovere di insorgere!

Dopo cento anni di orribili massacri e crimini contro l’umanità è venuto il tempo di riconoscere che la pace è un diritto umano fondamentale della persona e dei popoli, pre-condizione necessaria per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani. Un diritto che deve essere effettivamente riconosciuto, applicato e tutelato a tutti i livelli, dalle nostre città all’Onu.

A cento anni da quella terribile tragedia la pace è ancora in pericolo. Troppe persone precipitano nella povertà e nella disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo. Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre. Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.

Non c’è pace senza diritti umani. Lo sa bene chi non riesce a trovare lavoro, chi non ha cibo e acqua a sufficienza, chi non può curarsi come dovrebbe. Il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali crea tensioni, conflitti, disuguaglianze e insicurezza. E finisce per togliere la pace anche a chi pensava di averla.

Per uscire da questa crisi dobbiamo riscoprire il valore della fraternità che deve improntare tutti gli aspetti della vita, compresa l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali. La globalizzazione della fraternità deve prendere il posto della globalizzazione dell’indifferenza. La pace è un bene comune indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno. Non ci sono più i “fatti nostri” e quelli “degli altri”. Contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutti e alla soluzione delle grandi sfide comuni che incombono è un nostro dovere e un nostro interesse. Ma noi cosa possiamo fare?

Serve più responsabilità personale. La crisi della politica e delle istituzioni ci lascia sempre più soli davanti a problemi sempre più gravi e complessi. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo essere disponibili a fare la nostra parte. Partire da noi, da quello che possiamo fare in prima persona, nell’ambito delle nostre possibilità, ci consente di esigere con ancora più forza e autorevolezza il cambiamento che si fa sempre più urgente.

La pace comincia dalle nostre città-mondo. Il nostro impegno per la pace deve crescere innanzitutto nei luoghi dove viviamo tutti i giorni, nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle nostre città. Deve essere concreto, aperto e costruttivo. E’ qui, nelle città-mondo, dove comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di costruttori della pace. E’ qui che dobbiamo agire per rinsaldare l’agenda interna con quella internazionale. Ciascuna delle nostre città deve diventare un laboratorio di quel cambiamento che invochiamo per il mondo intero. Costruiamo insieme le città della pace e dei diritti umani.

Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace. La cultura che respiriamo è ancora oggi una cultura di guerra, intrisa di individualismo, egoismo e indifferenza. Per questo, prima di tutto, dobbiamo educarci ed educare alla giustizia e alla pace, alla nonviolenza e ai diritti umani. Tutti si devono sentire corresponsabili di questo sforzo. Abbiamo bisogno di diffondere e consolidare un’altra cultura, un’altra scala di valori, un’altra idea della pace lontana da ogni atteggiamento
di rinuncia, accomodamento e utilitarismo. Abbiamo bisogno di un’informazione e una comunicazione pubblica di pace, libera da lacci economici e politici, attenta alla vita reale delle persone e dei popoli, dell’Europa e del mondo. Investire sui giovani e sulla loro formazione, consentirgli di essere parte attiva della comunità “glocale” e del cambiamento epocale che stiamo vivendo, non è solo un’opportunità per tutti ma un dovere primario.

Non c’è pace senza una politica di pace. E una politica di pace è tale se è tutti i diritti umani per tutti. Molti problemi sono fuori dalla nostra portata. Ma quello che non possiamo fare in prima persona lo può e lo deve fare il nostro paese, l’Italia e l’Europa. L’Italia e l’Europa devono essere pienamente consapevoli delle sfide che ci investono a partire dal Mediterraneo e dal vicino Oriente e devono alimentare una politica di pace e fratellanza, di disarmo e cooperazione fondata sulla promozione dei diritti umani. Una politica coerente con il progetto iscritto nella nostra Costituzione e nelle carte fondamentali dell’Europa e delle Nazioni Unite. L’assenza di questa politica, il ripiegamento dell’Italia e dell’Europa ci stanno esponendo a seri pericoli e ci stanno facendo perdere grandi opportunità.
Ma noi non ce lo possiamo permettere. Una fase della nostra storia deve essere chiusa per cominciarne un’altra.
Costruirla dal basso è un dovere che ci dobbiamo e vogliamo assumere. Facciamolo insieme!

CHANGE! – 17th Religion Today FILMFESTIVAL

EXPLORING THE DIFFERENCES

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

EXPLORING THE DIFFERENCES
10>21 ottobre
2014

Religioni, società, cambiamento

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Sono tanti i nuovi appuntamenti per questa diciassettesima edizione del Religion Today Filmfestival. Non solo film, ma anche tavole rotonde, spettacoli di danza sacra, musica, libri e fotografia. Tanti momenti per approfondire un mondo in costante evoluzione.
Anche il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, continua la sua collaborazione con il Festival, contribuendo alla premiazione di un film per la sezione “Peace and Human Rights”.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

Firenze, 21 settembre 2014 – In tanti a piazzale Michelangelo per “Un passo di pace”


Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all’Ucraina, dalla Siria all’Iraq.
Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi.

Dalla Siria all’Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall’Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la “continuazione della politica con altri mezzi”.

Iscrizioni entro il 16 settembre a
roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211

<b/strong>Qui l’evento facebook<b/strong>

 

Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all’Ucraina, dalla Siria all’Iraq.
Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi.

Dalla Siria all’Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall’Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la “continuazione della politica con altri mezzi”.

Solo chi non ha tenuto conto della spaventosa crescita delle spese militari globali nell’ultimo decennio, che non ha eguali nella storia dell’umanità può stupirsi della guerra che entra nelle nostre case con la violenza delle immagini e sbarca sulle nostre coste con la tragedia dei profughi.
Di fronte a questo scenario di violenze e viltà, di fronte alla reiterazione degli orrori ed alla follia della guerra, non possiamo rimanere silenti e inerti.

Dal 2 ottobre avvieremo la Campagna Disarmo e Difesa Civile, e saremo in tutte le piazze d’Italia a raccogliere le firme per la Legge di iniziativa popolare per il disarmo e la difesa civile, non armata e nonviolenta, che darà ai cittadini la possibilità di finanziare i Corpi civili di pace – capaci di intervenire nei conflitti con la forza della nonviolenza – anziché l’acquisto di micidiali sistemi d’arma che alimentano e generano nuove guerre.
Questi sono i nostri passi di pace, verso la nonviolenza.
<b/p>

Domenica 21 settembre
arrivo a Firenze ore 11


da Trento ore 6.00 parcheggio autostrada Trento Sud

da Rovereto ore 6.30 parcheggio autostrada Rovereto Sud
Rientro in serata


Iscrizioni entro il 16 settembre a

roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211
<b/strong>

www.retedellapace.it www.rovepace.org
<b/strong>Qui l’evento facebook

1914-1918 Gli anni spezzati


A cento anni dallo scoppio del conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra, l’associazione Amici di Parola, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta il recital “Gli anni spezzati”. Lo spettacolo teatrale sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi.

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

L’Associazione “Amici di Parola”, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta lo spettacolo “1914-1918 Gli anni spezzati.

 

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
presso il S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

 

A cento anni dallo scoppio del sanguinoso conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra il recital sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi. Lo spettacolo, che inizia dalla dichiarazione di guerra, ripercorre quei giorni anche mediante la lettura di alcuni passaggi tratti da lettere e documenti ufficiali, si sviluppa via via mettendo in luce la vita di trincea, la guerra bianca, il problema dei profughi trentini, le nuove armi usate nel conflitto e le devastanti conseguenze della guerra, ma riserva una parte importante al ruolo che ebbero intellettuali e propaganda durante il conflitto.

 

Allo spettacolo è invitata tutta la cittadinanza.
Ingresso libero e gratuito

su Facebook

RESTIAMO UMANI

Urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese

“qualsiasi sia il senso dell’occupazione la terra di Israele non è più terra santa … ma terra di sangue”


Venerdì 5 settembre ore 20:45 Sala Filarmonica Rovereto
Ingresso libero
Spettacolo teatrale a sostegno delle vittime del conflitto israelo-palestinese

Urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese
“qualsiasi sia il senso dell’occupazione la terra di Israele non è più terra santa … ma terra di sangue”

Venerdì 5 settembre ore 20:45 Sala Filarmonica Rovereto
Ingresso libero
Spettacolo teatrale a sostegno delle vittime del conflitto israelo-palestinese

Ultimo Teatro Produzioni incivili
supporta i progetti di Music for Peace che sta intervenendo in queste settimane nel sollevare le popolazioni palestinesi duramente colpite dai bombardamenti e dall’emergenza umanitaria.

Promuovono le associazioni del Comitato per la Pace di Rovereto www.rovepace.org, l’associazione Onlus ‘Pace per Gerusalemme’ e il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani

Gardolo gioca a calcio e aquiloni


Chiara Bert
– Il Trentino

Una partita a calcio: squadre miste, mescolate per età, genere, soprattutto Paese di provenienza. E poi gli aquiloni, il gioco tradizionale afgano messo vicino al gioco popolare per eccellenza in Italia. Gardolo – dove gli stranieri sono più del 20 per cento, dove all’asilo i bambini figli di immigrati hanno superato i trentini – prova anche così, attraverso lo sport, a unire e creare contaminazioni. A Canova, quartiere multietnico per eccellenza, il comitato trentino della Uisp (Unione italiana sport per tutti) ha organizzato una domenica pomeriggio diversa. L’appuntamento è per il 31 agosto, dalle 16, al parco e al campo da calcio di Canova. «Viviamo il gioco! Calcio e aquiloni, per stare insieme e stare bene»

Da Trentino
L’evento

Chiara Bert – Il Trentino

Una partita a calcio: squadre miste, mescolate per età, genere, soprattutto Paese di provenienza. E poi gli aquiloni, il gioco tradizionale afgano messo vicino al gioco popolare per eccellenza in Italia. Gardolo – dove gli stranieri sono più del 20 per cento, dove all’asilo i bambini figli di immigrati hanno superato i trentini – prova anche così, attraverso lo sport, a unire e creare contaminazioni. A Canova, quartiere multietnico per eccellenza, il comitato trentino della Uisp (Unione italiana sport per tutti) ha organizzato una domenica pomeriggio diversa. L’appuntamento è per il 31 agosto, dalle 16, al parco e al campo da calcio di Canova. «Viviamo il gioco! Calcio e aquiloni, per stare insieme e stare bene», lo hanno intitolato. L’idea è nata dal confronto con il Forum trentino per la pace e i diritti umani e l’Associazione Afghanistan 2014, e ha coinvolto le realtà che operano sul territorio, l’associazione Carpe Diem, l’associazione Charisma, la cooperativa Arianna, Atas e Centro Astalli. Gardolo sarà la prima tappa di un percorso che punta a promuovere lo sport nei quartieri di Trento con un triplice obiettivo: valorizzare il gioco e il divertimento, favorire la socializzazione e l’inclusione sociale, riqualificare gli spazi pubblici. E cosa c’è di più facile di un pallone da calcio, per far giocare insieme i bambini? Probabilmente niente. Ma il progetto ha voluto fare un passo in più, coinvolgendo le comunità locali, trentine e immigrate, attraverso la contaminazione ra il calcio e i giochi tradizionali delle comunità straniere residenti in Trentino. Si parte con l’Afghanistan e chi ha letto lo splendido “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini, e si è commosso leggendo la storia di Amir e Hassan, sa che la gara e il combattimento degli aquiloni è il momento di festa che in quel paese lontano segna la fine dell’inverno. I talebani avevano vietato di far volare gli aquiloni, tornati solo dopo molto tempo a colorare i cieli afgani. Domenica 31 agosto voleranno anche nei cieli di Canova. La comunità afgana ha proposto di autoprodurli: dalle 16 il via ai laboratori per la costruzione degli aquiloni, aperti a tutti, grandi e piccoli. La stessa apertura che caratterizzerà l’organizzazione delle partite di calcio: non squadre nazionali, né team selezionati per abilità, capacità, conoscenza pregressa. Saranno invece squadre miste, contaminate appunto. «Una contaminazione – spiega Tommaso Iori, presidente Uisp – che servirà non solo a mettere in luce le ricchezze culturali presenti sul nostro territorio grazie agli immigrati, ma anche a riportare il calcio al suo essere gioco, e quindi spazio di relazioni positive, lontano dalla competizione esasperata in cui si è via via trasformato». E dopo i giochi, al parco ci sarà il tempo per condividere qualcosa da mangiare e da bere, meglio ancora se con gusti e profumi diversi. Perché anche il cibo, come lo sport, può essere un bel modo di stare insieme.

Da Trentino
L’evento

Viviamo il gioco!

Viviamo il Gioco!

Domenica 31 Agosto,
a partire dalle 16.00
al Parco di Canova, Gardolo di Trento

Una festa aperta a tutti, un partitone di calcio che diventa un’occasione per incontrarsi e conoscersi, condividere un bicchiere di tè e il volo di un aquilone.

UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) in collaborazione con Associazione Afghanistan 2014, Associazione Carpe Diem, Associazione Charisma, Atas, Centro Astalli, Cooperativa Sociale Arianna e Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

organizza

Viviamo il Gioco!

Domenica 31 Agosto,
a partire dalle 16.00
al Parco di Canova, Gardolo di Trento

Una festa aperta a tutti, un partitone di calcio che diventa un’occasione per incontrarsi e conoscersi, condividere un bicchiere di tè e il volo di un aquilone.

A partire dalle 16.00 daremo il via ai laboratori per la costruzione degli aquiloni, aperti a grandi e bambini: gli stessi potranno poi partecipare alle partite di calcio, senza alcuna discriminazione di età, genere, abilità e nazionalità.

Nel corso della serata condivideremo qualcosa da mangiare e da bere: ogni contributo è ben accetto!

Da Gaza a Baghdad via Damasco: cosa succede in Medio Oriente?

– Incontro pubblico del /2014 –

L’incontro di ieri ha fornito a tutti validi elementi per riflettere su quanto sta accadendo nel Vicino e Medio Oriente. Realtà solo all’apparenza lontane, le cui vicende però influenzano profondamente le vite di tutti, come abbiamo potuto ascoltare dalle voci degli ospiti intervenuti. Non lasciamo che quanto è stato detto e quanto sta accadendo passi sotto silenzio. Continuiamo ad ascoltare e a far sentire la nostra voce contro la violenza e la guerra, è una nostra responsabilità come cittadini attivi.

Grazie a chi  ha partecipato ma soprattutto a chi è intervenuto e ci ha permesso di fare un passo in più per conquistare consapevolezza.

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema trovate la tabella con i titoli e i link ai vari articoli selezionati nel corso delle ultime settimane. I cartacei, indicati con un asterisco, sono disponibili in consultazione presso il Forum

– Incontro pubblico del /2014 –

L’incontro di ieri ha fornito a tutti validi elementi per riflettere su quanto sta accadendo nel Vicino e Medio Oriente. Realtà solo all’apparenza lontane, le cui vicende però influenzano profondamente le vite di tutti, come abbiamo potuto ascoltare dalle voci degli ospiti intervenuti. Non lasciamo che quanto è stato detto e quanto sta accadendo passi sotto silenzio. Continuiamo ad ascoltare e a far sentire la nostra voce contro la violenza e la guerra, è una nostra responsabilità come cittadini attivi.

Grazie a chi  ha partecipato ma soprattutto a chi è intervenuto e ci ha permesso di fare un passo in più per conquistare consapevolezza.

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema trovate la tabella con i titoli e i link per accedere a diversi articoli che abbiamo selezionato nel corso delle ultime settimane. I cartacei, indicati con un asterisco, sono disponibili in consultazione presso il Forum per la Pace e i Diritti Umani, Galleria Garbari 12, Trento – 0461 213176

Data di pubb. Titolo articolo Autore Fonte Tag-paesi Link
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/2014 La fine dell’Iraq Myriam Benraad Internazionale n.1056 / Le Monde Iraq *
/2014 Oltre 60.000 nuovi profughi. Le barricate di Baghdad
contro l’ISIL
Redazione Nenanews Iraq – Siria http://bit.ly/1n2X3H3
/2014 Il califfo detta legge, Baghdad resta al palo Chiara Cruciati Il Manifesto Iraq http://bit.ly/1AyDUGZ
/2014 Il dramma del milione di feriti Federica Iezzi Nenanews Siria http://bit.ly/1nTGQtC
/2014 Il dovere della speranza David Grossman La Repubblica Israele – Palestina *
/2014 Israele non vuole la pace Gideon Levy Nenanews / Ha’aretz Israele – Palestina http://bit.ly/1tsR3iZ
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/2014 Siria, si combatte per le risorse idriche.
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Chiara Nardinocchi La Repubblica Siria http://bit.ly/1tsx1VQ
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Khdeir e al popolo palestinese
AA.VV Comune.info / Haokets (orig.10/07) Israele – Palestina http://bit.ly/1tz2G55
/2014 La disfatta morale di Israele ci perseguiterà per anni Amira Hass Nenanews / Ha’aretz Israele – Palestina http://bit.ly/UBdOm0
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Appello Internazionale Il Manifesto Israele – Palestina http://bit.ly/1oiRRDP
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/2014 C’è del metodo in questa follia Amira Hass Internazionale Israele – Palestina http://bit.ly/1k7mR9U
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/2014 Moschee rase al suolo e cristiani in fuga.
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