Con Slow Food al Salone del Gusto

Iniziativa pubblica
Sabato 27 ottobre 2012, ore 6.00 – piazzale Zuffo, Trento-Torino
Organizza: Condotta Slow Food di Trento

Iniziativa pubblica
Sabato 27 ottobre 2012, ore 6.00 – piazzale Zuffo, Trento-Torino
Organizza: Condotta Slow Food di Trento

 

La Condotta Slow Food di Trento partirà per Torino destinazione Salone del Gusto – Terra Madre. Iscrizione entro e non oltre il giorno 25 ottobre 2012 a: trentoslowfood@gmail.com, slowfood.vallagarinaltogarda@gmail.com. Nella mail vi preghiamo di indicare NOME, NUMERO DI ISCRITTI, RECAPITO TELEFONICO (preferibilmente cellulare) e LUOGO DI PARTENZA (Area Zuffo, Parcheggio A22 Rovereto Sud).

L’uscita avrà luogo al raggiungimento di un numero minimo di iscritti.

Informazioni: trentoslowfood@gmail.com

L’Anima russa

Folklore
Sabato 27 ottobre 2012, ore 20.15 – Roncegno terme
Organizza: Associazione culturale di promozione sociale “Russkij Dom a Trento”

Folklore
Sabato 27 ottobre 2012, ore 20.15 – Roncegno terme
Organizza: Associazione culturale di promozione sociale “Russkij Dom a Trento”

 

Prendi il via il terzo Festival Internazionale Italia-Russia: dialogo fra culture. In questa occasione due giorni delle tradizioni trentine con il gruppo folcloristico “L’Anima russa” e il Coro San Osvaldo. 

Informazioni:  nadiakol@libero.it

Mia adorata Anna…

Spettacolo teatrale
Venerdì 26 ottobre 2012, ore 21.00 – Centro S. Chiara, teatro Cuminetti, via S. Croce (Trento)
Organizza: Associazione culturale di promozione sociale “Russkij Dom a Trento”

Spettacolo teatrale
Venerdì 26 ottobre 2012, ore 21.00 – Centro S. Chiara, teatro Cuminetti, via S. Croce (Trento)
Organizza: Associazione culturale di promozione sociale “Russkij Dom a Trento”

 

Prende il via il terzo Festival Internazionale Italia-Russia: dialogo fra culture. In questa occasione “Mia adorata Anna…” lo spettacolo del Teatro instabile di Meano con la partecipazione del Coro San Osvaldo di Roncegno ed attore russo Rustem Galich.

Informazioni: nadiakol@libero.it

MondoPentola. La cena del Gioco degli Specchi

Cena Multietnica
Venerdì 26 ottobre 2012, ore 19.30 – Oratorio S. Antonio, via S. Antonio 22 (Trento)
Organizza: Il Gioco degli Specchi

Il Gioco degli Specchi organizza una cena per incontrare amici, simpatizzanti, chiunque voglia degustare in compagnia un menù che fa incontrare più tradizioni.

Aspettiamo le tue prenotazioni individuali o di gruppo entro lunedì 22 ottobre:

tel. 0461916251 oppure 3402412552

mail info@ilgiocodeglispecchi.org

 

Il menù: dal Giappone alla Somalia, dal Marocco alla Sicilia, alle Valli del Trentino

Partecipazione a offerta minima 22,00 euro 

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ANTIPASTI: bocconcini di sushi > barchette di sedano bianco al gorgonzola e noci > sambus di carne speziata >   quiche di porri
PRIMI: vellutata di porcini

SECONDI: stufato di manzo con salse alle albicocche e alle prugne > torta vegetale > insalata mista di stagione

DESSERT: cotogne in agrodolce e grana trentino > ricotta e confetture di casa > zaletti veneti > gelo di caffè

> pane arabo

> vino Cabernet

> tè alla menta e tè verde giapponese

 

 

IL GIOCO DEGLI SPECCHI

Associazione culturale e di promozione sociale

via S.Pio X 48, 38122 TRENTO

tel 0461916251

CF 96067650224

info@ilgiocodeglispecchi.org

www.ilgiocodeglispecchi.org

L’Ulisse venuto dai Balcani

– di Mauro Cereghini –

A molti il suo nome risulterà sconosciuto. Bekim Fehmiu, chi è? Ma a chi ricorda ancora la televisione in bianco e nero, quel viso barbuto e un po’ selvaggio non potrà che richiamare Ulisse, il protagonista de L’Odissea nel primo grande sceneggiato Rai. Un esempio di quella televisione generalista che intratteneva le famiglie italiane, e insieme ne formava identità e cultura. Ogni puntata, per capirci, era introdotta da Giuseppe Ungaretti ormai anziano e dalla voce lenta, che leggeva brani del testo di Omero. Ve l’immaginate oggi qualcosa di simile nella nostra tv gridata e sguaiata? Bekim Fehmiu era il volto di Ulisse, come Irene Papas quello di Penelope. Un regalo artistico dall’altra sponda dell’Adriatico, da quei Balcani che immaginiamo esportare solo violenza e invece ci hanno dato spesso anche cultura.

– di Mauro Cereghini –

A molti il suo nome risulterà sconosciuto. Bekim Fehmiu, chi è? Ma a chi ricorda ancora la televisione in bianco e nero, quel viso barbuto e un po’ selvaggio non potrà che richiamare Ulisse, il protagonista de L’Odissea nel primo grande sceneggiato Rai. Un esempio di quella televisione generalista che intratteneva le famiglie italiane, e insieme ne formava identità e cultura. Ogni puntata, per capirci, era introdotta da Giuseppe Ungaretti ormai anziano e dalla voce lenta, che leggeva brani del testo di Omero. Ve l’immaginate oggi qualcosa di simile nella nostra tv gridata e sguaiata? Bekim Fehmiu era il volto di Ulisse, come Irene Papas quello di Penelope. Un regalo artistico dall’altra sponda dell’Adriatico, da quei Balcani che immaginiamo esportare solo violenza e invece ci hanno dato spesso anche cultura.

Ma Bekim Fehmiu è stato una contraddizione dentro gli stessi Balcani. Albanese kossovaro nato in esilio a Sarajevo, in Bosnia Erzegovina. Un’infanzia segnata da spostamenti e tragedie figlie dei nazionalismi e della seconda guerra mondiale. Una carriera artistica controcorrente, primo albanese ad entrare nell’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado, la culla del teatro serbo. Poi primo attore jugoslavo, e di tutto l’est Europa, a diventare famoso all’estero e sbarcare a Hollywood. A fine anni ottanta tra i non molti intellettuali a opporsi in pubblico al nazionalismo montante di Slobodan Milosevic, abbandonando polemicamente la direzione dell’Accademia e ritirandosi dalle scene. Una protesta muta, la scelta del silenzio contro i rumori della guerra in arrivo. Infine a inizio anni duemila, pur favorevole all’indipendenza kossovara, fa sentire brevemente la sua voce anche contro il nazionalismo della sua nuova leadership albanese. La scelta di fondo resta però il silenzio, fino al suicidio nel 2010.

E cosa c’entra Bekim Fehmiu con il Trentino? Se ne parlerà diffusamente domenica 28 alle Gallerie di Piedicastello, alla presenza della moglie e del figlio anch’essi attori famosi. Perché la prima mostra a lui dedicata è stata concepita qui, su spunto di un gruppo di giovani kossovari, serbi e bosniaci coinvolti da anni nei Tavoli di cooperazione con il Trentino. Una mostra importante e difficile da proporre nei Balcani ancora intossicati dai residui nazionalistici. Ma che ha già fatto parlare molto di sé nei mesi scorsi a Sarajevo, Prizren, Peja/Pec e Prijedor, le prime città che l’hanno ospitata. A Belgrado è stato l’evento culturale principale per alcuni giorni, perfino i taxi della città riportavano la locandina. Perché Bekim Fehmiu rappresenta una contraddizione positiva nel passato recente dei Balcani, lo spirito di quello scambio interculturale sconfitto dalle guerre ma non nell’animo di molti cittadini.

A noi invece può ricordare dell’altro, forse il tempo in cui, nonostante la cortina di ferro, gli scambi con il sud est Europa fluivano, se non altro perché liberi dai visti d’ingresso alle frontiere. Ma anche un tempo dove la prima serata televisiva era dedicata a un poema greco, e l’identità nazionale si nutriva naturalmente della cultura europea. “Bekim Fehmiu è stato semplicemente Ulisse in persona – ha scritto Vinicio Capossela, l’artista musicale che gli ha dedicato uno dei suoi ultimi album – un eroe umano, non un supereroe”. Anche Capossela sarà a Trento per ricordarlo. Senza canzoni, ma con la sua voce e la sua anima di artista.

Può sembrare strano che a proporre questo incontro-spettacolo sia un’associazione nata per fare solidarietà internazionale. Dagli aiuti umanitari alla vita di un attore teatrale e televisivo il passo è lungo. Ma è un passo voluto e dovuto, per andare oltre le ferite delle guerre e scavare nelle macerie che hanno lasciato in eredità. Macerie che nei Balcani sono la perdita di memoria condivisa – il mancato ricordo di Fehmiu è proprio questo – mentre sulla nostra sponda dell’Adriatico corrispondono all’affondare dell’idea di Europa come spazio culturale. L’Europa dell’anima e dei miti di Omero, non solo quella fredda dell’economia.
Ungaretti, Capossela, Fehmiu. Una domenica pomeriggio a Trento, per pensarci su.

Uomini della luce

Film
Martedì 23 ottobre 2012, ore 20.30 – Barycentro (Trento)
Organizza: Il Barycentro

Film
Martedì 23 ottobre 2012, ore 20.30 – Barycentro (Trento)
Organizza: Il Barycentro

Presso il Barycentro proiezione del film Uomini della luce di Katia Bernardi. Negli anni ’50 le più grandi opere di ingegneria industriale e alcuni dei più famosi registi italiani si incontrano per un appuntamento con la storia in cima alle montagne e lungo i fiumi del trentino. Sarà presente la regista.

Informazioni:0461/232373, 0461262802, 3408890793,  barycentro@delfino.coop

Bekim Fehmiu. L’Ulisse venuto dai Balcani

ulisse        

Gallerie Piedicastello 23 ottobre – 3 novembre

 

E’ finalmente arrivata a Trento la mostra su Bekim Fehmiu, dal titolo”Bekim Fehmiu. L’Ulisse venuto dai Balcani”. Realizzata da giovani serbi, kossovari e bosniaci è un racconto di immagini, testimonianze e ricordi per trasmettere un esempio di fierezza e di rispetto delle tante identità che ognuno di noi porta in sé.

 

Organizza: Associazione Trentino con i Balcani

Gallerie Piedicastello 23 ottobre – 3 novembre 2012

E’ finalmente arrivata a Trento la mostra su Bekim Fehmiu, dal titolo”Bekim Fehmiu. L’Ulisse venuto dai Balcani”. Realizzata da giovani serbi, kossovari e bosniaci è un racconto di immagini, testimonianze e ricordi per trasmettere un esempio di fierezza e di rispetto delle tante identità che ognuno di noi porta in sé.

 

 ulisseSarà visitabile fino al prossimo 4 novembre con orario 9-19. L’iniziativa si inserisce all’interno della rassegna annuale del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani dal titolo “Nel limite. La misura del futuro”.

La conferenza stampa è stata l’occasione anche per comunicare la lista definitiva degli ospiti che animeranno l’incontro che si terrà, sempre presso Le Gallerie, domenica 28 ottobre alle ore 17.00. “BEKIM FEHMIU. Dalla Jugoslavia a Hollywood il viaggio dell’Ulisse venuto dai Balcani. Da Ungaretti a Capossela: immagini e testimonianze del più noto interprete dell’Ulisse cinematografico.” sarà occasione di confronto sulla figura di un grande attore e di un grande uomo ma anche sguardo curioso sulla complessità della storia e dell’attualità balcanica.

Saranno con noi per discuterne:

NEVENA NEGOJEVIĆ, Idea e realizzazione della mostra

GIUSEPPE COLANGELO, L’eroe infinito: l’Ulisse nella letteratura

LUISA CHIODI, Storie di cinema: protagonisti e cinematografia nei Balcani  

BRANKA PETRIĆ  e ULIKS FEHMIU, Bekim Fehmiu. l’attore e la persona

VINICIO CAPOSSELA, Dedicato a Bekim Fehmiu, L’Ulisse di tutti noi

Siamo particolarmente felici della presenza di Vinicio Capossela, figura di spicco della scena musicale e culturale italiana e internazionale, che a Bekim Fehmiu ha dedicato un disco (“Marinai, profeti e balene”, edito nel 2011) e in lui riconosceva “l’eroe umano, uomo di ingegni e pietas”. In allegato trovate per intero la sua dedica all’attore, raccolta durante la realizzazione della mostra.
Vinicio Capossela sarà tra i relatori della serata e consegnerà alla moglie di Bekim Fehmiu una copia del disco. Non si tratterà quindi di un concerto o di un’esibizione musicale.

 
Per qualsiasi informazione aggiuntiva:

Samuela Michilini (3490967271)

 

 

Scheda I – Il Progetto

La mostra “Bekim Fehmiu – L’Ulisse venuto dai Balcani” è un progetto sulla Memoria e l’Elaborazione del conflitto promosso dall’Associazione Trentino con i Balcani con il supporto della Provincia Autonoma di Trento. Rientra nelle attività di cooperazione avviate da oltre quindici anni, in particolare con le comunità di Prijedor in Bosnia-Erzegovina, Kraljevo in Serbia e Pejë/Peć in Kossovo.

L’idea di raccontare la storia di Bekim Fehmiu viene da giovani volontari di queste tre città nel tentativo di trasmettere, attraverso questa figura, un esempio di fierezza e rispetto per le tante identità che ognuno di noi porta con sé, senza trasformarle in chiusura nazionalistica o negazione dell’altro.

Dopo la programmazione i volontari hanno svolto una ricerca nei rispettivi territori sulla vita dell’attore, collaborando infine alla definizione di un unica mostra, tradotta in albanese, serbo-croato e italiano e presentata nel corso del 2012 a Pejë/Peć, Prizren e Prishtinë/Priština in Kossovo, a Prijedor e Sarajevo in Bosnia-Erzegovina e a Belgrado in Serbia, riscontrando grande successo.

 

Scheda II – Bekim Fehmiu

Bekim Fehmiu, nasce nel giugno del 1936 a Sarajevo (odierna Bosnia-Erzegovina) da una famiglia kossovara albanese costretta all’esilio. Cresciuto a Scutari (odierna Albania) e poi a Prizren (odierno Kossovo), studia a Pristina (odierno Kossovo) e Belgrado (odierna Serbia) dove prenderà casa con la moglie.

Nel 1956, è il primo albanese ad iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado. Dal 1962 comincia anche a lavorare nel mondo del cinema e ad ottenere importanti riconoscimenti in Jugoslavia, in Europa e America. La svolta nella sua carriera avviene nel 1967 quando interpreta lo zingaro Bora in Ho incontrato anche zingari felici. Successivamente inizia le riprese per L’Odissea (sceneggiato televisivo trasmesso dalla RAI alla fine degli anni ’70)e lavora ad Hollywood, collezionando premi e riconoscimenti. Nonostante la crescente fama in Italia e oltreoceano, resta orgoglioso albanese in Jugoslavia e jugoslavo nel mondo.

Prima che la sua Itaca dei Balcani sia insanguinata dalle guerre, si ritira dalle scene in segno di protesta contro i crescenti nazionalismi. Determinato a difendere la propria identità in un ambiente sempre più nazionalista, sceglie di rinunciare alle parole traducendole in silenzio.

In occasione della pubblicazione della sua autobiografia Blistavo i strašno – Splendida e terribile nel 2001, riappare in pubblico, criticando anche la pace successiva ai conflitti, per il clima di odio e divisione che l’accompagna.

Bekim Fehmiu, il 15 giugno 2010, decide di terminare il suo viaggio, da solo. Lasciandoci un messaggio di amore per la professione, per la vita e per la propria identità libera.

 

Scheda III – Associazione Trentino con i Balcani

L’Associazione Trentino con i Balcani – ATB coordina dal 2010 le esperienze di cooperazione e di solidarietà internazionale promosse in particolare nelle città di Prijedor (Bosnia Erzegovina), Pejë/Peć (Kossovo), Kraljevo e Nis (Serbia) ma anche a Nikisc (Montenegro) e Scutari (Albania) e in varie città della Serbia.

Insieme al mondo della pace e della solidarietà internazionale coinvolge enti locali, scuole, associazioni culturali, polisportive, gruppi giovanili, cooperative sociali, imprenditori e tante singole persone in uno scambio di esperienze, conoscenze e emozioni che continua da più di 10 anni.