Religion Today Film Festival – XV edizione

  religion today 2012Il Religion Today Film Festival giunge quest’anno alla sua XV edizione.

 

 

Il tema dell’anno è:

“Conflitti. Religioni e (non)violenza
Dalla storia specifica della nonviolenza al complesso rapporto tra religioni e (non) violenza come tema che investe il presente e il futuro delle nostre società”

Il ruolo complesso e delicato delle religioni in un mondo abitato dalla violenza: dall’esperienza della nonviolenza, nell’incontro tra Oriente e Occidente, alla partecipazione alla costruzione della società civile, muovendo dalla denuncia di ogni tentazione fondamentalista di intransigenza e di chiusura e dal riconoscimento del legame essenziale tra pace, giustizia, promozione dei diritti umani.

 

Il Filmfestival si articolerà dal 12 al 24 ottobre 2012 nelle sedi di Trento, Roma, Bolzano e Nomadelfia, con un’anteprima a Teggiano, Bassano e Merano.

 

Guarda il programma in Trento e provincia.

Per info: Religion Today Film Festival

 

Con il contributo di: Provincia Autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, Comune di Trento, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Rassegna di cinema brasiliano: L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

Martedì 9 ottobre 2012, ore 20.30 – Centro Civico, sala polifunzionale, Cognola (Trento) / Centro permanente di Educazione alla Pace, via Vicenza 5 (Rovereto) / Bolzano…
Organizza: Tremembè onlus

L’associazione Tremembè onlus organizza la proiezione di un film ogni martedì del mese di ottobre (in lingua italiana o con sottotitoli) per comprenderne i rapidi cambiamenti della società brasiliana e mondiale. In questa occasione sarà proiettato il film “L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza”. Nel 1970 il Brasile è sconvolto dalla dittatura militare ma per il dodicenne Mauro conoscerà nuovi amici con cui condividere la passione per il calico e le prime esperienze sessuali. 

Informazioni: info@tremembe.it

CHI HA PAURA DELL’UOMO NERO? persone, libri, numeri

Trasmissione radiofonica
Martedì 9 ottobre 2012, ore 15.00 – RAI RADIO2
Organizza: Il Gioco degli Specchi

Secondo appuntamento del ciclo radiofonico curato da Il Gioco degli Specchi sulla paura dell’altro.
Il concetto di paura dal punto di vista psicologico: le strategie di difesa, il razzismo, la xenofobia.
 Come si generano questi sentimenti? Come si creano stereotipi e pregiudizi? ne discutiamo con Federica Spada, psicologa e psicoterapeuta in formazione. 

Regia di Tiziana Raffaelli, in studio Andrea Petrella

 

IL GIOCO DEGLI SPECCHI

Associazione culturale e di promozione sociale

via S.Pio X 48, 38122 TRENTO

tel 0461916251

CF 96067650224

info@ilgiocodeglispecchi.org

www.ilgiocodeglispecchi.org

 

Dentro la realtà sinotrentina

Incontro pubblico
Lunedì 8 ottobre 2012, ore 18.00
Libreria Il Papiro, Via Galilei 5 – Trento

 

Con Francesca Bottari (sinologa) parleremo di Cina, del suo popolo e delle sue tradizioni e in particolare della comunità cinese in Trentino.

 

locandina

 

Guarda le foto su fb

 

Organizza: Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Incontro pubblico
Lunedì 8 ottobre 2012, ore 18.00
Libreria Il Papiro, Via Galilei 5 – Trento

 

Un viaggio dentro la comunità sino-trentina durato un anno e non ancora giunto a destinazione. Le voci cinesi offrono aperture e riflessioni su punti di continuità e discontinuità che fanno riferimento alla storia recente e alla società contemporanea cinese.
Un dialogo che permette di conoscere scelte, comportamenti e consuetudini – istituzionali e sociali – del popolo cinese, immigrato e non.

Con Francesca Bottari (sinologa) parleremo di Cina, del suo popolo e delle sue tradizioni e in particolare della comunità cinese in Trentino.

 

L’8 ottobre 2010 Liu Xiaobo è stato insignito del Premio Nobel per la pace «per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina». A due anni di distanza non ha ancora potuto ricevere materialmente il premio e non si hanno notizie precise su dove si trovi e quali siano le sue condizioni di salute. 

 

locandina

 

Organizza: Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Il volontariato, un tratto di questa terra*

 
– di Michele Nardelli  –

Sono davvero a ringraziarvi per l’opportunità che mi viene offerta di parlare delle forme partecipative, perché rappresenta uno dei tratti che hanno fatto diversa questa nostra terra, il Trentino, aiutandola ad affrontare un tempo sempre più segnato dallo spaesamento, ovvero dal venir meno delle identità sociali e ideologiche del Novecento, offrendo nuovi strumenti di coesione sociale.

 * Intervento realizzato a seguito dell’iniziativa promossa dal Comune e dalla Parrocchia di Albiano sul tema del volontariato

Il Comune e la Parrocchia di Albiano hanno promosso una serie di conversazioni a tema con altrettanti testimoni privilegiati del nostro tempo. Uno di questi incontri è stato dedicato al valore che assume l’associazionismo nella vita di una comunità, chiedendo al Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani una riflessione della quale vi proponiamo una sintesi.

 

 

Sono davvero a ringraziarvi per l’opportunità che mi viene offerta di parlare delle forme partecipative, perché rappresenta uno dei tratti che hanno fatto diversa questa nostra terra, il Trentino, aiutandola ad affrontare un tempo sempre più segnato dallo spaesamento, ovvero dal venir meno delle identità sociali e ideologiche del Novecento, offrendo nuovi strumenti di coesione sociale.

Proprio da qui parte la riflessione che vi voglio proporre sul ruolo e il valore dei corpi intermedi, di tutte quelle realtà che stanno a metà strada fra il singolo cittadino e le istituzioni. Parlo delle forme di organizzazione sociale, sindacale, culturale ed anche politica che aiutano il cittadino ad essere meno solo di fronte a un contesto in rapida trasformazione.

La solitudine non è solo il venir meno di relazioni nell’ambito familiare o amicale, è anche l’effetto di un’atomizzazione sociale per cui l’individuo si viene a trovare in un rapporto di tipo verticale (e plebiscitario) con il potere, deprivato cioè delle forme attraverso le quali interagire democraticamente con le istituzioni.

Non è affatto casuale che nella storia, i momenti di crisi acuta tanto sul piano sociale che politico siano stati segnati dall’emergere di figure forti, “uomini della provvidenza” che facevano del loro rapporto diretto e carismatico con la gente (intesa come insieme di individui) la fonte del proprio consenso e la legittimazione del proprio potere. Ma la partecipazione può essere ridotta all’ascolto di un programma televisivo?

Questo è un tempo di solitudine. Per questo la democrazia fatica. Perché la partecipazione democratica si fonda proprio sui corpi intermedi, nel loro occuparsi della sfera pubblica, nell’interlocuzione con le istituzioni ai vari livelli, sul piano della ricerca sociale e della formazione dei cittadini. Sono questi, accanto alle istituzioni formative, i luoghi della formazione della classe dirigente. Quel tessuto di educazione e apprendimento permanente che ci aiuta a mettere in fila la grande quantità di informazioni che l’era digitale ci mette a disposizione e in assenza della quale anche
l’informazione diviene una nebbia polverosa che ci fa sentire smarriti.

Voglio dire che se questo flusso vitale fra cittadini e istituzioni si interrompe, ad entrare in crisi è la società nel suo insieme. La partecipazione è passione civica, impegno, studio, confronto collettivo. Ecco perché l’associazionismo diventa una componente fondamentale di una comunità come il Trentino, un tratto della sua diversità. Se negli indicatori sulla qualità dello sviluppo regionale (Quars) il Trentino è ai primi posti lo deve anche al fatto che quello relativo alle forme partecipative è di gran lunga superiore ad ogni altra regione italiana. E quando i ricercatori mi hanno chiamato per chiedermi ragione di questa distanza a noi favorevole, la mia risposta è stata che la differenza la fanno i Vigili del fuoco volontari e i Nuvola, la Sat e la cooperazione trentina, i cori le bande musicali… persino le Casse rurali quando sanno rappresentare una finanza etica di fronte ad una finanza globale che con i “derivati” scommette sull’andamento del valore dei beni di prima necessità come il grano o il riso. Cioè sulla fame.

Questa riflessione ci può aiutare a comprendere l’importanza di una realtà come il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, oggi insieme di 81 associazioni di volontariato ed enti di ricerca e studio sui temi della pace e della mondialità.

La prima domanda da porci è perché il Consiglio Provinciale, in quell’ormai lontano 10 giugno 1991, abbia approvato una legge per la diffusione della cultura della pace e l’istituzione del Forum. La risposta è molto semplice. Perché la pace non va invocata solo quando si avverte il rumore sordo dei bombardieri, la pace si costruisce come cultura diffusa, come modo di essere delle persone, come gestione attenta dei conflitti affinché non degenerino violentemente. Insomma la pace come tratto costitutivo di un paese e della sua comunità.

La pace, e conseguentemente la guerra, vanno studiate. Ci si deve interrogare sulla guerra che ci ha accompagnati fin dalla “notte dei tempi”, ma che nel secolo scorso ha prodotto un numero di vittime tre volte superiore ai morti in guerra nei diciannove secoli precedenti dall’inizio dell’era cristiana. Ci si deve interrogare sulla pace, nella consapevolezza che in assenza di elaborazione del conflitto non c’è riconciliazione e che senza riconciliazione “la guerra non è mai finita”. Se non saremo capaci di elaborare il Novecento e le sue tragedie, se non saremo capaci di spiegare quel “Arbeit
mach frei” che campeggiava all’ingresso di Auschwitz, se non sapremo indagare
l’arcipelago gulag e andremo ad Arkhangelsk senza neanche portare un fiore, non
impareremo nulla dalla storia.

Il problema è che ci rendiamo conto del valore della pace solo quando l’abbiamo perduta. Allora questo lavoro di prevenzione della guerra e di educazione alla pace deve diventare l’impegno comune delle istituzioni e delle nostre comunità.

E’ stato questo il ruolo del Forum in questi vent’anni. Proprio nell’interrogarci senza reticenze sull’efficacia di questo lavoro (e sulla necessità di uscire dai rituali del pacifismo), abbiamo deciso di approfondire di anno in anno un tema considerato cruciale.

Nel 2011 con “Cittadinanza euro mediterranea” abbiamo cercato di spiegare che non ha senso parlare di “scontro di civiltà”, che le nostre radici nascono nello straordinario intreccio di culture e saperi che hanno attraversato il Mediterraneo nel corso della storia. Lo abbiamo fatto parlando del pane che accomuna le genti o dello “status quo”, la regola secondo la quale il luogo più importante della cristianità (il Santo Sepolcro) da mille anni è governato dalla famiglia Nuseibeh, palestinese e mussulmana. In questo lavoro di conoscenza, quasi con naturalezza, abbiamo incontrato la primavera
araba. 

Nel 2012 affrontando il tema del limite, a partire dalla considerazione che le guerre moderne si fanno per il controllo delle fonti energetiche, dell’acqua e della terra. Che oggi siamo sulla Terra in sette miliardi di esseri umani e che nel 2030, cioè domani, saremo in nove miliardi. E che o sappiamo tutti riconsiderare i nostri stili di vita e i nostri consumi, o non ci sarà posto per tutti. E sarà la guerra. “Nel limite. La misura del futuro” abbiamo scritto, per far comprendere che in questa contraddizioni ci siamo tutti. E, come nei momenti di difficoltà del pensiero, la poesia ci è venuta in aiuto. In particolare la “poetica dello spaesamento” che il grande Andrea Zanzotto ci ha lasciato in dono andandosene per sempre un anno fa. Negli ultimi anni, di fronte ad un tempo e alla sua terra che faticava a riconoscere, amava proporre un epigramma: “In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato, o se ingoio”.

A questo interrogativo (e a questa solitudine), la partecipazione e il volontariato possono aiutarci, se non proprio a dare una risposta, almeno a sentirci meno soli.

 

 

Articolo di Michele Nardelli, presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Scuola d’Africa

Incontro pubblico
Mercoledì 3 ottobre 2012, ore 18.00 – Aula Magna del Centromoda Canossa, via Grazioli 2 (Trento)
Organizza: Fondazione Canossiana onlus

Scuola d’Africa, un incontro dedicato alla formazione e alla solidarietà internazionale. Saranno presentati i due progetti di cooperazione allo sviluppo coordinati dalla Fondazione Canossiana onlus in Togo e da Tempora onlus nel Sahara Occidentale. Un incontro, due esperienze di formazione e solidarietà internazionale da non perdere. Per chi è curioso, un’occasione per avere notizie fresche sullo stato di salute dell’Africa e per scoprire nuove realtà. Un gustoso buffet chiuderà la serata.

Entrata libera. Seguirà un buffet.

Informazioni: 0461260454,  tempor04@temporaonlus.191.it

Sapori d’Oriente

Serata informativa
Mercoledì 3 ottobre 2012, ore 17.30 – biblioteca comunale (Borgo Valsugana)
Organizza: GTV – Gruppo Trentino di Volontariato

Il GTV – Gruppo Trentino di Volontariato Onlus vi invita a partecipare all’evento “Sapori d’Oriente: una serata itinerante tra cucina, fotografia e poesia per conoscere i bambini vietnamiti”. Lasciatevi guidare dalle fotografie di Justin Mott e dagli spunti poetici scelti da Clara Kaisermann mentre assaggiate specialità vietnamite. Un’occasione per scoprire il “gusto” di conoscere una terra lontana tramite l’esperienza di chi vi lavora da oltre dieci anni. GTV- Gruppo Trentino di Volontariato Onlus, grazie all’aiuto di numerose famiglie italiane, da sette anni promuove il programma Sostegno A Distanza per supportare la crescita dei bambini della provincia di Bac Giang, a nord- est di Hanoi, una delle zone rurali più povere del Vietnam. Un impegno importante e concreto, per garantire anche ai più piccoli la possibilità di costruire il proprio futuro. Nel corso della serata verrà offerto un buffet vietnamita.

Ingresso libero.

Informazioni e prenotazioni: 0461986696, anna.brian@gtvonline.org

Educa 2012

Manifestazione nazionale
Dal 28 al 30 settembre 2012
Rovereto
info@educaonline.it

“Cosa farà da grande?”, questo il titolo della quinta edizione di EDUCA. La manifestazione nazionale sull’educazione torna a Rovereto dal 28 al 30 settembre e, proseguendo la riflessione avviata lo scorso anno su ‘”Educare nell’incertezza”, pone al centro dell’attenzione il futuro delle nuove generazioni. Un tema che, spesso con toni pessimistici, è nelle agende politiche e mediatiche, ma che è anche argomento su cui si interrogano quotidianamente genitori, insegnanti e gli stessi giovani. Più di 90 relatori parteciperanno agli oltre 100 gli appuntamenti fra seminari, dialoghi, incontri con l’autore, laboratori formativi, spettacoli teatrali e musicali. In programma anche i risultati delle “Officine dell’educazione”, i percorsi annuali avviati lo scorso anno che hanno coinvolto giovani e famiglie di tutta Italia. Non mancheranno, naturalmente, le occasioni per giocare nei quasi 50 laboratori educativi per bambini, ragazzi e genitori che riempiranno le strade, i parchi e i palazzi della città.

 

informazioni: 3450948650, info@educaonline.it

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