Riconciliazione contro la guerra

Si avvicina fine anno e, come in molte altre realtà, al Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani è tempo di fare bilanci e relazioni di fine anno. Tra le centinaia di scritti, dibattiti, eventi, iniziative organizzate direttamente da noi o alle quali ho partecipato soprattutto due frasi mi tornano spesso alla memoria.

A giugno ero a Modena per la festa dei 50 anni della rivista “Azione nonviolenta” fondata da Aldo Capitini e ho avuto modo, durante le pause della festa, di visitare l’Accademia Militare di Modena (istituzione di formazione militare dell’esercito italiano). All’ingresso un’enorme scritta accoglie visitatori e allievi cadetti: “Preparo alle glorie di Italia i nuovi eroi”. Poi, a dare “man forte” a questa frase, un’intera parte delle mura dell’accademia è ricoperta da centinaia di migliaia di nomi di soldati morti nelle molte, troppe, battaglie combattute.

Mi sono soffermato in raccoglimento parecchi minuti davanti all’elenco interminabile di morti in guerra. Giovani strappati alle loro famiglie e ai loro affetti per motivi che non sempre sono comprensibili e troppo spesso non sono assimilabili alla, a volte necessaria, “difesa della Patria”.

A questa scritta ricca di retorica militarista e presente in un istituto di formazione militare che tuttora forma i nostri soldati, contrappongo una frase pronunciata da Malala Yousafzai, la ragazzina pakistana premio Nobel per la Pace 2014, durante il discorso da lei tenuto in occasione della consegna del Premio (10 dicembre 2014, Oslo): “Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo”.

La lotta di Malala e di tante bambine e bambini di tutto il mondo è semplicemente quella di poter andare a scuola per formarsi alla vita. In troppi luoghi del nostro mondo il fondamentale diritto all’istruzione è considerato (per dirlo con le parole di Malala) un “reato”. Per questo nel nostro fortunato Trentino dobbiamo sforzarci nel rafforzare nelle nostre scuole anche argomenti come dialogo, come lo studio di una sana cultura di pace e dei diritti fondamentali, come la convivenza.

Purtroppo in questo periodo di crisi per far quadrare il bilancio provinciale si parla di tagliare anche degli ottimi strumenti di cui in questi anni la nostra Provincia si è dotata: Il Centro Millevoci, il Centro di Formazione alla Solidarietà internazionale, ‘Osservatorio Balcani e Caucaso e lo stesso Forum sia nelle scuole che dentro la nostra società sono stati e sono importanti strumenti di analisi, approfondimento e formazione e per questo vanno tutelati. Come Consiglio del Forum, pur capendo le necessità di far quadrare i conti, abbiamo espresso profonda preoccupazione sul futuro di queste realtà che contribuiscono quotidianamente a rafforzare una sana cultura di pace.

Ancora oggi ci sono milioni di esseri umani che in virtù di un’appartenenza (etnica, nazionale, religiosa, ideologica, sessuale, etc.) subiscono forme di discriminazione, violenza, sopruso, negazione di diritti. Come Forum concentreremo le azioni dei prossimi anni attorno al tema dei diritti negati: il punto di partenza è che non si può costruire la pace e poi affermare i diritti, bensì è affermando i diritti che si può arrivare a una società di pace diffusa e duratura. E questo non riguarda solo Paesi lontani, segnati da conflitti armati, ma coinvolge anche le nostre comunità. Partiremo nelle prossime settimane con la ricerca I giovani e la pace, realizzata con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento, che vuole indagare il posizionamento dei giovani in relazione ai temi prioritari del Forum per poi proporre azioni e interventi di riflessione, formazione e confronto che risultino coerenti e per questo efficaci con i reali fabbisogni e sensibilità. La diffusione dei risultati sarà poi occasione per proporre eventi rivolti anche alla comunità adulta, chiamata a riflettere e confrontarsi su queste tematiche.

L’augurio per il nuovo anno rivolto a tutti noi è che in un mondo che vede come unica soluzione dei conflitti (personali, di quartiere, mondiali) la violenza, gli eserciti e la guerra si possano finalmente sperimentare, a cominciare dal nostro bel Trentino, nuovi percorsi che tentino il dialogo e la riconciliazione. In un mondo che istruisce alla gloria dell’immolarsi da eroi martiri per difendere il proprio territorio vorrei si contrapponesse una sana educazione al dialogo, alla convivenza pacifica, alla risoluzione nonviolenta dei conflitti e alla riconciliazione.

Massimiliano Pilati

Presidente Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Articolo pubblicato su “Il Corriere del Trentino” del 28 dicembre 2014

Eterni Fanciulli

Progetto culturale-artistico sul disagio ComportaMentale

Dal 12 al 24 novembre 2014 
Incontri, spettacoli e workshop a Trento e Pergine Valsugana

Organizza la Bottega Buffa CircoVacanti

in collaborazione con: AriaTeatro, Teatro Comunale di Pergine, Teatro delle Garberie Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, Porto Arlecchino

e con il sostegno di: Forum Trentino della Pace e dei Diritti Umani, Cassa Rurale di Pergine

Progetto culturale-artistico sul disagio ComportaMentale

Dal 12 al 24 novembre 2014 
Incontri, spettacoli e workshop a Trento e Pergine Valsugana

Organizza la Bottega Buffa CircoVacanti

in collaborazione con: AriaTeatro, Teatro Comunale di Pergine, Teatro delle Garberie Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, Porto Arlecchino

e con il sostegno di: Forum Trentino della Pace e dei Diritti Umani, Cassa Rurale di Pergine



PROGRAMMA COMPLETO 

Giovedì 13 novembre 2014. Teatro Comunale di Pergine. Ore 20,45
Spettacolo teatrale della Scuola Sperimentale dell’Attore/ Compagnia Hellequin
CAPITAN DON CALZEROTTE E ARLECCHIN SENZA PANZA
con Claudia Contin Arlecchino, Stefano Gava, Lucia Zaghet, Giulia Colussi. Regia di Ferruccio Merisi.
Un apologo sulla differenza, sull’amicizia, sulla condivisione del tempo, e dei sogni… La storia di due amici, due vecchi attori tragicomici, con i quali a vario titolo la vita non è stata generosa, che per dare un rifugio alla propria folle vecchiaia occupano un teatro abbandonato, coinvolgendo anche due sregolate e bizzarre badanti ucraine. Il più vecchio dei due amici – che l’altro chiama Maestro – si mette in testa di preparare un nuovo grande spettacolo, l’ultimo: un Don Chisciotte.
Ingresso: intero € 15; ridotto € 13,50; studenti scuole medie superiori 5€. Prenotazione e prevendita: www.teatrodipergine.it

Venerdì 14 novembre 2014. Teatro delle Garberie di Pergine. Ore 20,30
Spettacolo teatrale co-produzione Emit Flesti/Teatro E
DISABITATE
con Gelsomina Bassetti e Laura Mirone. Regia di Alessio Dalla Costa.
Sara è una vecchia, rinchiusa in una casa di riposo che chiama la grande boccia; è una donna colta e vitale, porta dentro di sé tutti i dolori, le delusioni, le paure del suo passato. I suoi sbalzi d’umore sono estremi e spesso incomprensibili: urla, impreca e sputa, perché nessuno abbia pena di lei. Varvara è ucraina. Da bambina camminava in equilibrio sulle rotaie. Ora è adulta, fa la badante e non vede altro che gente vecchia; è l’infermiera delegata a rappresentare l’umanità generosa. Si incontrano lì nella “grande boccia”ed è lì che si scontrano. Una realtà fuori dal tempo fatta di tisane, pillole e poco altro.
Ingresso: intero € 10; ridotto € 8. Posti limitati consigliata la prenotazione a info@bottegabuffacircovacanti.it

Sabato 15 novembre 2014. Teatro delle Garberie di Pergine. Ore 20,30
Spettacolo teatrale della Scuola Sperimentale dell’Attore
SCHIELE: IL COMPORTAMENTO RIDISEGNATO
di e con Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi.
II Comportamento Ridisegnato è una dimostrazione di lavoro che nasce da un linguaggio immaginifico e gestuale stra-ordinario; a partire da testi di Giuseppe Ungaretti, di Antonin Artaud, di William Golding, Christa Wolf e dello stesso Egon Schiele, viene presentata sulla scena una collezione di momenti teatrali sperimentali che tratteggiano un affresco della civiltà occidentale dal punto di vista contrariato del poeta-profeta, dell’individuo malato ed errante.
Ingresso: intero € 10; ridotto € 8. Posti limitati consigliata la prenotazione a info@bottegabuffacircovacanti.it

Domenica 23 novembre 2014. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. Ore 18,00
Azione teatrale della Scuola Sperimentale dell’Attore
LA GUERRA DEL POETA.
con Claudia Contin Arlecchino. Regia Ferruccio Merisi
Un’azione teatrale dedicata alla figura del poeta soldato Giuseppe Ungaretti. Il montaggio drammaturgico segue un percorso di associazioni profonde che scompone e ricompone poesie e interviste, urla e silenzi, momenti d’immobilità e drammatiche gesticolazioni in omaggio a quella incessante ricerca per una Nuova Coscienza Umana che riesce a sopravvivere e a rinnovarsi nonostante i tragici compromessi della Storia.
A seguire dibattito con documenti video sull’Eterno Fanciullo Giuseppe Ungaretti ed anteprima al progetto Fossili del Futuro con esposizione di xilografie e sculture sul tema delle mutazioni e la follia del nucleare negli ultimi Cento anni.
Ingresso libero. Posti limitati consigliata la prenotazione a info@bottegabuffacircovacanti.it

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INCONTRI COLLEGATI 

Mercoledì 12 novembre 2014. Istituto Artigianelli per le Arti Grafiche di Trento. Ore 14,30
PRESENTAZIONE LIBRO CAPITAN DON CALZEROTTE E ARLECCHIN SENZA PANZA
con gli autori e protagonisti dell’opera: Claudia Contin Arlecchino, Ferruccio Merisi, Stefano Gava, Compagnia Hellequin e il fotografo Luca Fantinutti
con la collaborazione della libreria Àncora Artigianelli di Trento per la vetrina espositiva del progetto dal 6 al 31 novembre 2014
Ingresso libero

Giovedì 13 novembre 2014. Foyer Teatro Comunale di Pergine. Ore 10,30
PRESENTAZIONE LIBRO CAPITAN DON CALZEROTTE E ARLECCHIN SENZA PANZA
con gli autori e protagonisti dell’opera: Claudia Contin Arlecchino, Ferruccio Merisi, Stefano Gava, Compagnia Hellequin e il fotografo Luca Fantinutti
Ingresso libero

Venerdì 14 novembre 2014. Istituto scolastico superiore Marie Curie di Pergine. Ore 10,30
PROIEZIONE TRATTI INDOSSO
Cortometraggio di Valeria Spera. Video-documentario sulla Tragedia dell’Arte di Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi.
Incontro degli studenti con l’artista Claudia Contin Arlecchino sul tema del disagio comporta-mentale come spazio di incontro culturale dal punto di vista dell’attore e dal punto di vista dell’artista.
Ingresso libero

Da domenica 16 a domenica 23 novembre 2014. Sala prove del Teatro Comunale di Pergine
Otto giornate di workshop teatrale
IO, ETERNO FANCIULLO
con il maestro Claudia Contin Arlecchino

Traiettorie estreme per il corpo, codificate e ricostruite seguendo il bestiario umano ritratto nei quadri di EgonSchiele. L’allievo attore/danzatore affronterà una metodologia che si basa su gestualità e movimenti che coinvolgono il sistema nervoso come fonte cinetica. Nella Tragedia dell’ Arte di Claudia Contin Arlecchino ogni minimo movimento diventa portatore di significato e pertanto è necessario allenare il corpo a raggiungere precisione, duttilità ed eloquenza visiva. Il lavoro certosino di scomposizione, non più muscolare ma nervosa, di ogni parte del corpo rende indipendente l’Arte dell’Attore nel trovare sempre nuove soluzioni di gestualità e di costruzione dei suoi personaggi.

Info e iscrizioni: massimo 20 persone. info@bottegabuffacircovacanti.it
Facilitazioni sulla quota di iscrizione per figli di soci e clienti della Cassa Rurale di Pergine

CHANGE! – 17th Religion Today FILMFESTIVAL

EXPLORING THE DIFFERENCES

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

EXPLORING THE DIFFERENCES
10>21 ottobre
2014

Religioni, società, cambiamento

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Sono tanti i nuovi appuntamenti per questa diciassettesima edizione del Religion Today Filmfestival. Non solo film, ma anche tavole rotonde, spettacoli di danza sacra, musica, libri e fotografia. Tanti momenti per approfondire un mondo in costante evoluzione.
Anche il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, continua la sua collaborazione con il Festival, contribuendo alla premiazione di un film per la sezione “Peace and Human Rights”.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

1914-1918 Gli anni spezzati


A cento anni dallo scoppio del conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra, l’associazione Amici di Parola, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta il recital “Gli anni spezzati”. Lo spettacolo teatrale sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi.

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

L’Associazione “Amici di Parola”, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta lo spettacolo “1914-1918 Gli anni spezzati.

 

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
presso il S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

 

A cento anni dallo scoppio del sanguinoso conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra il recital sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi. Lo spettacolo, che inizia dalla dichiarazione di guerra, ripercorre quei giorni anche mediante la lettura di alcuni passaggi tratti da lettere e documenti ufficiali, si sviluppa via via mettendo in luce la vita di trincea, la guerra bianca, il problema dei profughi trentini, le nuove armi usate nel conflitto e le devastanti conseguenze della guerra, ma riserva una parte importante al ruolo che ebbero intellettuali e propaganda durante il conflitto.

 

Allo spettacolo è invitata tutta la cittadinanza.
Ingresso libero e gratuito

su Facebook

RESTIAMO UMANI

Urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese

“qualsiasi sia il senso dell’occupazione la terra di Israele non è più terra santa … ma terra di sangue”


Venerdì 5 settembre ore 20:45 Sala Filarmonica Rovereto
Ingresso libero
Spettacolo teatrale a sostegno delle vittime del conflitto israelo-palestinese

Urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese
“qualsiasi sia il senso dell’occupazione la terra di Israele non è più terra santa … ma terra di sangue”

Venerdì 5 settembre ore 20:45 Sala Filarmonica Rovereto
Ingresso libero
Spettacolo teatrale a sostegno delle vittime del conflitto israelo-palestinese

Ultimo Teatro Produzioni incivili
supporta i progetti di Music for Peace che sta intervenendo in queste settimane nel sollevare le popolazioni palestinesi duramente colpite dai bombardamenti e dall’emergenza umanitaria.

Promuovono le associazioni del Comitato per la Pace di Rovereto www.rovepace.org, l’associazione Onlus ‘Pace per Gerusalemme’ e il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani

Gardolo gioca a calcio e aquiloni


Chiara Bert
– Il Trentino

Una partita a calcio: squadre miste, mescolate per età, genere, soprattutto Paese di provenienza. E poi gli aquiloni, il gioco tradizionale afgano messo vicino al gioco popolare per eccellenza in Italia. Gardolo – dove gli stranieri sono più del 20 per cento, dove all’asilo i bambini figli di immigrati hanno superato i trentini – prova anche così, attraverso lo sport, a unire e creare contaminazioni. A Canova, quartiere multietnico per eccellenza, il comitato trentino della Uisp (Unione italiana sport per tutti) ha organizzato una domenica pomeriggio diversa. L’appuntamento è per il 31 agosto, dalle 16, al parco e al campo da calcio di Canova. «Viviamo il gioco! Calcio e aquiloni, per stare insieme e stare bene»

Da Trentino
L’evento

Chiara Bert – Il Trentino

Una partita a calcio: squadre miste, mescolate per età, genere, soprattutto Paese di provenienza. E poi gli aquiloni, il gioco tradizionale afgano messo vicino al gioco popolare per eccellenza in Italia. Gardolo – dove gli stranieri sono più del 20 per cento, dove all’asilo i bambini figli di immigrati hanno superato i trentini – prova anche così, attraverso lo sport, a unire e creare contaminazioni. A Canova, quartiere multietnico per eccellenza, il comitato trentino della Uisp (Unione italiana sport per tutti) ha organizzato una domenica pomeriggio diversa. L’appuntamento è per il 31 agosto, dalle 16, al parco e al campo da calcio di Canova. «Viviamo il gioco! Calcio e aquiloni, per stare insieme e stare bene», lo hanno intitolato. L’idea è nata dal confronto con il Forum trentino per la pace e i diritti umani e l’Associazione Afghanistan 2014, e ha coinvolto le realtà che operano sul territorio, l’associazione Carpe Diem, l’associazione Charisma, la cooperativa Arianna, Atas e Centro Astalli. Gardolo sarà la prima tappa di un percorso che punta a promuovere lo sport nei quartieri di Trento con un triplice obiettivo: valorizzare il gioco e il divertimento, favorire la socializzazione e l’inclusione sociale, riqualificare gli spazi pubblici. E cosa c’è di più facile di un pallone da calcio, per far giocare insieme i bambini? Probabilmente niente. Ma il progetto ha voluto fare un passo in più, coinvolgendo le comunità locali, trentine e immigrate, attraverso la contaminazione ra il calcio e i giochi tradizionali delle comunità straniere residenti in Trentino. Si parte con l’Afghanistan e chi ha letto lo splendido “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini, e si è commosso leggendo la storia di Amir e Hassan, sa che la gara e il combattimento degli aquiloni è il momento di festa che in quel paese lontano segna la fine dell’inverno. I talebani avevano vietato di far volare gli aquiloni, tornati solo dopo molto tempo a colorare i cieli afgani. Domenica 31 agosto voleranno anche nei cieli di Canova. La comunità afgana ha proposto di autoprodurli: dalle 16 il via ai laboratori per la costruzione degli aquiloni, aperti a tutti, grandi e piccoli. La stessa apertura che caratterizzerà l’organizzazione delle partite di calcio: non squadre nazionali, né team selezionati per abilità, capacità, conoscenza pregressa. Saranno invece squadre miste, contaminate appunto. «Una contaminazione – spiega Tommaso Iori, presidente Uisp – che servirà non solo a mettere in luce le ricchezze culturali presenti sul nostro territorio grazie agli immigrati, ma anche a riportare il calcio al suo essere gioco, e quindi spazio di relazioni positive, lontano dalla competizione esasperata in cui si è via via trasformato». E dopo i giochi, al parco ci sarà il tempo per condividere qualcosa da mangiare e da bere, meglio ancora se con gusti e profumi diversi. Perché anche il cibo, come lo sport, può essere un bel modo di stare insieme.

Da Trentino
L’evento

Viviamo il gioco!

Viviamo il Gioco!

Domenica 31 Agosto,
a partire dalle 16.00
al Parco di Canova, Gardolo di Trento

Una festa aperta a tutti, un partitone di calcio che diventa un’occasione per incontrarsi e conoscersi, condividere un bicchiere di tè e il volo di un aquilone.

UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) in collaborazione con Associazione Afghanistan 2014, Associazione Carpe Diem, Associazione Charisma, Atas, Centro Astalli, Cooperativa Sociale Arianna e Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

organizza

Viviamo il Gioco!

Domenica 31 Agosto,
a partire dalle 16.00
al Parco di Canova, Gardolo di Trento

Una festa aperta a tutti, un partitone di calcio che diventa un’occasione per incontrarsi e conoscersi, condividere un bicchiere di tè e il volo di un aquilone.

A partire dalle 16.00 daremo il via ai laboratori per la costruzione degli aquiloni, aperti a grandi e bambini: gli stessi potranno poi partecipare alle partite di calcio, senza alcuna discriminazione di età, genere, abilità e nazionalità.

Nel corso della serata condivideremo qualcosa da mangiare e da bere: ogni contributo è ben accetto!

Obbedienza cieca

– Gideon Levy –

Tra i soldati delle forze armate israeliane sono i più eloquenti, educati, intelligenti e istruiti. Durante il servizio militare studiano nelle migliori università. Provengono dalle migliori famiglie e dalle migliori scuole superiori. Negli anni di addestramento imparano le tecniche di volo, l’elettronica, le strategie di combattimento. Sono la meglio gioventù di Israele, destinata a fare grandi cose. Ma oggi i piloti israeliani commettono le azioni più crudeli che si possano immaginare.


Comodamente seduti nelle loro cabine, armeggiano con pulsanti e leve. E’ un gioco di guerra. Dall’alto decidono chi vince e chi muore.

*Gideon Levy è un columnist del quotidiano israeliano Ha’aretz

Articolo tradotto da Andrea Sparacino e pubblicato su Internazionale n. 1060

– Gideon Levy *

Per un pilota israeliano la più grande dimostrazione di coraggio è rifiutarsi di uccidere dei civili.

Tra i soldati delle forze armate israeliane sono i più eloquenti, educati, intelligenti e istruiti. Durante il servizio militare studiano nelle migliori università. Provengono dalle migliori famiglie e dalle migliori scuole superiori. Negli anni di addestramento imparano le tecniche di volo, l’elettronica, le strategie di combattimento. Sono la meglio gioventù di Israele, destinata a fare grandi cose. Ma oggi i piloti israeliani commettono le azioni più crudeli che si possano immaginare.

Comodamente seduti nelle loro cabine, armeggiano con pulsanti e leve. E’ un gioco di guerra. Dall’alto decidono chi vince e chi muore. Osservano piccoli puntini neri che corrono in preda al panico e scappano per sopravvivere. Alcuni, sui tetti delle case, agitano le mani, sconvolti dal terrore. La freccia nera punta il bersaglio. Un attimo dopo si alza del fumo nero. I piloti israeliani non sono mai stati attaccati da un aereo nemico. Ai tempi dell’ultima battaglia aerea sostenuta dall’aviazione israeliana, non erano ancora nati. E non hanno mai visto da vicino le loro vittime.

Sono gli eroi di Israele, quelli che avranno successo nella vita. Sposeranno le ragazze più belle. Vivranno in un grazioso insediamento. Diventeranno capitani degli aerei El Al, imprenditori, professionisti. Voteranno per politici di centro, come Yair Lapid, e per partiti di sinistra, come il Meretz. Insegneranno ai figli come diventare cittadini modello. Dimenticheranno in fretta cos’hanno fatto durante il servizio militare. Ma in fondo hanno ben poco da dimenticare. Dalla cabina di un F-16 non si vede quasi niente. Non sono poliziotti di frontiera che rincorrono i bambini nei vicoli e poi li picchiano. Non fanno parte della brigata di fanteria Golani, che fa irruzione nelle case dei palestinesi in piena notte. Non sorvegliano i checkpoint. Non usano un linguaggio scurrile e non umiliano l’avversario. Sono educati. Sono i piloti dell’esercito più virtuoso del mondo.

Ma mentre scrivo hanno già ucciso duecento persone e ne hanno ferite più di un migliaio. La maggior parte erano civili. Pochi giorni fa hanno ucciso una ventina di persone della famiglia Al Batash. Il loro bersaglio era il capo della polizia di Gaza, Taysir al Batash. L’attacco ha causato 21 morti, tra cui sei bambini e quattro donne. Un’intera famiglia spazzata via.

Certo, la colpa non è (solo) dei piloti. Loro eseguono gli ordini. Spingono il pulsante giusto al momento giusto. Ma lo fanno con un automatismo e una cecità che fa venire i brividi. Sono davvero convinti che eseguendo mille operazioni e sganciando mille tonnellate di bombe sulla Striscia di Gaza stiano solo facendo il loro dovere?

Per quanto ne sappiamo, finora nessuno di loro si è ancora “ribellato”. Nel 2003 27 piloti non eseguirono gli ordini. Fecero qualcosa di più coraggioso: in una lettera scrissero che si rifiutavano di partecipare a operazioni che mettessero in pericolo i civili. Stavolta non è successo niente di simile.

Non c’è stato nessun Yonatan Shapira e nessun Iftach Spector (due dei firmatari della lettera). Nessuno si è chiesto se è davvero questo il modo giusto di andare avanti. Nessuno si è rifiutato di far parte di uno squadrone della morte.

*Gideon Levy è un columnist del quotidiano israeliano Ha’aretz

Articolo tradotto da Andrea Sparacino e pubblicato su Internazionale n. 1060