Che pessima notizia: c’è l’accordo sulle elezioni afgane


-Emanuele Giordana-
Se è tutto bene quel che finisce bene, il processo elettorale afgano per scegliere il nuovo presidente si starebbe avviando a buon fine. Una riconteggio delle schede sotto supervisione Onu vaglierà ogni singolo voto del ballottaggio del 14 giugno alla presenza dei rappresentanti dei due candidati che si impegnano a rispettarne il verdetto. Tutto bene? Si certo ma a che prezzo.

Tanto per cominciare, per trovare l’accordo le parti hanno avuto bisogno che il segretario di Stato americano Kerry intervenisse di persona. Poi, di comune accordo, hanno chiesto aiuto ad Isaf che si occuperà (con l’esercito afgano) di portare tutte le schede dalle province a Kabul. In terzo luogo c’è anche un accordo perché nasca un governo di unità nazionale benché sotto l’egida del vincitore. Non ultimo, il passaggio di poteri che doveva avvenire il 2 agosto viene rimandato (il male minore).

Articolo pubblicato su Great Game, il blog di Emanuele Giordana

 -Emanuele Giordana-
Se è tutto bene quel che finisce bene, il processo elettorale afgano per scegliere il nuovo presidente si starebbe avviando a buon fine. Una riconteggio delle schede sotto supervisione Onu vaglierà ogni singolo voto del ballottaggio del 14 giugno alla presenza dei rappresentanti dei due candidati che si impegnano a rispettarne il verdetto. Tutto bene? Si certo ma a che prezzo.

Tanto per cominciare, per trovare l’accordo le parti hanno avuto bisogno che il segretario di Stato americano Kerry intervenisse di persona. Poi, di comune accordo, hanno chiesto aiuto ad Isaf che si occuperà (con l’esercito afgano) di portare tutte le schede dalle province a Kabul. In terzo luogo c’è anche un accordo perché nasca un governo di unità nazionale benché sotto l’egida del vincitore. Non ultimo, il passaggio di poteri che doveva avvenire il 2 agosto viene rimandato (il male minore).

Come si vede, in buona sostanza, la faccia è salva ma il risultato dice che il nuovo governo nasce figlio di una mediazione straniera in barba alla transizione che si voleva compiuta. Il nuovo governo nasce con benedizione americana e bacio finale della Nato. Peggio non poteva andare. Nasce infine con una mediazione che fa carta straccia della scelta elettorale se è vero che Abdullah ha contrattato di poter sedere quasi a pari merito col probabile vincitore, Ashraf Ghani. Non è solo una questione di facciata o orgoglio nazionale: una fine così prelude a una difficoltà nel negoziato coi talebani a cui appare evidente la continuità con l’epoca Karzai quando il presidente disponeva a a Kabul quel che si decideva a Washington e Bruxelles.

Meglio di nulla, ovviamente, ma sarà bene evitare la retorica. Queste elezioni son una mezza vittoria (in tutti i sensi) e uno schiaffo alle regole della democrazia rappresentativa. Si, di dirà, ma le elezioni erano truccate. Vero anche questo. Ecco perché la vittoria di oggi è ancora di più una sconfitta.

Articolo pubblicato su Great Game, il blog di Emanuele Giordana

Sguardi tra il ‘900 e il futuro

Il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, con la  Comunità Baha’i e APS Ballerio
 presenta

Cartolina da Teheran e dal Mondo

Incontro
“Sguardi tra il ‘900 e il futuro”
9 luglio 2014 – ore 18.00 – Centro per la Formazione alla Solidarietà InternazionaleGuido Morisco (Comunità Baha’i)
Violetta Plotegher (Vicepresidente Forum Pace)

A 100 anni dalla grande guerra si sono moltiplicate in tutto il mondo le attività a favore dei diritti civili, la cooperazione e la solidarietà, la consapevolezza di una responsabilità sociale diretta di ogni individuo, la necessità di approcci partecipati e di un’etica globale.Dove stiamo andando?Ci sono possibili chiavi di lettura del recente passato che ci permettano di orientarci in una realtà complessa ed in continua evoluzione?Quali scelte, valori e stili di vita per una pace attiva?

Alle 17.30 interverrà Erica Mondini, Presidente di Pace Per Gerusalemme per condividere una riflessione sulla tragica situazione in Israele e Palestina e per presentare l’iniziativa del Forum Trentino per la Pace contro il Muro.

Il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, con la  Comunità Baha’i e APS Ballerio
 presenta

Cartolina da Teheran e dal Mondo

Incontro
“Sguardi tra il ‘900 e il futuro”

9 luglio 2014 – ore 18.00 – Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale*Guido Morisco (Comunità Baha’i)
**Violetta Plotegher (Vicepresidente Forum Pace)

A 100 anni dalla grande guerra si sono moltiplicate in tutto il mondo le attività a favore dei diritti civili, la cooperazione e la solidarietà, la consapevolezza di una responsabilità sociale diretta di ogni individuo, la necessità di approcci partecipati e di un’etica globale.

Dove stiamo andando?

Ci sono possibili chiavi di lettura del recente passato che ci permettano di orientarci in una realtà complessa ed in continua evoluzione?

Quali scelte, valori e stili di vita per una pace attiva?

Alle 17.30 interverrà Erica Mondini, Presidente di Pace Per Gerusalemme per condividere una riflessione sulla tragica situazione in Israele e Palestina e per presentare l’iniziativa del Forum Trentino per la Pace contro il Muro.

Per informazioni :
marcellaorruterranova@gmail.com
trento@bahai.it

 

*Guido Morisco, è direttore dell’Ufficio relazioni esterne  della Comunità baha’i italiana e membro di Religions for Peace.
**Violetta Plotegher, è Vicepresidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani, Assessore al welfare e Consigliere Provinciale.

RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Venerdì 4 luglio alle ore 18 al giardino del Centro Santa Chiara, appuntamento sulla riforma del Terzo Settore. Un incontro aperto alla cittadinanza e agli operatori (associazioni e cooperative sociali) per discutere insieme della riforma prospettata dal governo sul no-profit e quali interventi sono necessari per sostenerne la crescita.

Partecipa Paolo Beni, ex presidente Arci e attualmente deputato e componente dell’intergruppo sulla riforma e Stefano Tassinari, vicepresidente nazionale Acli.

L’iniziativa è realizzata dalle Acli trentine e dall’Arci del Trentino

, appuntamento sulla riforma del Terzo Settore. Un incontro aperto alla cittadinanza e agli operatori (associazioni e cooperative sociali) per discutere insieme della riforma prospettata dal governo sul no-profit e quali interventi sono necessari per sostenerne la crescita.

Partecipa Paolo Beni, ex presidente Arci e attualmente deputato e componente dell’intergruppo sulla riforma e Stefano Tassinari, vicepresidente nazionale Acli.

L’iniziativa è realizzata dalle Acli trentine e dall’Arci del Trentino

Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia


Il calcio visto a partire dall’America Latina

Giovedì 3 luglio 2014 | ore 18.00, CFSI Trento, Vicolo San Marco 1
Nei giorni dei mondiali, mentre ci emozioniamo e ci appassioniamo davanti al pallone, possiamo cogliere anche le contraddizioni sottese al sistema calcistico a livello globale. Recuperare il valore del gioco ci permette di leggere il calcio nella sua essenza più intima: il ritorno all’infanzia, l’essere parte di qualcosa, il sentirsi persone, il rivendicare dignità.

Il gioco del calcio permette di sintonizzarsi sul bisogno di “essere”, anziché di produrre incessantemente, e in ciò si presenta con carattere contestatorio rispetto alla visione mercantile della società contemporanea. Permette la relazione con l’Altro, il gioco di squadra, la libertà di esprimere la fantasia.

Durante la serata verrà presentato il libro Bibbia e calcio di Marco e Tobia Dalcorso
L’evento si colloca nell’ambito della proposta La storia dell’Altro – America Latina

 

Il calcio visto a partire dall’America Latina

Come il tango, il calcio crebbe partendo dalle periferie.
Era uno sport che non esigeva denaro e si poteva giocare senza
null’altro che la pura voglia. Nei recinti, nei vicoli e sulle spiagge,
i ragazzi creoli e i giovani immigrati improvvisavano partite con
palloni fatti di vecchie calzette riempite di pezza o di carta,
e un paio di pietre per simulare la porta.
Grazie al linguaggio del calcio, che cominciava a farsi universale,
i lavoratori espulsi dalle campagne si intendevano alla perfezione
con i lavoratori espulsi dall’Europa.Eduardo Galeano


Giovedì 3 luglio 2014 | ore 18.00

Trento, Vicolo San Marco 1

Nei giorni dei mondiali, mentre ci emozioniamo e ci appassioniamo davanti al pallone, possiamo cogliere anche le contraddizioni sottese al sistema calcistico a livello globale. Recuperare il valore del gioco ci permette di leggere il calcio nella sua essenza più intima: il ritorno all’infanzia, l’essere parte di qualcosa, il sentirsi persone, il rivendicare dignità.

Il gioco del calcio permette di sintonizzarsi sul bisogno di “essere”, anziché di produrre incessantemente, e in ciò si presenta con carattere contestatorio rispetto alla visione mercantile della società contemporanea. Permette la relazione con l’Altro, il gioco di squadra, la libertà di esprimere la fantasia.

Durante la serata verrà presentato il libro Bibbia e calcio di Marco e Tobia Dalcorso

L’evento si colloca nell’ambito della proposta La storia dell’Altro – America Latina

Sarajevo, il caso e la necessità

– Bernard Guetta –

Articolo pubblicato il 27 giugno 2014 da Internazionale
(Traduzione di Andrea Sparacino)

Foto: Tommaso Vaccari

– Bernard Guetta –

È una città piena di terrazze, tecnologia, giovani per strada, campanili cattolici, cupole musulmane e cipolle ortodosse. È una città dove si mescolano i secoli, le religioni e gli imperi defunti, e il cui boom economico dura da 15 anni. Eppure, prima ancora di essere una città, Sarajevo è un manuale di storia europea da leggere e rileggere.

Sabato ricorrerà il centenario dell’assassinio dell’arciduca d’Austria a Sarajevo, l’evento che avrebbe trascinato il vecchio mondo nella Prima guerra mondiale, una mostruosa mattanza in cui l’Europa ha creduto per l’ennesima volta di poter ristabilire gli equilibri tra le potenze rivali e che invece ha finito per distruggere l’ordine costituito.

Un secolo dopo, mentre si prepara a commemorare l’assassinio di Sarajevo, l’Europa è spinta dal caso e dalla necessità a fare un passo avanti verso l’unità modificando le politiche dell’Unione e democratizzando il suo funzionamento. A Bruxelles è arrivato il tempo del cambiamento, e intanto i proiettori della storia illuminano Sarajevo e ci ricordano fino a che punto il nostro continente è fragile e segnato da antichi rancori che potrebbero riesplodere in qualsiasi momento.

Dalla Grande guerra sono scaturite la rivoluzione russa, la prima affermazione degli Stati Uniti come potenza emergente sulla scena mondiale, la fine dell’impero ottomano e di quello austro-ungarico, l’espansione degli imperi coloniali francese e britannico e la nascita delle frontiere attuali del Medio Oriente, le stesse che oggi sono minacciate dall’azione dei jihadisti in Iraq e Siria.

Il mondo in cui viviamo non sarebbe lo stesso senza l’assassinio di Sarajevo, la cui conseguenza più tragica è stato l’incubo nazista, che non sarebbe mai esistito se i vincitori del 1918 non avessero imposto alla Germania una punizione inaccettabile e umiliante. In un certo senso l’ascesa di Hitler affonda le sue radici a Sarajevo.

Oggi la città bosniaca mostra i segni di un conflitto più recente e di un assedio criminale portato dai paramilitari serbi tra il 1992 e il 1996 e costato la vita a 10.000 persone. Quella nell’ex Jugoslavia è stata una di quelle guerre di spartizione un tempo così comuni, e ha minacciato la riconciliazione franco-tedesca al punto tale da convincere Helmut Kohl e François Mitterrand a cementare l’unità europea creando la moneta unica. Senza Sarajevo probabilmente non ci sarebbe l’euro.

In questi giorni non possiamo pensare a questa città rinata senza ricordarci che prima di crollare la Jugoslavia aveva dimenticato la guerra, come l’abbiamo dimenticata noi oggi. Eppure, senza che ce ne accorgiamo, una guerra è in corso ed è vicina, così vicina che ci conviene sperare che la nuova svolta di Bruxelles sia prontamente confermata, approfondita e assimilata.

Articolo pubblicato il 27 giugno 2014 da Internazionale
(Traduzione di Andrea Sparacino)

Foto: Tommaso Vaccari

Pecore da farcire, urne da riempire

– da Kabul, Giuliano Battiston –

Scoppia il “caso Amarkhil”, l’alto funzionario della Commissione elettorale che per Abdullah avrebbe favorito Ashraf Ghani. Le intercettazioni rese pubbliche sembrano avallare le accuse.

Pecore secche da farcire, urne da riempire. Il team di Abdullah Abdullah, il candidato alla presidenza che accusa di frodi i membri della Commissione elettorale indipendente, oggi ha reso pubbliche alcune intercettazioni telefoniche. Sarebbero la prova che il segretario della Commissione, Ziaulhaq Amarkhil, avrebbe orchestrato una truffa su scala industriale per favorire lo sfidante di Abdullah, Ashraf Ghani. “Porta le pecore in montagna e riportarle indietro ripiene”, recita il passaggio di una delle conversazioni tra un anonimo membro dello staff di Ghani e il funzionario Amarkhil. Un messaggio in codice, accusa Abdullah Abdullah, per indicare le urne da riempire di voti falsi.

Dal diario elettorale di sabato 21 giugno, Giuliano Battiston per Lettera22

Articolo pubblicato su il Manifesto

– da Kabul, Giuliano Battiston –

Scoppia il “caso Amarkhil”, l’alto funzionario della Commissione elettorale che per Abdullah avrebbe favorito Ashraf Ghani. Le intercettazioni rese pubbliche sembrano avallare le accuse.

Lettera22

Articolo pubblicato su il Manifesto

Cartolina da Teheran e dal resto del mondo

-presentazione mostra-

“Una comunità dedicata alla Pace”

19 giugno 2014 – ore 17.30

presentano e discutono:
Sohrab Youssefian (Comunità Baha’i)
Massimiliano Pilati (Presidente Forum Pace)

Tutte le attività si svolgono presso il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale Vicolo S. Marco 1, Trento
La mostra è visitabile dal 19 giugno al 9 luglio, dal lunedì al venerdì con orario 11/18.

-presentazione mostra-

“Una comunità dedicata alla Pace”

19 giugno 2014 – ore 17.30

presentano e discutono:
Sohrab Youssefian (Comunità Baha’i)
Massimiliano Pilati (Presidente Forum Pace)

Uno sguardo al ‘900 partendo dall’esperienza di una comunità innovativa nata da un esilio e che da due secoli cerca strenuamente di promuovere la pace. L’intreccio con la storia e le geografie del secolo scorso, con i momenti decisivi e gli
avvenimenti drammatici, dentro l’isolamento degli anni terribili delle persecuzioni.

La parità della donna, l’educazione per tutti, l’abolizione della guerra e la consapevolezza che il mondo è un unico organismo sono elementi oggi ampiamente condivisi. Molto meno lo erano nel passato e alla nascita della comunità e della fede Baha’i.

La logica è quella di una “spiritualità in azione”: una comunità che cerca nei principi spirituali e nella collaborazione con le varie componenti della società la strada per costruire un futuro di pace.

Tutte le attività si svolgono presso il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale Vicolo S. Marco 1, Trento
La mostra è visitabile dal 19 giugno al 9 luglio, dal lunedì al venerdì con orario 11/18.