Shortistan!

Forumpace Trentino per la Pace e i diritti umani e Associazione Afghanistan 2014
in collaborazione con Associazione BiancoNero – Religion Today Filmfestival, Unimondo, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Associazione 46° Parallelo
Organizzano “Shortistan! L’Afghanistan raccontato dal cinema breve”.

Il cortometraggio come strumento per parlare di Afghanistan al di là della guerra, lontano dagli stereotipi. Sei registi con linguaggi e approcci diversi che ci mostrano diverse sfaccettature del paese asiatico. Otto relatori che confrontano esperienze e punti di vista. Quattro “concentrati” di proiezioni e dibattiti incentrati su quattro temi principali: Libertà, Genere e Conflitto, Scontro di Civiltà, Identità e Dialogo. Temi fondamentali, non solo per l’Afghanistan.

I quattro appuntamenti, a ingresso libero, si svolgeranno lun 19/5, merc 21/5, lun 26/5 e merc 28/5 alle ore 20.30 presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale in Vicolo San marco, 1 – Trento.      

Forumpace Trentino per la Pace e i diritti umani e Associazione Afghanistan 2014
in collaborazione con Associazione BiancoNero – Religion Today Filmfestival, Unimondo, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Associazione 46° Parallelo

Organizzano “Shortistan! L’Afghanistan raccontato dal cinema breve”.  

Il cortometraggio come strumento per parlare di Afghanistan al di là della guerra, lontano dagli stereotipi. Sei registi con linguaggi e approcci diversi che ci mostrano diverse sfaccettature del paese asiatico. Otto relatori che confrontano esperienze e punti di vista. Quattro “concentrati” di proiezioni e dibattiti incentrati su quattro temi principali: Libertà, Genere e Conflitto, Scontro di Civiltà, Identità e Dialogo. Temi fondamentali, non solo per l’Afghanistan.”         

I quattro appuntamenti, a ingresso libero, si svolgeranno alle ore 20.30 presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale in Vicolo San marco, 1 – Trento.          

Programma
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Lunedì 19.05, ore 20.30 – LIBERTA’         

KITE di Razi Mohebi (Afghanistan, 2002, 22’)          
Quando il regime talebano vieta il gioco, un gruppo di bambini si adopera per organizzare almeno un’ultima partita, approfittando della presenza del figlio di un Talib.        

durante la serata sarà anche proiettato

SKATEISTAN. To live and skate in Kabul di Orlando Von Eisiendel (Afghanistan, 2010, 9’)      

Dialogano Razi Mohebi e Katia Malatesta      

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Mercoledì 21.05, ore 20.30 – GENERE E CONFLITTO 

BITTER MILK di Nasser Zamiri (Iran, 2011, 29’)  
Per effetto della guerra Aziz e la sua famiglia si uniscono ad un gruppo di profughi diretti verso il confine pakistano con i loro bambini. Una storia di violenze, disperazione e “latte amaro”.  

durante la serata sarà proiettato anche

OPPIO, DONNE E LANA di Soheila Javaheri e Razi Mohebi (Afghanistan, 2007, 3’)        

Dialogano Soheila Javaheri e Violetta Plotegher          

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Lunedì 26.05, ore 20.30 – SCONTRO DI CIVILTA’       

GOD, CONSTRUCTION AND DESTRUCTION di Samira Makhmalbaf, da “11’9”01 September 11” (Iran, 2002, 11’)    
Una giovane insegnante cerca di trasmettere ai propri studenti, un gruppetto di bambini afghani rifugiati in Iran, l’impatto che questo evento avrà sul mondo.

Dialogano Aboulkheir Breigheche e Michele Nardelli  

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Mercoledì 28.05, ore 20.30 – IDENTITA’ E DIALOGO 

WHERE IS THE HEAVEN di Fatemeh Ghadiri Nezhadian (Iran, 2013, 13’)         
Khalil, un orfano afgano in fuga trova riparo in un cimitero isolato e abbandonato, dove incontrerà un cecchino Nato, ferito. Dopo una notte unica, i due sviluppano una connessione particolare.   

Dialogano Paolo Frizzi e Cristina Bezzi

Per informazioni www.forumpace.it +39 0461 213176 federico.serviziocivile@forumpace.it; www.tcic.eu, +39 0461 093013, info@tcic.eu

#NaturalmenteGay #NaturalmenteLesbica: la nuova campagna per Liberi e Libere di Essere 2014


E’ iniziata la nuova campagna Liberi e Libere di essere per la Xa Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, che ogni anno ricorda la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, avvenuta il 17 maggio 1990. 

 

 
 
 
E’ iniziata la nuova campagna Liberi e Libere di essere per la Xa Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, che ogni anno ricorda la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, avvenuta il 17 maggio 1990. 

Quest’anno la campagna è giocata attorno al concetto di naturalità dell’essere gay e lesbica, contro  i rigurgiti omofobi che nell’ultimo periodo stanno riproponendo il concetto di omosessualità come malattia da correggere o quantomeno  contenere (come se di omosessualità ci si potesse contagiare), proprio perché considerata contro natura.
Ecco perché vogliamo riaffermare che l’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano, e che parlarne nelle scuole non potrà fare altro che contrastare il bullismo omofobico, creare una cultura del rispetto e dipingere un sorriso, come quello del ragazzo e della ragazza del manifesto, sui visi dei ragazzi gay e delle ragazze lesbiche, che finalmente potranno sentirsi naturalmente inclus* nella società.

Il sito di Liberi e Libere di EssereOrganizza Arcigay del Trentino

In piedi, costruttori di pace

– di Alex Zanotelli –

“In piedi, costruttori di pace” aveva gridato nell’Arena del 1989, il vescovo di Molfetta, Tonino Bello. E’ stato questo il leitmotiv delle Arene di Pace , promosse negli anni ottanta e novanta dai Beati i Costruttori di Pace.

Le Arene sono state il luogo dove si è ritrovato il Popolo della Pace, in un mondo sul precipizio della guerra nucleare, nello scontro tra Est e Ovest,per gridare invece la propria voglia di un mondo di pace.
Ma nonostante il crollo del muro di Berlino, la situazione non è migliorata, anzi è di molto peggiorata. Per questo vogliamo rilanciare l’Arena 2014 come grido, come protesta contro la guerra che è ritornata ad essere un fatto normale, come lo è stata purtroppo nel XX secolo, che si è aperto con quella spaventosa Prima Guerra Mondiale(1914-18).

Articolo tratto dal sito di Arena di Pace e Disarmo

– di Alex Zanotelli –

“In piedi, costruttori di pace” aveva gridato nell’Arena del 1989, il vescovo di Molfetta, Tonino Bello. E’ stato questo il leitmotiv delle Arene di Pace , promosse negli anni ottanta e novanta dai Beati i Costruttori di Pace.
Le Arene sono state il luogo dove si è ritrovato il Popolo della Pace, in un mondo sul precipizio della guerra nucleare, nello scontro tra Est e Ovest,per gridare invece la propria voglia di un mondo di pace.
Ma nonostante il crollo del muro di Berlino, la situazione non è migliorata, anzi è di molto peggiorata. Per questo vogliamo rilanciare l’Arena 2014 come grido, come protesta contro la guerra che è ritornata ad essere un fatto normale, come lo è stata purtroppo nel XX secolo, che si è aperto con quella spaventosa Prima Guerra Mondiale(1914-18).L’Arena 2014 viene proprio a cadere nel primo centenario di quell’”inutile strage” come l’aveva definita il papa Benedetto XV.
Questi ultimi cento anni di guerre sono state sempre più spaventose, perché combattute con armi sempre più sofisticate. Questo ha richiesto bilanci militari con cifre da capogiro. Per rendersene conto basterebbe scorrere i dati delle spese militari rilasciati ogni anno dall’Istituto Internazionale di Ricerca per la pace (SIPRI) di Stoccolma.
Guardiamo ai dati degli ultimi anni. Il SIPRI afferma che nel 2011 siano stati spesi in armi, a livello mondiale, 1.740 miliardi di dollari. Questo equivale a 3,3 milioni di dollari al minuto , 198 milioni di dollari all’ora , 4,7 miliardi di dollari al giorno . A fare da locomotiva della spesa militare , sono stati ancora gli USA con 711 miliardi di dollari equivalenti al 41% del totale mondiale. Per il 2012, il SIPRI afferma che siano stati spesi in armi, sempre a livello mondiale, 1.752 miliardi di dollari.
Dal mondo, passiamo al nostro paese, l’Italia. Secondo i dati SIPRI , l’Italia ha speso in armi, nel 2012,  26 miliardi di euro(70 milioni di euro al giorno). A questo dobbiamo aggiungere 15 miliardi di euro per i 90 cacciabombardieri F-35.
Fra l’altro, l’intero progetto Joint Strike Fighter(F-35) ci costerà oltre 50 miliardi di euro.
Ma l’Italia non solo spende le somme enormi in Difesa, ma è  anche una delle maggiori produttrici di armi al mondo:al secondo posto, dopo gli USA, per la produzione di armi leggere, al decimo posto per le armi pesanti.
Il bilancio dell’Italia per la vendita di armi pesanti all’estero, in questi ultimi anni si aggira sui 3 miliardi di euro all’anno.
Sulla scia della strategia USA/NATO , le forze armate italiane sono impegnate in 27 operazioni militari internazionali dalla Giorgia all’Afghanistan. Sulla stessa spinta, in questi due decenni abbiamo partecipato alle guerre del Golfo (1991), Somalia (’94-’95) ,Bosnia-Herzegovina( ’96-’99), Congo(’96-’99), Iugoslavia (’99), Afghanistan (2001),Iraq (2003), Libia (2011). Milioni di morti! Solo la guerra in Congo ha fatto almeno 4 milioni di morti! E miliardi di dollari per fare tutte queste guerre! Solo la guerra in Iraq è costata agli USA  almeno 3.000 miliardi di dollari , secondo le stime di J.Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia, nel suo studio The Three Trillion Dollar War.  Con un bilancio umano spaventoso : 100.000 iracheni civili uccisi, 2 milioni di rifugiati interni  e un migliaio di tentati suicidi al mese da parte dei soldati USA rientrati in patria.
Guerre di tutti i tipi, da quella ‘umanitaria’ a quella contro il ‘terrorismo’, ma il cui unico scopo è stato il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime per permettere al 20% del mondo di continuare a vivere da nababbi, consumando l’86% delle risorse del Pianeta. “Lo stile di vita del popolo americano-aveva detto Bush sr. nel 1991- non è negoziabile.” E se non è negoziabile, allora non rimane che armarsi e fare la guerra.Le armi servono e sono sempre servite per difendere chi ha da chi non ha. Un pensiero questo espresso già da Francesco di Assisi, quando,spogliandosi nudo davanti al vescovo, restituì le vesti a suo padre. Al vescovo, sbalordito da un tale gesto, Francesco disse:”Padre, se io ho , devo avere le armi per difendere quello che ho.”
Le armi servono oggi a difendere la ricchezza di pochi , a spese di molti che devono tirare la cinghia. “Il 20% più ricco della popolazione consuma il 90% dei beni prodotti, mentre il 20% più povero ne consuma l’1%”- afferma Z. Bauman nel suo libretto “La ricchezza di pochi avvantaggia tutti” (Falso!)  Si stima che il il 40% della ricchezza mondiale è posseduto dall’1% della popolazione del mondo. Il numero dei miliardari degli USA ha raggiunto nel 2011 il suo record storico  di 1210, mentre la loro ricchezza combinata è cresciuta da 3.500 miliardi di dollari nel 2007, a 4.500 miliardi nel 2010. Nello scorso vertice dei ricchi a Davos, è stato annunciato che i primi 85 miliardari hanno l’equivalente di tre miliardi e mezzo degli impoveriti.
Davanti a un tale scenario, i più si sentono impotenti. E’ una sfida epocale. Ma a chi ha fede, nulla è impossibile. “La fede cristiana ebbe inizio quando  un povero ebreo, Gesù, che viveva sotto il tallone di un Impero,  credette nel potere trasformante del Regno di Dio-scrive Jim Douglas nel suo studio Nonviolent Coming  of  God . Una  volta che quel fuoco si accese in Gesù, niente sulla terra poteva spegnere la sua fede nell’arrivo nonviolento di Dio. Nessun Impero è mai stato capace di resistere a tale fede. L’Impero Britannico ebbe ben poco successo con il seguace di Gesù, Gandhi, tanto quanto l’Impero Romano potè ben poco con Gesù e con i primi cristiani. L’arrivo nonviolento di Dio è una forza crescente nell’Umanità,  e nessuno potrà impedire il suo sbocciare e fiorire nel mondo.”
Ecco perché  è fondamentale per tutti, credenti e non, la scelta della nonviolenza attiva, vissuta in tutte le sue dimensioni , dal personale allo strutturale, dal politico all’economico, dal militare al sociale.
E’ questa la vera ‘rivoluzione’ che attende l’umanità.
Un’umanità che dirà NO alla Bomba Atomica (specie alle 70 bombe atomiche in Italia), NO alle spese folli militari,( in particolare NO agli F-35),  NO alle “missioni di pace” , che sono missioni di guerre. E chiederemo alla Chiesa di eliminare i cappellani militari nell’esercito.
In positivo dall’Arena rilanceremo con forza: la Difesa Popolare Nonviolenta, i Corpi Civili di Pace , la Campagna contro le banche armate, nonché la campagna di iniziativa popolare, che istituisca l’Opzione fiscale per il finanziamento della Difesa Non Armata e Nonviolenta.
Invitiamo i cittadini italiani, che si riconoscono nella Costituzione che ‘ripudia’ la guerra(art.11), e i cristiani che accettano ,come Magna Carta, il Discorso della Montagna a unirsi insieme per debellare il cancro  della militarizzazione che sta divorando le nostre risorse. Non vogliamo che i nostri soldi vengano investiti in morte , ma in vita. Dobbiamo tutti, credenti e non, darci da fare perché vinca la vita.
All’Arena, questa volta non ci sarà don Tonino Bello, ma la sua voce profetica riecheggerà come allora:
“IN PIEDI,COSTRUTTORI DI PACE!”

Articolo tratto dal sito di Arena di Pace e Disarmo

OLTRE IL MURO Inaugurazione Mostra

STORIE DA ISRAELE E PALESTINA

Le arti del narrare

***

Le Gallerie – Trento
8 aprile – 25 maggio 2014

*

a cura di

ASSOCIAZIONE ONLUS PACE PER GERUSALEMME – IL TRENTINO E LA PALESTINA
ISTITUTO DELLE ARTI A. VITTORIA DI TRENTO E F. DEPERO DI ROVERETO, LE GALLERIE – TRENTO,FORUM TRENTINO PER LA PACE E I DIRITTI UMANI
OLTRE IL MURO
STORIE DA ISRAELE E PALESTINA

Le arti del narrare

***

Le Gallerie – Trento
8 aprile – 25 maggio 2014

*

a cura di

ASSOCIAZIONE ONLUS PACE PER GERUSALEMME – IL TRENTINO E LA PALESTINA
ISTITUTO DELLE ARTI A. VITTORIA DI TRENTO E F. DEPERO DI ROVERETO, LE GALLERIE – TRENTO,
FORUM TRENTINO PER LA PACE E I DIRITTI UMANI

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Abbiamo raccolto 76 storie di giovani israeliani e palestinesi di età compresa tra i 10 e i 16 anni, provenienti da situazioni di vita, religioni, culture diverse. Gli studenti dell’Istituto delle Arti di Trento e Rovereto le hanno lette e fatte proprie, raffigurandole con varie tecniche espressive. Sono storie di mondi diversi e lontani, che si incontrano e dialogano: uno spaccato disincantato, sofferto, coinvolgente, spesso poetico, di ambienti e paesaggi, clan familiari e comunità, quadri di vita quotidiana caratterizzati da paura rabbia dolore, ma anche da grandi sogni e speranze di un futuro migliore.

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Con il contributo di
Fondazione Museo Storico del Trentino, Provincia di Trento, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Comune di Trento

 

Associazione onlus “Pace per Gerusalemme – Il Trentino e la Palestina”

Forum trentino per la pace: il nuovo presidente è Pilati

– di Luca Zanin –

E’ Massimiliano Pilati – del Movimento Nonviolento del Trentino – il nuovo Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani. L’ha eletto oggi pomeriggio – con 44 voti su 57 – la nuova Assemblea dell’organismo, riunita per la prima volta dal Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, in un’affollata Sala Rosa a palazzo della Regione. E’ bastato dunque un solo scrutinio per centrare la maggioranza assoluta necessaria: 3 voti sono stati espressi per la Vicepresidente uscente Erica Mondini (Pace per Gerusalemme), 2 per Aboulcheir Breigeche (Comunità islamica), 1 per Fabio Pipinato (Atas) e per Daniela Fait (Gruppo immigrazione salute).

Pilati ha 41 anni, è dottore in agraria e lavora per l’Associazione agriturismo trentino. E’ responsabile provinciale del Movimento Nonviolento e fa parte del relativo consiglio nazionale.

Il nuovo Vicepresidente è la consigliera provinciale del Pd, Violetta Plotegher, eletta con 40 voti su 48.

– di Luca Zanin –

Riunita l’assemblea, la consigliera Violetta Plotegher è la vice

IL PRESIDENTE.
E’ Massimiliano Pilati – del Movimento Nonviolento del Trentino – il nuovo Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani. L’ha eletto oggi pomeriggio – con 44 voti su 57 – la nuova Assemblea dell’organismo, riunita per la prima volta dal Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, in un’affollata Sala Rosa a palazzo della Regione. E’ bastato dunque un solo scrutinio per centrare la maggioranza assoluta necessaria: 3 voti sono stati espressi per la Vicepresidente uscente Erica Mondini (Pace per Gerusalemme), 2 per Aboulcheir Breigeche (Comunità islamica), 1 per Fabio Pipinato (Atas) e per Daniela Fait (Gruppo immigrazione salute).
Pilati ha 41 anni, è dottore in agraria e lavora per l’Associazione agriturismo trentino. E’ responsabile provinciale del Movimento Nonviolento e fa parte del relativo consiglio nazionale.
Prima del voto Pilati si è presentato alla sala, ha spiegato di avere lavorato per due legislature nel Forum con soddisfazione. Ha citato Aldo Capitini, poi Michele Nardelli quando ha detto – al termine del proprio mandato di presidente – che “la cultura della pace viene considerata dalle nostre stesse istituzioni una tematica ancora del tutto marginale”. Pilati ha immaginato che si possa lavorare guardando non solo al mondo ma anche alla società trentina, e ha auspicato che il Forum possa produrre proposte e suggerimenti alle istituzioni.
Pilati ha proposto Plotegher per la vicepresidenza, prefigurando una sorta di presidenza congiunta nei fatti. E ha indicato come primo appuntamento importante del 2014 l’evento “Arena di Pace” a Verona, in calendario per il 25 aprile.

IL VICEPRESIDENTE.
Il nuovo Vicepresidente è la consigliera provinciale del Pd, Violetta Plotegher, eletta con 40 voti su 48.

IL CONSIGLIO PER LA PACE.
Il quadro degli organi statutari del Forum è stato infine completato con l’elezione dei 15 componenti del Consiglio per la pace e i diritti umani, che si affiancheranno ai membri di diritto (l’assessore Sara Ferrari su delega del Presidente della Provincia Rossi, il Presidente Dorigatti, i rappresentanti di Università di Trento e Iprase, i tre consiglieri provinciali eletti dall’aula, ossia Silvano Grisenti, Giacomo Bezzi e Violetta Plotegher). Gli eletti sono Alessio Less (12 voti), Alberto Robol (21), Paolo Zanella (37), Erica Mondini (33), Breigeche (29), Mirko Elena (24), Gianpiero Girardi (21), Andrea Cemin (21), Abdelali El Tahiri (21), Danila Buffoni (19), Micaela Bertoldi (18), Andrea La Malfa (18), Marta Villa (18), Katia Malatesta (15) e Maurizio Camin (15).

LA NUOVA ASSEMBLEA DEI 68.
Ad esprimere gli organi del Forum è stata l’assemblea che nasce con la XV legislatura provinciale ed è formata da ben 68 membri: ne fanno parte il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e l’assessore Sara Ferrari (su delega del Presidente della Provincia, Ugo Rossi) di diritto, per elezione i tre consiglieri provinciali scelti dall’aula (Silvano Grisenti, Giacomo Bezzi, Violetta Plotegher), poi una ricca messe di associazioni e rappresentazioni del mondo sociale e istituzionale trentino.

GLI INTERVENTI.
Dorigatti ha aperto i lavori riconoscendo al presidente uscente, Michele Nardelli, di avere svolto nell’ultimo quinquennio un lavoro ricco e intenso. Ed è seguito un applauso della sala.
“Ora occorre aprire una fase nuova – ha poi detto Dorigatti – che si caratterizzi per un rapporto più stretto tra il Forum e tutti i consiglieri provinciali. Solo per questa via si può rilanciare il ruolo di questo organismo e dargli nuovo slancio e riconoscimento, superando le riserve e le perplessità di quanti continuano a metterne in dubbio l’utilità. Il Forum è stato il prodotto di una visione politica lungimirante, dentro un’Europa percorsa da drammatici conflitti: ebbene, credo che questo valore vada salvaguardato. Siamo in una fase molto difficile di vita del Paese e della nostra terra, io credo che il Forum possa contribuire a superarla e a ricucire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Ha poi preso la parola la consigliera provinciale Violetta Plotegher, è stata lei a proporre all’assemblea di far passare un criterio nuovo per la presidenza del Forum: la scelta – che non maturò invece 5 anni fa, quando le opzioni furono Michele Nardelli e Franca Bazzanella – di un non consigliere provinciale. Plotegher ha ringraziato proprio le associazioni per il lavoro che svolgono dentro la società trentina per costruire.
Erica Mondini si è presa il compito di proporre ai votanti il nome di Pilati per la presidenza. L’attivista roveretana ha riassunto anche l’operato del Forum nell’ultimo mandato, rivendicando un approccio nuovo ai temi pacifisti, basato su un lavoro costante per ridare significato a parole finanche abusate.

L’ASSENZA DI EMOLUMENTI.
E’ il caso di ricordare che la legge istitutiva del Forum – la l.p. 11 del 1991 – non prevede indennità per il Presidente e gli altri vertici del Forum.

Il giornale online del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Trentino. In cammino per conoscere l’Afghanistan


– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.   

– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.

L’organizzazione di questi quattro appuntamenti è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse realtà, l’associazione Afghanistan 2014 e il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, l’Associazione 46° Parallelo, il Café de la Paix, il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Unimondo, che hanno contribuito a rendere davvero speciali le serate organizzate tra Cinema Astra, Café de la Paix e Palazzo Trentini.        

Gli eventi, molto diversi tra loro per stile e contenuti,hanno coinvolto un pubblico vario e attento – dai bambini agli specialisti del settore – e hanno contribuito a stimolare il dibattito attorno al 2014 dell’Afghanistan. La partecipazione attiva di tante persone dimostra forse che la quantità e qualità di notizie offerte dai mezzi di informazione tradizionali sia spesso insufficiente e concentrata sulla notizia di cronaca, letta il più delle volte superficialmente e fuori contesto.

Chi ha preso parte alle serate ha avuto modo di conoscere qualcosa di più dell’Afghanistan, soprattutto grazie all’interazione con registi, fotografi, giornalisti, studiosi di cultura e tradizioni, ma anche ballerini e cuochi, che si sono alternati nell’offrire sguardi molto diversi sul mondo afghano.        
Molti hanno partecipato attivamente, incuriositi dalle tematiche proposte nelle varie serate e, in occasione della festa del Nowruz presso il Café de la Paix, qualcuno si è unito ai balli e ha potuto assaggiare dell’“autentico cibo afghano”, cucinato con passione da un gruppo di ragazzi.

Le numerose adesioni alle iniziative sono uno stimolo per tutti quelli che hanno contribuito a realizzare questi appuntamenti e rappresenta anche una risposta positiva alla domanda che ci siamo spesso posti “Ha senso parlare di Afghanistan in Trentino?”.
Ha senso, perché c’è curiosità, perché c’è voglia di andare al di là degli schemi, sapere qualcosa di più di un paese che è allo stesso tempo lontano e vicino. Si è trattato di un’opportunità per entrare in contatto con gruppi di ragazzi afghani e iraniani che vivono in Trentino, di cui conoscevamo solo vagamente l’esistenza e che si sono dimostrati interlocutori e collaboratori entusiasti per gli eventi. Sono persone giovani, reali presenze ed esempi di una cittadinanza che vuole farsi attiva. Ragazze e ragazzi felici di poter far sentire la propria voce e in un certo senso, sfidare gli stereotipi che in molti hanno rispetto al loro paese di origine.          

Quello che rimane, terminata questa piccola parte di percorso, è la soddisfazione per quanto è stato fatto, ma anche il desiderio di continuare a portare avanti la discussione su questo tema, ogni giorno più attuale. 
Le elezioni del 5 aprile rappresentano un’incognita riguardo al futuro del paese. Le opinioni sono varie e lasciano intravedere scenari estremamente diversi, spesso preoccupanti. I vari gruppi che vengono definiti dai media “talebani” sono contrari al voto e si oppongono con attentati diretti ad istituzioni e seggi elettorali, ma anche verso luoghi simbolo, come alberghi frequentati da rappresentanti dei governi stranieri. I governi occidentali non hanno ancora ottenuto la firma del Bilateral Security Agreement che permetterebbe la permanenza di un certo numero di truppe e basi militari sul territorio e questo rappresenta un ulteriore fattore di instabilità.    
Ora più che mai è importante tenere viva l’attenzione sull’Afghanistan, perché ignorare quanto sta accadendo, sarebbe come chiudere gli occhi davanti a qualcosa che dovrebbe essere responsabilità di tutti, anche nostra…

Foto: Tommaso Vaccari

Cartolina da Verona

-dibattito-

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”.

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”, che si terrà da sabato 29 marzo a sabato 12 aprile presso l’atrio di Palazzo Trentini a Trento.

L’Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia.

Gli armamenti non sono una difesa da ciò che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita – il diritto al lavoro, alla casa e all’istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l’ambiente, l’aria, l’acqua, la legalità e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perché sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.

(dall’Appello di convocazione di “Arena di Pace e Disarmo”)

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Presentazione “Abbasso la guerra”


«Presenti al nostro tempo»

 (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”.

Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

Raccontano di un mare che lungo la storia ha intrecciato pensieri e saperi, costruendo identità feconde nel loro divenire e che si vorrebbero costringere in un presunto scontro di civiltà. Oppure di come siamo cambiati, smarrendo il senso della misura, abituandoci ad un mondo artificiale nel quale come scrisse Hannah Arendt siamo irritati “da tutto quel che (ci) è misteriosamente dato”, insieme vittime e carnefici di un delirio che ha portato l’umanità oltre il limite della sostenibilità. O, ancora, di un Novecento che – a dispetto del tempo – non ci siamo ancora messi alle spalle, incapaci di elaborarne le tragedie.

Come non vedere che quel mare è diventato un immenso cimitero di vite in fuga; che le magnifiche sorti progressive hanno prodotto modelli di sviluppo senza futuro se non la guerra di tutti contro tutti pur di non mettere in discussione i nostri stili di vita; che se non sappiamo imparare dalla storia non potremo che rimanerne prigionieri?

Nel far questo abbiamo messo da parte i rituali del pacifismo, scegliendo la strada della narrazione attraverso la poesia, il teatro, la musica, le testimonianze dirette, il viaggio. Ne è venuto un percorso profondo ed arricchente che ha coinvolto migliaia di persone, associazioni di volontariato, istituzioni di ricerca e museali, le comunità dei nuovi trentini… e così la pace è uscita dalla gabbia ideologica del “senza se e senza ma”, sapendo che la vita è incerta, che il mondo non si può dividere in maniera manichea fra il bene e il male, che i conflitti vanno abitati e fatti evolvere, non tagliati.

Come i lettori forse possono immaginare, questa diversa impronta di una pace che cerca di fare i conti con gli stereotipi culturali del Novecento, non è affatto scontata. Richiede una propria agenda di lavoro piuttosto che il rincorrere le emergenze. Pulizia di pensiero, piuttosto che appartenenze. La capacità di alzare lo sguardo per cercare di comprendere dove stiamo andando, invece degli anatemi.

Per questa ragione ho voluto titolare l’ampia relazione conclusiva (http://www.forumpace.it/) di cinque anni di lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani in questo modo: “Presenti al nostro tempo”. Essere “presenti al proprio tempo” significa sapersi interrogare di anno in anno sulle grandi questioni che investono il futuro dell’umanità, provando delle risposte tanto sul piano politico come nei nostri comportamenti individuali.

Se avrete il desiderio e la pazienza di leggerla, vi si traccia non solo un bilancio del voluminoso percorso realizzato, ma anche una riflessione su come le parole – pace e diritti umani – possano ancora comunicare un’idea di futuro senza cadere nella retorica buonista di una società senza conflitti e di una pace che non sa fare i conti con la natura umana e con quello che James Hillman – il padre della psicanalisi americana – ebbe a definire “un terribile amore per la guerra”.

Pace e diritti umani non sono argomenti per “anime belle”, che non sanno fare i conti con la concretezza dei problemi quotidiani. Dico queste cose perché ho avuto spesso, nel corso di questi cinque anni, la sensazione che la politica e le istituzioni guardassero al lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come qualcosa di astratto, inessenziale. Se così fosse, tanto varrebbe cancellare con un colpo di spugna la LP 11/91 che istituì più di vent’anni fa con voto pressoché unanime questa originale istituzione.

Personalmente rimango convinto che quella legge rappresenti una delle pagine più belle e feconde della nostra autonomia, nell’intuizione che la pace e i diritti umani devono diventare cultura condivisa di una comunità. E che per questo occorre formare, darsi strumenti di conoscenza, creare relazioni con altre storie e geografie, mettere in rete le istituzioni, valorizzare l’apporto della società civile. Credo dovremmo esserne orgogliosi.

Ho avuto in questo tempo la responsabilità di questa navigazione. E’ stata un’esperienza davvero stimolante della quale voglio ringraziare tutte le persone che insieme a me sono state protagoniste di questo viaggio. E’ stato diverso da quelli precedenti e spero che lo sguardo che ci siamo proposti rimanga come un piccolo patrimonio della nostra comunità.

 

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

(12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

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