Senza pesare sulla Terra. Le mie esperienze di ecologia quotidiana

Incontro pubblico
Martedì 3 giugno 2014, ore 18.00, Ecosportello, via Torre Verde 34 (Trento)
Organizza: Ecosportello

Incontro pubblico
Martedì 3 giugno 2014, ore 18.00, Ecosportello, via Torre Verde 34 (Trento)
Organizza: Ecosportello

L’autrice Elisa Nicoli sarà all’Ecosportello per presentare il libro “Come riuscire a ridurre l’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente e contemporaneamente divertirsi e migliorare la propria qualità di vita?”

Elisa Nicoli narra in questo libro la sua esperienza nel mondo dell’autoproduzione e della riduzione degli sprechi: avventure e disavventure legate in particolare all’ambiente domestico, ma anche alla cura del proprio corpo, del cibo e del vestire, e ai vari modi di esplorare, anzi, di reinventare la propria esistenza.
 

Elisa Nicoli, bolzanina di nascita e cittadina del mondo di adozione, è camminatrice e autoproduttrice professionista. Laureata in scienze della comunicazione, dal 2007 realizza documentari e pubblica libri su tematiche ambientali. Ha pubblicato per Altreconomia L’erba del vicino (2010), Pulizie creative (2011 e, in seconda edizione, 2013) e 100 cult in padella (2013) e per Ponte alle Grazie e Altreconomia, Questo libro è un abat jour (2012).
Il suo blog è elisanicoli.it; è co-fondatrice del sito autoproduco.it,  ”Il Laboratorio dell’Autoproduzione”.

Info: Ecosportello

tel. 0461/499685, info@ecosportello.tn.it

Il conflitto generativo

Un secolo che balza alla gola

Identità che dividono/ Diversità che uniscono
tra negazione e dialogo nel XX e XXI secolo


Giovedì 5 giugno 2014, ore 17.30 
Biblioteca comunale, Trento / Sala degli Affreschi

 Ugo Morelli 
Il conflitto generativo. Se vuoi la pace educa a gestire bene il conflitto
Ugo Morelli, studia il conflitto e le dinamiche della sua gestione, con particolare riguardo alla ricerca delle condizioni per sostenere l’incontro tra le differenze e le possibilità di emancipazione reciproca e innovazione sociale, a livello di identità, di interessi, di culture e di conoscenza.

L’autore dialoga con Michele Nardelli.

Un secolo che balza alla gola

Identità che dividono/ Diversità che uniscono
tra negazione e dialogo nel XX e XXI secolo

“Il secolo mi balza alla gola
come un cane da caccia”
 [Osip Emil’evic Mandel’stam]

Amare e uccidere, negare e accogliere sono state e sono categorie necessarie per descrivere il crinale tra ventesimo e ventunesimo secolo. Trattate di solito come criteri per dividere i “buoni” dai “cattivi”, esse sono divenute progressivamente e ineluttabilmente espressioni e manifestazioni che convivono nei nostri comportamenti. Ci inducono a ridescrivere il significato stesso di essere umani. Possiamo essere e divenire “angeli” e “demoni”, a seconda delle relazioni e dei contesti delle nostre vite. Riconoscere la nostra complessità e accoglierne le implicazioni può voler dire, forse, divenire più capaci di far prevalere la nostra disposizione verso le diversità che uniscono, invece che inventarci e mettere in atto le identità che dividono. Accettare la parte di noi che tende alla negazione ed elaborarla, forse ci può aiutare a sviluppare e ad affermare il dialogo e il riconoscimento reciproco.

Giovedì 5 giugno 2014, ore 17.30 
Biblioteca comunale, Trento / Sala degli Affreschi

Ugo Morelli 
Il conflitto generativo. Se vuoi la pace educa a gestire bene il conflitto
Ugo Morelli, studia il conflitto e le dinamiche della sua gestione, con particolare riguardo alla ricerca delle condizioni per sostenere l’incontro tra le differenze e le possibilità di emancipazione reciproca e innovazione sociale, a livello di identità, di interessi, di culture e di conoscenza.

L’autore dialoga con Michele Nardelli.  

info:
federico.serviziocivile@forumpace.it
Organizzano Forum trentino per la Pace e i diritti umani e Biblioteca Comunale di Trento

Cartolina dal Mediterraneo

-Incontro con autore-

Venerdì 23 maggio, ore 17.30
URBAN CENTER, Corso Rosmini 58, ROVERETO

Incontro con lo scrittore Gianluca Solera, autore di Riscatto Mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza.

-Incontro con autore-

Venerdì 23 maggio, ore 17.30
URBAN CENTER, Corso Rosmini 58, ROVERETO

Incontro con lo scrittore Gianluca Solera, autore di Riscatto Mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza.

Non ci resta che il Mediterraneo.

“Sogno l’Italia motore di un nuovo rinascimento Mediterraneo, come Francia e Germania lo furono per il progetto di integrazione europea. L’Italia al centro della “culla di civiltà”, l’Italia portatrice di cambiamento, giustizia sociale, diritti, opportunità di sviluppo, progresso. L’Italia ispiratrice di una stagione storica nuova, uscita dalle rivoluzioni e dalle proteste popolari che hanno interessato la riva Nord e quella Sud del Mediterraneo in questi ultimi anni. L’Italia orgogliosa della sua identità culturale, geografica e storica. L’Italia non più alla periferia dell’Europa ma cerniera Euromediterranea, che affronti la crisi sociale, politica, economica e culturale generando ricchezza materiale e valori collettivi.”

Gianluca Solera, nato a Riva del Garda nel 1966, è stato uno dei co-fondatori della prima lista verde civica in Italia e Consigliere Politico al Parlamento Europeo per 10 anni (1995-2004) con i verdi e regionalisti europei. negli ultimi otto anni (2005-2012) è stato coordinatore delle reti della fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture, ideatore del Premio Anna Lindh, che ha avuto tra i suoi vincitori il monastero Mar Musa di Padre Paolo Dell’Oglio (2006) e Teatro Valle Occupato (2012).

Trentino. In cammino per conoscere l’Afghanistan


– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.   

– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.

L’organizzazione di questi quattro appuntamenti è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse realtà, l’associazione Afghanistan 2014 e il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, l’Associazione 46° Parallelo, il Café de la Paix, il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Unimondo, che hanno contribuito a rendere davvero speciali le serate organizzate tra Cinema Astra, Café de la Paix e Palazzo Trentini.        

Gli eventi, molto diversi tra loro per stile e contenuti,hanno coinvolto un pubblico vario e attento – dai bambini agli specialisti del settore – e hanno contribuito a stimolare il dibattito attorno al 2014 dell’Afghanistan. La partecipazione attiva di tante persone dimostra forse che la quantità e qualità di notizie offerte dai mezzi di informazione tradizionali sia spesso insufficiente e concentrata sulla notizia di cronaca, letta il più delle volte superficialmente e fuori contesto.

Chi ha preso parte alle serate ha avuto modo di conoscere qualcosa di più dell’Afghanistan, soprattutto grazie all’interazione con registi, fotografi, giornalisti, studiosi di cultura e tradizioni, ma anche ballerini e cuochi, che si sono alternati nell’offrire sguardi molto diversi sul mondo afghano.        
Molti hanno partecipato attivamente, incuriositi dalle tematiche proposte nelle varie serate e, in occasione della festa del Nowruz presso il Café de la Paix, qualcuno si è unito ai balli e ha potuto assaggiare dell’“autentico cibo afghano”, cucinato con passione da un gruppo di ragazzi.

Le numerose adesioni alle iniziative sono uno stimolo per tutti quelli che hanno contribuito a realizzare questi appuntamenti e rappresenta anche una risposta positiva alla domanda che ci siamo spesso posti “Ha senso parlare di Afghanistan in Trentino?”.
Ha senso, perché c’è curiosità, perché c’è voglia di andare al di là degli schemi, sapere qualcosa di più di un paese che è allo stesso tempo lontano e vicino. Si è trattato di un’opportunità per entrare in contatto con gruppi di ragazzi afghani e iraniani che vivono in Trentino, di cui conoscevamo solo vagamente l’esistenza e che si sono dimostrati interlocutori e collaboratori entusiasti per gli eventi. Sono persone giovani, reali presenze ed esempi di una cittadinanza che vuole farsi attiva. Ragazze e ragazzi felici di poter far sentire la propria voce e in un certo senso, sfidare gli stereotipi che in molti hanno rispetto al loro paese di origine.          

Quello che rimane, terminata questa piccola parte di percorso, è la soddisfazione per quanto è stato fatto, ma anche il desiderio di continuare a portare avanti la discussione su questo tema, ogni giorno più attuale. 
Le elezioni del 5 aprile rappresentano un’incognita riguardo al futuro del paese. Le opinioni sono varie e lasciano intravedere scenari estremamente diversi, spesso preoccupanti. I vari gruppi che vengono definiti dai media “talebani” sono contrari al voto e si oppongono con attentati diretti ad istituzioni e seggi elettorali, ma anche verso luoghi simbolo, come alberghi frequentati da rappresentanti dei governi stranieri. I governi occidentali non hanno ancora ottenuto la firma del Bilateral Security Agreement che permetterebbe la permanenza di un certo numero di truppe e basi militari sul territorio e questo rappresenta un ulteriore fattore di instabilità.    
Ora più che mai è importante tenere viva l’attenzione sull’Afghanistan, perché ignorare quanto sta accadendo, sarebbe come chiudere gli occhi davanti a qualcosa che dovrebbe essere responsabilità di tutti, anche nostra…

Foto: Tommaso Vaccari

La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia.

Presentazione libro con l’autore Zygmunt Bauman
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Trento)
Organizza: Centro Studi Erikson

Presentazione libro con l’autore Zygmunt Bauman  
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Trento)
Organizza: Centro Studi Erikson

Zygmunt Bauman a Trento

Zygmunt Bauman è uno dei più noti pensatori al mondo e a lui si deve la folgorante definizione della modernità liquida. Professore emerito di sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, l’autore presenterà in anteprima il suo nuovo libro “La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia”. (Erickson, 2014) in una conversazione aperta con Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano e Riccardo Mazzeo, Centro Studi Erickson.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (non è accettata la prenotazione).

Informazioni: 0461993963

Zygmunt Bauman a Trento

Presentazione libro
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – c/o Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Tn)
Organizza: Centro Studi Erickson

Presentazione libro
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – c/o Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Tn)
Organizza: Centro Studi Erickson

Zygmunt Bauman è uno dei più noti pensatori al mondo e a lui si deve la folgorante definizione della modernità liquida. Professore emerito di sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, l’autore presenterà in anteprima il suo nuovo libro “La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia”. (Erickson, 2014) in una conversazione aperta con Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano e Riccardo Mazzeo, Centro Studi Erickson.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (non è accettata la prenotazione).

nformazioni: 0461993963

Presentazione “Abbasso la guerra”


«Presenti al nostro tempo»

 (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”.

Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

Raccontano di un mare che lungo la storia ha intrecciato pensieri e saperi, costruendo identità feconde nel loro divenire e che si vorrebbero costringere in un presunto scontro di civiltà. Oppure di come siamo cambiati, smarrendo il senso della misura, abituandoci ad un mondo artificiale nel quale come scrisse Hannah Arendt siamo irritati “da tutto quel che (ci) è misteriosamente dato”, insieme vittime e carnefici di un delirio che ha portato l’umanità oltre il limite della sostenibilità. O, ancora, di un Novecento che – a dispetto del tempo – non ci siamo ancora messi alle spalle, incapaci di elaborarne le tragedie.

Come non vedere che quel mare è diventato un immenso cimitero di vite in fuga; che le magnifiche sorti progressive hanno prodotto modelli di sviluppo senza futuro se non la guerra di tutti contro tutti pur di non mettere in discussione i nostri stili di vita; che se non sappiamo imparare dalla storia non potremo che rimanerne prigionieri?

Nel far questo abbiamo messo da parte i rituali del pacifismo, scegliendo la strada della narrazione attraverso la poesia, il teatro, la musica, le testimonianze dirette, il viaggio. Ne è venuto un percorso profondo ed arricchente che ha coinvolto migliaia di persone, associazioni di volontariato, istituzioni di ricerca e museali, le comunità dei nuovi trentini… e così la pace è uscita dalla gabbia ideologica del “senza se e senza ma”, sapendo che la vita è incerta, che il mondo non si può dividere in maniera manichea fra il bene e il male, che i conflitti vanno abitati e fatti evolvere, non tagliati.

Come i lettori forse possono immaginare, questa diversa impronta di una pace che cerca di fare i conti con gli stereotipi culturali del Novecento, non è affatto scontata. Richiede una propria agenda di lavoro piuttosto che il rincorrere le emergenze. Pulizia di pensiero, piuttosto che appartenenze. La capacità di alzare lo sguardo per cercare di comprendere dove stiamo andando, invece degli anatemi.

Per questa ragione ho voluto titolare l’ampia relazione conclusiva (http://www.forumpace.it/) di cinque anni di lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani in questo modo: “Presenti al nostro tempo”. Essere “presenti al proprio tempo” significa sapersi interrogare di anno in anno sulle grandi questioni che investono il futuro dell’umanità, provando delle risposte tanto sul piano politico come nei nostri comportamenti individuali.

Se avrete il desiderio e la pazienza di leggerla, vi si traccia non solo un bilancio del voluminoso percorso realizzato, ma anche una riflessione su come le parole – pace e diritti umani – possano ancora comunicare un’idea di futuro senza cadere nella retorica buonista di una società senza conflitti e di una pace che non sa fare i conti con la natura umana e con quello che James Hillman – il padre della psicanalisi americana – ebbe a definire “un terribile amore per la guerra”.

Pace e diritti umani non sono argomenti per “anime belle”, che non sanno fare i conti con la concretezza dei problemi quotidiani. Dico queste cose perché ho avuto spesso, nel corso di questi cinque anni, la sensazione che la politica e le istituzioni guardassero al lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come qualcosa di astratto, inessenziale. Se così fosse, tanto varrebbe cancellare con un colpo di spugna la LP 11/91 che istituì più di vent’anni fa con voto pressoché unanime questa originale istituzione.

Personalmente rimango convinto che quella legge rappresenti una delle pagine più belle e feconde della nostra autonomia, nell’intuizione che la pace e i diritti umani devono diventare cultura condivisa di una comunità. E che per questo occorre formare, darsi strumenti di conoscenza, creare relazioni con altre storie e geografie, mettere in rete le istituzioni, valorizzare l’apporto della società civile. Credo dovremmo esserne orgogliosi.

Ho avuto in questo tempo la responsabilità di questa navigazione. E’ stata un’esperienza davvero stimolante della quale voglio ringraziare tutte le persone che insieme a me sono state protagoniste di questo viaggio. E’ stato diverso da quelli precedenti e spero che lo sguardo che ci siamo proposti rimanga come un piccolo patrimonio della nostra comunità.

 

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

(12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

– See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix,
Passaggio teatro Osele 6/8, Trento
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)