Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza

Presentazione libro
Venerdì 7 marzo 2014, ore 18.30 – CFSI vicolo S.Marco 1 (Trento)
Organizza: Cinformi , CFSI e Associazione Mimosa

Presentazione libro
Venerdì 7 marzo 2014, ore 18.30 – CFSI vicolo S.Marco 1 (Trento)
Organizza: Cinformi e CFSI

Il libro
Un viaggio nel Mediterraneo che ritorna al centro della Storia, perché tutto è cambiato dopo la Primavera araba.
Una narrazione letteraria che racconta di coloro che hanno preso in mano il futuro, sfidando morte e ingiustizia. Con le rivoluzioni arabe e i movimenti contro crisi e austerità che le ha accompagnate, questa parte del mondo è diventato il fulcro del cambiamento, dove si sperimenta un nuovo progetto di civilizzazione.

Chi sono i protagonisti? Come si muovono, si organizzano e in cosa sperano i giovani di questa generazione in subbuglio? Perché il Mediterraneo è diventato la culla della resistenza civile? E come fare in modo che ciò che è iniziato produca frutto? Il libro cerca di rispondere a queste domande, parlando di Tunisia, Libia, Egitto o Siria, ma anche di Tel Aviv, Salonicco, Zagabria o Roma, e nelle storie di quei giovani in movimento, nelle loro battaglie, vittorie o sconfitte esplora le radici comuni.
Un libro che invita a sperare che il futuro immaginato nelle piazze delle città del Mediterraneo sia l’inizio di un percorso sociale, culturale e politico comune. Più giusto, più onesto, più democratico, più creativo. Più mediterraneo.

L’autore
Gianluca Solera nato nel 1966 a Riva del Garda. Dopo gli studi universitari in urbanistica e pianificazione territoriale a Venezia, Parigi e Berlino, è stato per dieci anni consigliere al Parlamento europeo.
Negli ultimi otto anni, con la Fondazione Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture, la più prestigiosa istituzione del Partenariato Euro-Mediterraneo, ha costruito una rete di quattromila organizzazioni in più di quaranta paesi che lavorano insieme per dialogo, riconciliazione e cooperazione umana, sociale e culturale tra Europa, Mondo arabo, Israele e Turchia.

Con Nuovadimensione ha pubblicato Muri, lacrime e za’tar, che ha riscosso un buon successo editoriale e mediatico. È collaboratore di riviste online e autore di diverse pubblicazioni.

 Intervengono

Gianluca Solera, autore del libro

Domenico Tosini, ricercatore presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’università di Trento

Introduce

Andrea Cagol, area comunicazione Cinformi

 

Per rispondere a questa mail si prega di scrivere a: convivenza@cinformi.it

Per inviare documenti tramite posta certificata si prega di scrivere a: salute@pec.provincia.tn.it

Cinformi – Centro Informativo per l’Immigrazione
Dipartimento Salute e Solidarietà sociale
Provincia Autonoma di Trento
Via Zambra 11 – 38121 TRENTO
tel.  0461.405640
fax. 0461 405699
convivenza@cinformi.it
http://www.cinformi.it

Donne in vendita: lungo le rotte delle nuove schiavitù

Appuntamento cinematografico
Giovedì 6 marzo 2014, ore 20.45 – Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 (Trento)
Organizza: Associazione Amici di Religion Today

Appuntamento cinematografico
Giovedì 6 marzo 2014, ore 20.45 – Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 (Trento)
Organizza: Associazione Amici di Religion Today

Religion Today Filmfestival presentaIndagine sulla prostituzione nigeriana tra cinema, società, fede e superstizioneAl Centro Clesio di Trento torna il tradizionale appuntamento cinematografico dall’archivio del film festival per celebrare la Giornata Internazionale della Donna

Ingresso libero

La serata, organizzata nell’ambito delle proiezioni mensili presso il Centro Bernardo Clesio in collaborazione con L’Altrastrada Onlus e Fondazione S. Ignazio, prevede la proiezione del film-inchiesta Ware Frau dei registi tedeschi Lukas Roegler e Katrin Eckert, che seguono le complesse e drammatiche vicende intercontinentali che ogni anno sconvolgono le vite di giovani ragazze africane, costrette a prostituirsi nelle strade delle grandi e piccole città europee.Interverranno Valentina Musmeci e Fernanda Alfieri, Associazione L’AltrastradaWARE FRAU-WOMAN FOR SALE, Lukas Roegler e Katrin Eckert, Germania, 2013, 45’Il documentario racconta le storie di giovani donne nigeriane il cui sogno di un futuro migliore si trasforma nell’incubo della prostituzione nei bordelli della Germania. Indagando la realtà della Nigeria, i giornalisti investigativi Katrin Eckert e Lukas Roegler svelano come tante donne vengano vincolate ai loro trafficanti attraverso riti occulti per essere sfruttate come schiave sessuali, fino a che non ripagano il loro “debito”.Sezione Wo-Men nella XVI edizione del Religion Today Filmfestival Gli appuntamenti proseguiranno nei prossimi mesi con il contributo di esperti e operatori sociali. In occasione delle serate sarà possibile rinnovare la tessera per il 2014.

Associazione Amici di Religion Today
via S. Croce 63, 38122 Trento
Tel e Fax +39.0461.981853
http://www.religionfilm.com 
email: amicirt@gmail.com

Afghanistan 2014 – Dettaglio

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce.
Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.

Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance)

Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari. Il primo di questi, “Afghanistan 2014 – campo lungo”, è stato realizzato nel 2011 a Bonn in occasione della Conferenza Internazionale sull’Afghanistan.
Questo secondo episodio è un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Danimarca fino alla Svezia, nel quale Razi e Shoeila Mohebi, autori e registi della trilogia prodotta da FilmWork – Trento, hanno incontrato i rifugiati politici prodotto delle innumerevoli traversie che hanno attraversato l’Afghanistan negli ultimi quarant’anni.
Le riprese del film documentario sono iniziate a Torino nell’aprile del 2013 e si sono concluse a Roma lo scorso novembre. Sono state girate più di 80 ore di materiale lungo i 12.500 km percorsi nelle varie nazioni toccate dalla produzione.
Il documentario ha lo scopo di dare voce a chi in tutti questi anni non l’ha avuta e al contempo di rivelare aspettative, pensieri, sogni e prospettive di un intero popolo esilesiliato (i rifugiati politici afghani in Europa sono circa 700.000) nei confronti delle sorti del loro Paese.
Tutto questo in coincidenza con l’abbandono del Paese da parte delle forze internazionali e alle soglie delle libere elezioni che si terranno in Afghanistan il 5 aprile di quest’anno. Il terzo episodio “Afghanistan 2014 – primo piano” verrà girato a Kabul fra la prima tornata elettorale (5 aprile 2014), che determinerà quasi sicuramente un ballottaggio fra i contendenti, e il 5 maggio 2014 data in cui verrà sancito l’esito definitivo delle elezioni.
“Afghanistan 2014 – dettaglio” è una produzione FilmWork – Trento con il sostegno della Trentino FilmCommission e con il supporto del Forum della Pace e dei Diritti Umani del Trentino e del Kennedy Center for Justice and Human Rights. La realizzazione di questo film documentario non sarebbe stata possibile senza la collaborazione, il concreto sostegno e l’appoggio morale di tutte le comunità afghane che hanno accolto la troupe durante la produzione.
Per questo il film documentario vuole essere anche una sorta di restituzione del commovente sostegno ricevuto.

Regia: Razi e Soheila Mohebi

Trailer del film

Il 2014 dell’Afghanistan

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.

Organizzato da: Associazione Afghanistan 2014, Café de la Paix, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Unimondo, Associazione Culturale 46° parallelo

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.


5 marzo 2014, ore 21
Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.
Ingresso libero.
Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance).


 11 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti
del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione, è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.
Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Emanuele Giordana (Afgana) e Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso). Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore alla cooperazione allo  sviluppo – PAT


 21 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
18:27:07 – Festeggiamenti per il Nowruz

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori  dall’Afghanistan.


25 marzo 2014, ore 18
Sala Aurora di Palazzo Trentinivia Manci 27, Trento
Afghanistan: ieri, oggi, domani…

Un paese al bivio. Le prossime elezioni, l’uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Per l’Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.
Ne parliamo con Michele Nardelli (Presidente Forum Trentino per la Pace), Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33).
Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).


#Afg2014
Un forum di discussione sull’Afghanistan
www.afghanistan2014.org
Un cantiere da costruire insieme. Informazioni, riflessioni e approfondimenti sull’Afghanistan di oggi e quello di domani.

Contatti

Forum per la Pace e i Diritti Umani
Tel. 0461213176
forum.pace@consiglio.provincia.tn.it
www.forumpace.it

Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale
Tel. 0461093000
info@tcic.eu
www.tcic.eu

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.

Le paure che muovono l’Europa

– di Giovanna Zincone –

 – di Giovanna Zincone –
 

Il referendum di revisione costituzionale che ha vinto ieri in Svizzera mira a limitare l’immigrazione in generale, ma impatterà in specie su quella dei cittadini dell’Ue.

Infatti, non si limita a introdurre la possibilità di programmare i flussi migratori imponendo tetti massimi, ma prevede pure la revisione degli accordi internazionali in contrasto con questa politica: di fatto, quelli con l’Unione Europa, rispetto ai quali vigeva una politica di libera circolazione. Il referendum promosso dal partito di destra Udc ha visto avversi il governo federale e il mondo imprenditoriale. 

Il copione classico si ripete: le imprese sono favorevoli all’immigrazione, così come lo sono i governi più ragionevoli, ma una ampia parte della popolazione, non solo in Svizzera, vede l’immigrazione come una minaccia e una somma di problemi. La vittoria non è quindi, nonostante i sondaggi che l’hanno preceduta, una grande sorpresa. Semmai dovrebbe positivamente sorprendere il fatto che si tratta di una vittoria di stretta misura (50,3%). Anche in Paesi membri dell’Unione, in tempi recenti, non sono mancate minacce di restrizione alla libera circolazione: Cameron in Gran Bretagna e la Csu in Germania hanno avanzato con insistenza la proposta di escludere bulgari e romeni, e anche lì ad opporsi sono stati soprattutto gli imprenditori. Ma anche lì, come in Svizzera, sono i lavoratori nazionali a temere la concorrenza al ribasso da parte degli stranieri. E i cittadini in generale non hanno solo paure economiche: conta pure la paura di essere spodestati, di non ritrovare più il proprio panorama urbano, le proprie consuetudini di vita.

Per accrescere queste paure i partiti xenofobi sono pronti a esagerare. Anche in questa campagna svizzera sono ricomparse le immagini di donne musulmane ricoperte dalla testa ai piedi, insieme con fantasiose proiezioni demografiche sul numero di musulmani pronti a islamizzare la Svizzera del futuro prossimo. Le fantasie demografiche usate in campagna elettorale hanno riguardato più in generale gli stranieri, che secondo questi poco attendibili scenari, potrebbero uguagliare gli abitanti svizzeri entro il 2060. Di fatto, anche a causa della crisi economica che non ha risparmiato la Confederazione, il saldo migratorio è sceso nettamente dal 2008 al 2013. Ma la presenza di stranieri in Svizzera è decisamente alta ed è cresciuta anche nel nuovo millennio. Secondo i dati più recenti si tratta del 23,3% della popolazione, nel 2001 si era al 19,9%: perché, se gli ingressi rallentano, non vuol dire che si fermino e i tassi di fertilità degli stranieri sono comunque più alti (1,8) di quelli dei nazionali (1,2).

Tutto sommato, al di là delle esagerazioni dei promotori del referendum, non si può negare che la percentuale di stranieri in Svizzera sia decisamente alta: in Italia si mugugna per un dato che si colloca a meno di un terzo del loro. Va osservato, peraltro, che quando di tratta di opportunità e di diritti degli stranieri, il referendum è un’arma poco leale, perché a tenerla in mano sono soltanto gli altri, i cittadini. Infatti in Svizzera ben tre referendum hanno respinto tutte le proposte di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per i minori nati nella confederazione. In generale, il referendum funziona poco quando si tratta di promuovere o tutelare i diritti delle minoranze. Ma di quali minoranze stiamo parlando per questo specifico referendum? Vale la pena di osservare che negli ultimi anni a incrementare le presenze straniere in Svizzera non sono stati gli ingressi di immigrati che si potrebbero considerare culturalmente distanti, alieni.

Secondo dati del 2013 sono infatti altri europei a costituire i due terzi della popolazione straniera, con un peso preponderante anche nei flussi, che hanno visto in testa tedeschi e sud-europei, questi ultimi in netta crescita anche a causa della crisi. Insomma, anche in questo referendum si è brandita la retorica della lotta alla islamizzazione e del rischio di perdita dell’identità culturale, ma sul piano della concorrenza economica lo sguardo degli elettori si è probabilmente posato molto più vicino. Qual è infatti la prima minoranza nazionale oggi residente in Svizzera? Siamo noi, gli italiani. E si noti che la nuova normativa costituzionale approvata con il referendum di ieri prevede pure la possibilità di limitare l’accesso ai frontalieri. Si tratta in gran parte di lombardi e piemontesi. E il cantone in cui il voto ha più entusiasticamente sostenuto il referendum anti-immigrazione è stato il Canton Ticino, con il 68% di favorevoli. A dimostrazione che del fatto che siamo tutti i «terroni» di qualcun altro. 

Tratto da La Stampa, 10 febbraio 2014