Ucraina: tutti contro tutti tra rapimenti e torture

– Alessandro Graziadei –

Forse senza il missile che giovedì scorso ha abbattuto il volo MH-17 della Malaysian Airlines uccidendo 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio pochi si sarebbero ricordati che in Ucraina continua una “strana e poco mediatica guerra” che indipendentemente dalla ragioni (poche) e dai torti (tanti) che caratterizzano ogni guerra e le sue parti in causa, per Amnesty International è sicuramente accompagnata negli ultimi tre mesi da un numero sempre più grande di rapimenti, pestaggi e altre torture inflitte a numerosi attivisti, manifestanti e giornalisti. 

Un nuovo rapporto dell’ong uscito lo scorso 11 luglio e dal titolo Rapimenti e torture in Ucraina orientale (.pdf) descrive, infatti, i risultati di una missione di ricerca a Kiev e nell’Ucraina sud-orientale che nelle ultime settimane ha raccolto e documentato con prove chiare e convincenti i rapimenti e le torture perpetrate da gruppi armati sia separatisti, che delle forze pro-Kiev. 

“Con centinaia di rapiti negli ultimi tre mesi, è giunto il momento di fare il punto su quanto è successo in Ucraina, e fermare questa pratica aberrante in corso” – ha dichiarato Denis Krivosheev, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa e l’Asia centrale – La maggior parte dei rapimenti è stata perpetrata dai separatisti armati, con le vittime spesso sottoposte a pestaggi rivoltanti e torture. Ma vi sono prove di abusi anche da parte delle forze pro-Kiev”

Articolo pubblicato il 21 luglio 2014 da Unimondo

– Alessandro Graziadei –

Forse senza il missile che giovedì scorso ha abbattuto il volo MH-17 della Malaysian Airlines uccidendo 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio pochi si sarebbero ricordati che in Ucraina continua una “strana e poco mediatica guerra” che indipendentemente dalla ragioni (poche) e dai torti (tanti) che caratterizzano ogni guerra e le sue parti in causa, per Amnesty International è sicuramente accompagnata negli ultimi tre mesi da un numero sempre più grande di rapimenti, pestaggi e altre torture inflitte a numerosi attivisti, manifestanti e giornalisti. 

Un nuovo rapporto dell’ong uscito lo scorso 11 luglio e dal titolo Rapimenti e torture in Ucraina orientale (.pdf) descrive, infatti, i risultati di una missione di ricerca a Kiev e nell’Ucraina sud-orientale che nelle ultime settimane ha raccolto e documentato con prove chiare e convincenti i rapimenti e le torture perpetrate da gruppi armati sia separatisti, che delle forze pro-Kiev.

“Con centinaia di rapiti negli ultimi tre mesi, è giunto il momento di fare il punto su quanto è successo in Ucraina, e fermare questa pratica aberrante in corso” – ha dichiarato Denis Krivosheev, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa e l’Asia centrale – La maggior parte dei rapimenti è stata perpetrata dai separatisti armati, con le vittime spesso sottoposte a pestaggi rivoltanti e torture. Ma vi sono prove di abusi anche da parte delle forze pro-Kiev”.  Non esistono dati completi o affidabili sul numero di rapimenti, ma il ministero dell’Interno ucraino, sicuramente di parte, ha riferito circa 500 casi tra aprile e giugno 2014, mentre la forse più obiettiva missione delle Nazioni Unite di monitoraggio dei diritti umani per l’Ucraina ne ha registrati 222 solo negli ultimi tre mesi in tutta l’Ucraina orientale e nelle regioni di Donetsk e Luhansk. 

Amnesty International ha incontrato anche vari gruppi di auto-aiuto che hanno raccolto dettagli sul numero crescente di rapimenti: “Al gruppo di ricerca è stato fornita una lista di oltre 100 civili che sono stati fatti prigionieri. Nella maggior parte dei casi sono emerse accuse di tortura” ha spiegato Amnesty.

Tra coloro che sono stati presi di mira dalle forze in campo figurano non solo la polizia, le forze armate e i funzionari locali, ma anche giornalisti, politici, attivisti, membri delle commissioni elettorali e uomini d’affari. 

“Ora che le forze pro-Kiev stanno ristabilendo il controllo su Slavyansk, Kramatorsk e vari altri luoghi nell’Ucraina orientale, quasi quotidianamente vengono rilasciati nuovi prigionieri e cresce il numero di casi inquietanti. È ora che questi siano meticolosamente documentati, i responsabili siano consegnati alla giustizia e le vittime risarcite”, ha affermato Krivosheev. Hanna, un’attivista pro-ucraina, ha raccontato ad Amnesty International come è stata rapita da uomini armati nella città orientale di Donetsk il 27 maggio. È stata trattenuta per sei giorni prima di essere liberata con uno scambio di prigionieri. “Mi hanno fracassato il viso, lui mi ha dato un pugno in faccia, ha cercato di colpirmi ovunque, mi coprivo con le mani … ero rannicchiata in un angolo, raggomitolata con le mie mani intorno alle ginocchia. Era arrabbiato perché stavo cercando di proteggermi. È uscito ed è tornato con un coltello”. 

Hanna ha anche raccontato che chi la interrogava le ha fatto scrivere uno slogan separatista sul muro, con il suo stesso sangue.

Mentre la maggior parte dei rapimenti sembrano avere una motivazione “politica” molte persone sono state rapite anche a scopo di riscatto o per intimidire la popolazione. Sasha, un attivista diciannovenne pro-ucraino, è arrivato a Kiev dopo essere stato rapito dai separatisti sotto la minaccia delle armi a Luhansk. Ha detto di essere stato picchiato ripetutamente per 24 ore: 

“Mi hanno picchiato con i pugni, con una sedia, con tutto quello che riuscivano a trovare. Mi hanno spento sigarette sulla gamba e mi hanno dato scariche elettriche. È andato avanti per così tanto tempo. Non sentivo più niente, sono solo svenuto”, ha raccontato ad Amnesty. È stato alla fine rilasciato dopo che suo padre ha pagato un riscatto di 60.000 dollari.

Ma questa guerra civile non può essere riassunta con la ridicola semplificazione dei buoni contro i cattivi anche se nel rapporto di Amnesty sono una minoranza le storie e le informazioni sui rapimenti compiuti dall’esercito regolare, dalla polizia e, soprattutto, dai gruppi paramilitari nazisti che affiancano (se non addirittura sostituiscono) le forze armate ufficiali nelle operazioni di guerra. Eppure mentre la maggioranza delle accuse di rapimento e tortura è mossa, guarda a caso dal Governo Ucraino, contro i gruppi di separatisti pro-russi, anche le forze pro-Kiev, inclusi i gruppi di autodifesa, sono implicati nel maltrattamento e nella sparizione dei prigionieri. 

Il gruppo di ricerca di Amnesty International ha viaggiato da Kiev al porto sud-orientale di Mariupol oggi sotto il controllo ucraino.

 Qui un ragazzo di 16 anni, Vladislav Aleksandrovich è stato rapito dopo aver postato i video di brutali operazioni di polizia contro la popolazione russofona di Mariupol il 25 giugno scorso. 

In un video pubblicato dopo il suo rilascio il 27 giugno, Vladislav appare seduto dietro un uomo con il volto coperto e in uniforme mimetica. L’uomo aveva una mano sulla testa di Vladislav e sta minacciando lui e “tutti gli altri che mettono in pericolo l’unità dell’Ucraina con rappresaglie”. 

In una successiva intervista video, Vladislav sostiene di essere stato torturato, colpito con il calcio del fucile nella schiena, preso a pugni e costretto a scrivere una “dichiarazione al popolo ucraino” e a gridare “slogan nazionalisti pro-ucraini”. 

 Stranamente a Mariupol “né la polizia né l’esercito ucraini sono stati visti in alcun posto durante la nostra visita. C’era un vuoto totale di autorit&agragrave; e sicurezza, con la paura di rappresaglie, rapimenti e tortura pervasiva tra la gente del posto”, ha evidenziato Krivosheev.

Amnesty International chiede adesso al Governo ucraino di creare “un unico e regolarmente aggiornato registro dei casi di rapimento e di indagare in maniera esauriente e imparziale ogni accusa di uso illegale della forza”. “È riprovevole, stiamo assistendo ad una escalation di rapimenti e torture in Ucraina. Tutti gli attori di questo conflitto armato devono liberare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri ancora detenuti in violazione di legge, e garantire che fino al loro rilascio siano protetti dalla tortura e da altri maltrattamenti” ha concluso Krivosheev. 

Una richiesta legittima, ma che sembra destinata a cadere nel vuoto del tutti contro tutti che sta distruggendo l’Ucraina, soprattutto quando la richiesta è fatta ad un Governo che fino ad oggi si è reso complice di massacri come quello premeditato del “rogo della Casa dei Sindacati” a Odessa il 2 maggio scorso e che alcune fonti descrivono intento nella costruzione di strani “campi per immigrati” con soldi dell’Unione Europea forse destinati alla popolazione russa. Intanto l’operazione “anti terrorismo” va avanti per ordine di Kiev con continui bombardamenti sui quartieri residenziali di Lugansk e Donetsk che in un solo giorno, la settimana scorsa, hanno provocato ventotto civili morti. Ed è legittimo chiedersi: è questa l’Ucraina che sogniamo, al punto da volerla in Europa ed è questo il prezzo che vogliamo pagare per l’energia di domani? La risposta è no. Anche se “ce lo dovesse chiedere l’Europa”!

Articolo pubblicato il 21 luglio 2014 da Unimondo

La vittoria di Ghani

– Emanuele Giordana –
A volte la politica (non solo afgana)risultati preliminari che attribuiscono la vittoria ad Asharf Ghani, il “tecnocrate” in odore di laicità che piace ai modernisti, alla gioventù colta ma anche ai tradizionalisti che vedono in lui la continuità della reggenza pashtun. Secondo la contestata Commissione elettorale (contestata dal perdente appena dopo il voto del secondo turno) le percentuali gli attribuiscono il 56,44% dei voti contro il 43,56 del rivale, il campione tagico Abdullah Abdullah, personaggio che ha giocato la carta etnica assai più di Ghani, vecchio uomo di potere nel Nord e a Kabul, alleato con tutta una pletora di islamisti locali che si distinguono dai taleban – ideologicamente – forse solo per il colore del turbante.

In queste settimane c’è stato un gran lavorio dietro e davanti le quinte con la presenza, questa volta poco ingombrante, di un Karzai che ha fatto più da capo di Stato che non da padre padrone del Paese.

Tratto da Great Game, il blog di Emanuele Giordana

– Emanuele Giordana –A volte la politica (non solo afgana)risultati preliminari che attribuiscono la vittoria ad Asharf Ghani, il “tecnocrate” in odore di laicità che piace ai modernisti, alla gioventù colta ma anche ai tradizionalisti che vedono in lui la continuità della reggenza pashtun. Secondo la contestata Commissione elettorale (contestata dal perdente appena dopo il voto del secondo turno) le percentuali gli attribuiscono il 56,44% dei voti contro il 43,56 del rivale, il campione tagico Abdullah Abdullah, personaggio che ha giocato la carta etnica assai più di Ghani, vecchio uomo di potere nel Nord e a Kabul, alleato con tutta una pletora di islamisti locali che si distinguono dai taleban – ideologicamente – forse solo per il colore del turbante.

In queste settimane c’è stato un gran lavorio dietro e davanti le quinte con la presenza, questa volta poco ingombrante, di un Karzai che ha fatto più da capo di Stato che non da padre padrone del Paese. I rumor dicono che la trattativa tra rivali è stata condotta sia sul fronte monetario sia su quello dei futuri incarichi e persino giocata su un possibile stravolgimento costituzionale che attribuisse a uno la presidenza e all’altro il premierato. Ma i giochi, vere o non vere che siano le voci, per ora non sono conclusi. Intanto c’è un accordo bilaterale per rivagliare i risultati di oltre 7mila seggi e poi chissà che altro ancora prima che si sappiano con certezza gli esiti definitivi. Intanto la Commissione ha dato anche i dati dell’affluenza del secondo turno: 60% con un 38% di voto femminile per un totale di 8.109493 voti validi.

Anche se sembra profilarsi un accordo che alla fine metterà a tacere Abdullah e anche se, almeno finora, le contestazioni del candidato nordista si sono limitate a manifestazioni di piazza e proclami pubblici senza che si sia passati dalla dialettica politica all’antico gioco delle armi, le elezioni presidenziali 2014 non ne escono gran bene. E gli afgani lo sanno, come lo sa la comunità internazionale, americani in testa, per i quali una sconfessione del processo elettorale equivarrebbe a una dichiarazione di fallimento generale il che ha fatto correre ai ripari le cancellerie con pressioni di ogni tipo per evitare uno scandalo sullo stile di quello che accompagnò la vittoria di Karzai nel 2009 quando anche quella volta – con brogli certificati dal numero due dell’Onu a Kabul – Abdullah gettò il sasso nello stagno della polemica per poi ritirare la mano – dicono i maligni – dopo un’offerta che non poteva rifiutare. Tant’è, anche giocando sulla stanchezza degli afgani, tutto sembra destinato a concludersi a tarallucci e tè e un tutti a casa che non lasci morti o feriti. «Un dramma afgano», come ci diceva giorni fa a Kabul un diplomatico. Un modo elegante per non dire melodramma, un’arte politico teatrale in cui anche noi italiani siamo maestri.

Tratto da Great Game, il blog di Emanuele Giordana
Sito Indipendent Electoral Commission

CAMPI DELLA LEGALITA’ 2014 A PENTEDATTILO

CAMPI DELLA LEGALITA’ 2014 A PENTEDATTILO

19 – 27 luglio
Sono aperte le iscrizioni per i campi della legalità 2014 organizzati da Arci con le Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento a Pentedattilo (provincia di Reggio Calabria)
 
Dove e quando?
la settimana dal 19 al 27 luglio in provincia di Reggio Calabria nella località di Pentedattilo (le date comprendono i viaggi di andata e ritorno). L’iscrizione è prevista entro il 30 giugno
 
Chi può partecipare?
Ragazze e ragazzi fra i 16 e i 24 anni (25 non compiuti) delle Province di Bolzano e Trento.

COME ADERIRE:

Presentare la domanda di partecipazione completa (http://www.trentogiovani.it/content/webfm_send/2807) in ogni sua parte entro lunedì 30 giugno direttamente all’indirizzo email politichegiovanili@provincia.tn.it
Nel caso in cui le domande superino i posti disponibili, l’Ufficio giovani e Servizio Civile della PAT procederà ad una selezione tramite colloquio motivazionale dei candidati.

INFO:
Arci del Trentino tel. 0461231300 trento@arci.it 
Dott.ssa Francesca Gnech
tel. 0461 497271

e-mail: francesca.gnech@provincia.tn.it

CAMPI DELLA LEGALITA’ 2014 A PENTEDATTILO
19 – 27 luglio
Sono aperte le iscrizioni per i campi della legalità 2014 organizzati da Arci con le Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento a Pentedattilo (provincia di Reggio Calabria)
 
Dove e quando?
la settimana dal 19 al 27 luglio in provincia di Reggio Calabria nella località di Pentedattilo (le date comprendono i viaggi di andata e ritorno). L’iscrizione è prevista entro il 30 giugno
 
Chi può partecipare?
Ragazze e ragazzi fra i 16 e i 24 anni (25 non compiuti) delle Province di Bolzano e Trento.
Programma:
I partecipanti saranno ospitati in un ostello situato nella parte nuova del borgo di Pentedattilo (il borgo fa parte del comune di Melito Porto Salvo). I campi della legalità prevedono tre momenti fondamentali: il lavoro nei campi, gli incontri con i testimoni privilegiati e le iniziative culturali (anche finalizzate a conoscere il territorio ospitante).
Il lavoro nei campi si svolgerà la mattina all’interno di un bene confiscato (Villa Placanica) e riassegnato ad un consorzio di cooperative sociali; in particolar modo i volontari si dedicheranno alla pulizia e alla sistemazione della villa e dei terreni. Il lavoro prevederà inoltre la cura e la pulizia dell’ostello presso il quale i volontari alloggeranno ed un aiuto in cucina. Sia nelle ore pomeridiane, che nel dopocena sono previsti momenti d’incontro con diverse personalità del mondo delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo del territorio, che offriranno un punto di vista e degli spunti di approfondimento legati al fenomeno della mafia. Saranno organizzate inoltre alcune visite guidate nei dintorni del borgo antico, in quei luoghi d’interesse inerenti alle tematiche affrontate durante il soggiorno, oltre a serate d’intrattenimento che prevedono il coinvolgimento della comunità del paese attraverso spettacoli musicali. Ciò consentirà una maggiore integrazione tra i giovani volontari e la popolazione del posto.
A chiusura della giornata è previsto un momento d’incontro del gruppo, in cui condividere riflessioni e confrontarsi sulle esperienze vissute durante il giorno.
Il progetto dei campi della legalità nella nostra esperienza rappresenta per i ragazzi una grande opportunità formativa, consente inoltre di approfondire un fenomeno complesso come quello mafioso (nello specifico quello della ’ndrangheta) e per la regione Calabria rappresenta un’occasione per mostrare una nuova immagine di sé, dando visibilità alla parte di società che si oppone quotidianamente e fermamente alla criminalità organizzata, mostrando il volto di chi onestamente lotta per migliorare la propria terra. Attraverso tale progetto si porta inoltre ai giovani un esempio concreto ed un messaggio positivo di come anche il singolo individuo si possa opporre al sistema mafioso grazie alla cooperazione.
COME ADERIRE:
Presentare la domanda di partecipazione completa (http://www.trentogiovani.it/content/webfm_send/2807) in ogni sua parte entro lunedì 30 giugno direttamente all’indirizzo email politichegiovanili@provincia.tn.it
Nel caso in cui le domande superino i posti disponibili, l’Ufficio giovani e Servizio Civile della PAT procederà ad una selezione tramite colloquio motivazionale dei candidati.
INFO:
Arci del Trentino tel. 0461231300 trento@arci.it 
Dott.ssa Francesca Gnech
tel. 0461 497271

e-mail: francesca.gnech@provincia.tn.it

Ospiti chi? Giornata mondiale del rifugiato 2014

Incontro pubblico

Dal /2014 al /2014
dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Villa Sant’Ignazio – Via delle Laste 22, TRENTO e
BOOKIQUE – Caffè Letterario Predara (TRENTO)

Due appuntamenti in due giornate, per provare a raccontare in modo diverso la storia delle oltre 40 mila persone arrivate via mare in Italia nel 2014 e per ricordare le 20 mila rimaste nel mare da vent’anni a oggi.
Unitevi a noi e regalatevi un momento di ospitalità!

PER INFO: Cell: 380 2866405 Email: centroastallitn@gmail.com Facebook: Centro Astalli Trento

Due appuntamenti in due giornate, per provare a raccontare in modo diverso la storia delle oltre 40 mila persone arrivate via mare in Italia nel 2014 e per ricordare le 20 mila rimaste nel mare da vent’anni a oggi.
Unitevi a noi e regalatevi un momento di ospitalità!

Dal /2014 al /2014
dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Villa Sant’Ignazio – Via delle Laste 22, TRENTO e
BOOKIQUE – Caffè Letterario Predara (TRENTO)


 

Ecco il programma:
GIOVEDI 19.06 
Villa Sant’Ignazio – Via delle Laste 22, TRENTO 
ore 17.30–> conferenza stampa e incontro sui rifugiati in provincia di Trento 
ore 18.30 –> “L’ospite è sacro” – Riflessione interreligiosa su migrazioni e tradizioni religiose 
ore 20.00–> CENA OFFERTA DAI RIFUGIATI / prenotazione a centroastallitn@gmail.it 
VENERDI 20.06 
BOOKIQUE – Caffè Letterario Predara, via Torre d’Augusto 25,TRENTO
alle 20.00 –> Performance teatrale interculturale a cura di ass. Alla Ribalta 
Reading a cura de Il Gioco Degli Specchi 
ore 21.00 –> LUCA BASSANESE in concerto http://www.lucabassanese-officialsite.it/

PER INFO: Cell: 380 2866405 Email: centroastallitn@gmail.com Facebook: Centro Astalli Trento

Promuovono: ATAS Onlus Cinformi – Centro Informativo per l’Immigrazione Il Gioco degli Specchi Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Diocesi di Trento Centro Astalli Trento – Onlus Associazione Kariba Samuele – Coop. Soc. Villa Sant’Ignazio – Coop. Soc. Punto d’Incontro – Onlus Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani Fondazione Sant’Ignazio Comitato “Non laviamocene le mani” – Rovereto Caritas Diocesana Associazione Alla Ribalta Religion Today Filmfestival – Ass. Bianconero Fondazione Fontana – Unimondo Ass. Altrimenti Ass. Richiedenti Terra 

Con il sostegno di: Provincia Autonoma di Trento SPRAR – Servizio Centrale per la Protezione di Richiedenti Asilo e RIfugiati 
Con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Provinciale della PAT

Libertà di stampa: dall’art. 21 della Costituzione italiana ai nuovi media

Incontro pubblico
Venerdì 13 giugno 2014, ore 20.30 – Fondazione Caritro, via Garibaldi n. 33 (Trento)
Organizza: Trento Attiva

Incontro pubblico
Venerdì 13 giugno 2014, ore 20.30 – Fondazione Caritro, via Garibaldi n. 33 (Trento)
Organizza: Trento Attiva

Dopo le due serate di settembre ed ottobre2013 in cui ci siamo occupati di una panoramica su come è nata e come funziona la Costituzione Italiana, siamo lieti di invitarvi ad un terzo incontro con Marco Ottanelli in cui si parlerà di libertà di stampa, partendo dall’articolo 21 della Carta Costituzionale fino a giungere al ruolo delle nuove tecnologie (social network, blog, ecc.), nella diffusione delle notizie.

Relatore: Marco Ottanelli, giurista costituzionalista. Cura, inoltre, il sito Approfondendo.it, conduce la trasmissione “Grandangolo” su Radio Fleur ed è autore di due libri: “Auto immuni – L’immunità parlamentare in Italia” e “La Costituzione Italiana per le scuole”.

In allegato il volantino

Fuori dal debito, oltre la crescita

Dibattito pubblico

Sabato 7 giugno 2014, ore 17.00 –  sala di rappresentanza, palazzo della Regione, p.zza Dante (Trento)
Organizza: Trentino Arcobaleno 

Dibattito pubblico
Sabato 7 giugno 2014, ore 17.00 –  sala di rappresentanza, palazzo della Regione, p.zza Dante (Trento)
Organizza: Trentino Arcobaleno 

Trentino Arcobaleno all’interno dell’Altraeconomia al Festival presenta un dibattito con FRANCESCO GESUALDI, PAOLO MANASSE.
Coordina MONICA DI SISTO. Da dove viene il debito pubblico? Di fronte all”austerity imposta dalla finanza globale, quale via d”uscita dalla crisi si può ipotizzare? Un dibattito tra teorie economiche diverse, quelle che puntano sulla crescita e quelle che propongono un cambio di paradigma.

Informazioni: segreteria@trentinoarcobaleno.it

Un calcio mondiale alla guerra

La scorsa edizione – che ha meritato la medaglia del Presidente della Repubblica – si è conclusa con la serata sul “Diritto ad avere diritti” e noi quest’anno proseguiamo il percorso di democrazia 
con nuovi appuntamenti sui Diritti, sempre contati e raccontati attraverso la Costituzione della  Repubblica italiana.

Moduleremo ancora nel “numero dell’Infinito” (l’8) la metafora dell’ostinata determinazione (lotto) a  capire e far capire l’importanza di avere Diritti, proponendo varie forme di spettacolo e convivialità  indoor e outdoor, nei comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole nell’arco temporale compreso tra il 10 giugno e il 12 settembre.
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Per informazioni:
348 7595253
arci.altogarda@gmail.com
evento FB: “DIRITTI CONTATI”
blog:diritticontati.blogspot.it


La scorsa edizione – che ha meritato la medaglia del Presidente della Repubblica – si è conclusa con la serata sul “Diritto ad avere diritti” e noi quest’anno proseguiamo il percorso di democrazia con nuovi appuntamenti sui Diritti, sempre contati e raccontati attraverso la Costituzione della Repubblica italiana.

Abbiamo visto che, mentre ogni storia che si rispetti inizia con la formula “C’era una volta”, la Storia con la S maiuscola non si riferisce a “una volta” e infatti il suo ripetersi è motivo di riflessione e rappresenta una delle trame portanti della Rassegna «DIRITTI CONTATI» che si ripropone quest’anno, cento anni dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, un’altra ricerca di Diritti, declinandoli ancora più nettamente verso l’approdo finale di ognuno di essi: la PACE.

Vogliamo uscire dagli schemi della rievocazione della “Grande Guerra” e mettere in chiaroscuro il concetto di guerra, virando sui colori di ciò che ogni guerra fa perdere: quelli della pace, nelle sue varie coniugazioni.

E vogliamo uscire anche dallo schema di evocazione dei mondiali di calcio per suggerire un calcio mondiale, quello alla guerra.
Moduleremo ancora nel “numero dell’Infinito” (l’8) la metafora dell’ostinata determinazione (lotto) a capire e far capire l’importanza di avere Diritti, proponendo varie forme di spettacolo e convivialità indoor e outdoor, nei comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole nell’arco temporale compreso tra il 10 giugno e il 12 settembre.

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DIRITTO ALLA CULTURA

“L’ORCHESTRINA – Concerto per vite resistenti”

con la Tiger Dixie Band e la voce narrante di Giacomo Anderle

10 giugno : ore 20.30 piazza Lietzmann – Torbole sul Garda

Lo spettacolo, liberamente ispirato al racconto “Il sax basso” di Josef Skvorecky e ad altre suggestioni letterarie e sonore, parla – attraverso le note e le parole – di tempi di guerra e di musica, in particolare di musica jazz, del suo spirito libertario così inviso a qualsiasi regime, a qualsiasi forma di omologazione, di oppressione e di violenza. Il nuovo progetto della Tiger Dixie Band è il loro personale contributo alla pace e alla solidarietà tra i popoli; per non dimenticare il recente passato, negli anni in cui le loro nonne e i loro nonni – pur vivendo nelle stesse case che oggi ospitano le loro prove musicali – erano separati da confini disseminati di cannoni, cimiteri e forti militari, in un’Europa che allora come oggi era alla ricerca della sua anima. In un non precisato tempo di guerra, una sgangherata orchestrina va di paese in paese per portare un po’ di conforto e svago a soldati e civili, nell’ostinata ricerca di un’irraggiungibile normalità. Un giorno la jazz band giunge in un paesino di montagna abitato da pochi superstiti dallo sguardo severo. Forse è il loro ultimo concerto, i loro volti stanchi e sofferenti si riflettono in quelli degli spettatori, ma proprio nel momento in cui la tristezza sembra dare il colpo finale, ecco che la musica rivela la sua forza, il suo spirito di libertà.
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DIRITTO ALL’ACQUA

“H2ORO”

con ItinerariaTeatro e Fabrizio de Giovanni

25 giugno: ore 20.30 piazza Garibaldi – Riva del Garda

Uno spettacolo di teatro civile per sostenere il diritto all’acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del “Bel Paese”, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti. L’acqua è un bene comune, patrimonio dell’umanità. L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Uno spettacolo, premiato nel 2006 con una targa d’argento dal Presidente della Repubblica, per affermare che un altro mondo è possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana.

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DIRITTO ALLA PACE

“ABBASSO LA GUERRA”

a cura di Francesco Pugliese

Dal 5 al 20 luglio : Forte Superiore – Nago

Da tempo, Francesco Pugliese è impegnato in prima persona nei movimenti per la pace e questo suo lavoro raccoglie un’ampia e ricca documentazione: attraverso ritagli di giornali, volantini, manifesti, testimonianze, schede e documenti ha ricostruito la storia dei movimenti e dei temi pacifisti. La documentazione, esposta nella mostra, è raccolta in un libro-catalogo diffuso in copie limitate, con finalità di solidarietà. La mostra sarà inaugurata sabato 5 luglio e ospitata fino al 20 luglio.
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DIRITTI DELL’UMANITA’
DIRITTO ALLA LAICITA’
DIRITTO ALL’UGUAGLIANZA DI GENERE

“SULLA SCENA del DIRITTO”

18 luglio: ore 20.30 sala della Comunità – Riva del Garda

 

“DOVE SONO JIM E RODRIGO?

Storia di due bambini nel dramma della dittatura cilena”

con Grenzland – Terra di Confine

Una testimonianza che si è trasformata in rappresentazione. Conosceremo la storia di Jim e Rodrigo, che uscirono di casa la vigilia di Natale del 1973, senza farvi più ritorno e conosceremo la storia di Maria Josefina, la mamma di Jim, che per quattro anni non smise di cercarlo, sopportando angherie e torture. Conosceremo Patricia Christie, figlia di questa «madre coraggio» e sorella di Jim, che ha raccontato all’autrice questa storia di coraggio e tenacia in un regime sanguinario.

8 agosto: ore 20.30 sala della Comunità – Riva del Garda

“UN DIAVOLETTO FRA NOI”

tratto da “Lettere dalla terra” di Mark Twain

con Associazione Fil. VI Luglio

Rappresentazione di letture, inframezzate da canzoni cantautoriali, tratte dall’opera di Mark Twain, che racchiude il pensiero scettico e dissacratorio dell’autore. Pensiero trasmesso sotto forma di lettere che Satana, esiliato sulla terra per punizione, scrive a san Michele e a san Gabriele. Un Satana poco diabolico, un po’ monello e come tale disposto a dire la verità senza peli sulla lingua ma con eleganza e raffinatezza linguistica.

19 agosto: ore 20.30 sala della Comunità – Riva del Garda

“A PERDIFIATO

Ritratto in piedi di Tina Merlin”

con FatebeneSorelle e Patricia Zanco

La rappresentazione della storia di una donna che lotta per la sua emancipazione vissuta come impegno civile anche per i diritti degli altri, dei più deboli. Un quadro con due immagini: nella prima, Tina Merlin si racconta alla madre, in una narrazione che rievoca il passato, fino allo scoppio della guerra e alla presa di coscienza politica con la scelta partigiana; la seconda si apre sulla figura di Tina Merlin giornalista, e sulla sua volontà di dire quello che la gente – nell’Italia ridente del boom economico – preferisce ignorare, per poi fronteggiare le tragedie con lo sgomento di chi è rimasto indifferente davanti alla morte annunciata.
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DIRITTI DEI BAMBINI

“CREAZIONI DI SABBIA”

con Nadia Ischia e voce narrante Laura Lotti

2 agosto : Centro Giovanile Cantiere26 – Arco

Storie per bambini e letture, raccontate grazie alle mani e alla voce. Non si usano pennelli, ma si dipinge con abilità il rispetto dei diritti dei bambini. n’emozione creata con le mani, un’immagine effimera ma un messaggio permanente: perché un pugno di sabbia può essere un  pugno allo stomaco per riflettere. E su una lastra trasparente si possono fissare i diritti.
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DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

LA DOMENICA DEL CORRIERE”

Mostra copertine originali di Achille Beltrame

Dal 20 agosto al 30 settembre : Rocca – Riva del Garda

Mostra delle tavole originali a colori della Domenica del Corriere, dipinte da Achille Beltrame. Quattro rare annate che documentano le tragiche sequenze di una guerra insensata. La mostra sarà inaugurata mercoledì 20 agosto, durante la “ Notte al Museo con Copertine di guerra ”, con un’altra testimonianza storica, quella delle canzoni dei soldati nei campi di battaglia o nelle retrovie, assieme all’Orchestrina del Brenta e al Coro Fiaschi.
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DIRITTO DELL’AMBIENTE

“CONFLITTI AMBIENTALI”

con Marica di Pierri, Beatrice Taddei Saltini e Andrea Tomasi

5 settembre : ore 20.00 Teatro Casa della Comunità – Nago

Malgrado negli ultimi decenni i conflitti ambientali siano divenuti fenomeno di interesse crescente in ambito politico, economico e sociale, si tratta di un’espressione non ancora abbastanza diffusa. Eppure l’Italia offre migliaia di esempi utili a comprendere. Serve una democrazia della Terra per una giustizia ambientale. Una pace della terra che protegga dalla violenza devastatrice delle continue guerre ambientali.
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DIRITTO AD AVERE DIRITTI

“III ARCI SUMMER FESTIVAL”Quest’anno “Arco Summer Festival” fa un ulteriore salto di qualità e, in sintonia con l’ampliamento su tutto il territorio dell’Alto Garda, si farà un cambio di suono, quello della vocale: da “ARCO” ad “ARCI”, pur rimanendo – quest’anno – ad Arco, per rispetto delle sue origini.

26 agosto : ore 21.00 via delle Palme – Arco
“SEMI NEL VENTO”
con Casa del Vento
Un appuntamento in acustico per l’anteprima del progetto del gruppo: un cofanetto con un CD live e un DVD documentario di 20 anni di musica narrati dalle persone incontrate (artiste e non) con le quali ha condiviso un tratto di strada.
12 settembre : ore 21.00 Prabi parco “Free Climbing” – Arco
“NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE”
con
Modena City Ramblers

Finale col botto della rassegna «DIRITTI CONTATI».
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Ringraziamo:

Comune di Arco
Comune di Riva del Garda
Comune di Nago-Torbole
Comunità Alto Garda e Ledro
Cassa Rurale Alto Garda
Coop Consumatori Alto Garda
Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento
Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani
CGIL del Trentino
Riva Fiere & Congressi
Assocentro
Metro Art
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Per informazioni:
348 7595253
arci.altogarda@gmail.com
evento FB: “DIRITTI CONTATI”
blog:diritticontati.blogspot.it




Il gesto, il Muro, lo scandalo

– di Paola Caridi –

Spero abbiate letto il programma ufficiale del viaggio di Papa Francesco. Il gesto di ieri, la sosta di fronte al Muro di Separazione, sul lato palestinese, nella Betlemme della Natività, risulta di gran lunga più chiaro dopo aver scorso l’agenda ufficiale e i suoi tanti dettagli. Dettagli su cui si può ragionare da domani, a visita conclusa, soprattutto dopo la tappa di Gerusalemme.

L’immagine del Papa di fronte a un Muro colmo di sofferenza pretende, comunque, una sosta. Una riflessione.

Articolo tratto dal blog Invisible Arabs

– di Paola Caridi –

Spero abbiate letto il programma ufficiale del viaggio di Papa Francesco. Il gesto di ieri, la sosta di fronte al Muro di Separazione, sul lato palestinese, nella Betlemme della Natività, risulta di gran lunga più chiaro dopo aver scorso l’agenda ufficiale e i suoi tanti dettagli. Dettagli su cui si può ragionare da domani, a visita conclusa, soprattutto dopo la tappa di Gerusalemme.

L’immagine del Papa di fronte a un Muro colmo di sofferenza pretende, comunque, una sosta. Una riflessione. Il Papa non ha detto nulla. Ha compiuto un gesto, quello di rendere visibile il Muro. Anzi, per dirla meglio, di imporre il Muro all’attenzione di una stampa molto spesso distratta o superficiale, oppure ignorante. O peggio.Invisible Arabs