Rwanda – Dio è qui

Io so che Dio esiste, perché ho visto il Demonio camminare sulla Terra
Gen. Romeo Dallaire – UN

Sabato 14 giugno 2014 ore 20.30 presso il Teatro Demattè, via Belvedere 4, Ravina di Trento

Spettacolo di teatro civile per ricordare e per capire

Aprile 1994: ha inizio il genocidio più veloce e sistematico della storia dell’umanità. Quasi un milione di vittime e un solo nome capace di rievocare il grido di migliaia di volti: Rwanda.

Ingresso libero ad offerta. Gli incassi verranno destinati a sostegno di

progetti nella Regione dei Grandi Laghi.

Organizzano: Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Docenti senza Frontiere
In collaborazione con: Associazione l’Allergia, Ipsia del Trentino, Cooperativa Mandacarù, Centro Turistico Acli, Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, Missionari Comboniani, Movimento Nonviolento, Pro Loco di Ravina, Vita Trentina, Radio Trentino in blu e Unimondo


Uno spettacolo di Marco Cortesi e Mara Moschini

Dopo il successo de “La Scelta” Marco Cortesi e Mara Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e narrazione, portano in scena un nuovo avvincente spettacolo-inchiesta.
All’interno dello scenario di una delle pagine di Storia più controverse e dimenticate del XX Secolo, una straordinaria vicenda di coraggio, amore e fratellanza che vede uniti un uomo e una donna con un’unica missione: fare la cosa giusta.
Al termine del genocidio in Rwanda il governo di Kigali parlerà di 1.174.000 morti, ma la maggior parte degli storici sono concordi nello stimare una cifra di 800.000 vittime. A colpire, oltre alla quantità, questa volta è la velocità: 10.000 morti al giorno, 400 cadaveri all’ora, 7 corpi al minuto, un omicidio ogni 10 secondi.

Marco Cortesi, attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv. Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia, un documentario teatrale sull’ultimo boia di Francia e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz.

Mara Moschini, autrice e attrice. Fin da giovanissima si dedica al mondo del teatro e del musical. Ha partecipato in qualità di attrice a episodi della seconda serie del programma TV “Testimoni” in onda su Rai Storia. E’ coautrice e interprete degli spettacoli e dei film-documentari prodotti da MC – Teatro Civile.

Ingresso libero ad offerta. Gli incassi verranno destinati a sostegno di progetti nella Regione dei Grandi Laghi.

Organizzano: Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Docenti senza Frontiere
In collaborazione con: Associazione l’Allergia, Ipsia del Trentino, Cooperativa Mandacarù, Centro Turistico Acli, Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, Missionari Comboniani, Movimento Nonviolento, Pro Loco di Ravina, Vita Trentina, Radio Trentino in blu e Unimondo

Non voltarti dall’altra parte

Campagna internazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori
Trento – dal 12 al 15 giugno
Organizza: Tremembè Onlus e assessorato alla Cooperazione Internazionale della Pat

Campagna internazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori
Trento – dal 12 al 15 giugno 2014
Organizza: Tremembè Onlus e assessorato alla Cooperazione Internazionale della Pat

L’Associazione Tremembè Onlus dal 12 giugno al 15 lugliocongiuntamente all’Assessorato alla Cooperazione internazionale della Provincia Autonoma di Trento e in collaborazione con altre dieci organizzazioni Italiane e brasiliane offre alla cittadinanza un momento di riflessione contro lo sfruttamento sessuale dei minori, in occasione dei Mondiali di Calcio in Brasile attraverso la satira, un genere d’arte che mostra le contraddizioni per promuovere il cambiamento.
Le vignette proposte, che saranno esposte in  Piazza Duomo, Piazza D’arogno e Piazza Cesare Battisti, scaturiscono da un bando internazionale promosso da Studio Andromeda
.
Lo sfruttamento sessuale dei minori è un fenomeno aberrante che sta dilagando ovunque, comprese le nostre città di provincia. Secondo le stime dell’UNICEF sono quasi 3.000 i bambini che ogni giorno, vengono introdotti nel mercato mondiale del sesso, cifra che porta circa a un milione all’anno le nuove reclute dello sfruttamento. Un milione di vite spezzate, distrutte, interrotte e difficilmente recuperabili da un trauma continuato che, spesso, conduce rapidamente alla morte. Milioni di bambini che sono sfruttati per il sesso a pagamento. Comprati e venduti come qualsiasi bene, fatti oggetto di commercio all’interno e al di fuori dei confini nazionali, gettati in situazioni quali matrimoni forzati, prostituzione e pornografia infantile.
Alla stragrande maggioranza viene pure negato il minimo diritto di divertimento e gioco. Questa campagna Internazionale prende contemporaneamente avvio in Trentino e in Brasile (stato del Cearà, con capitale Fortaleza) ma intende viaggiare molto.
A tal fine viene messa a disposizione di tutte le realtà geografiche e sociali che intendono valorizzarla, dentro e fuori dall’Italia. Il nostro contributo intende supportare una campagna internazionale denominata “Non voltarti dall’altra parte” promossa in tutto il mondo da Ecpat.

Informazioni: 0461/824737, tremembe.onlus@gmail.com

Feeding Congo

Mostra fotografica
Dal 29 maggio al 7 giugno 2014 – Palazzo Trentini, via Manci 27 (Trento)
Organizza: Coopi Trentino

Mostra fotografica
Dal 29 maggio al 7 giugno 2014 – Palazzo Trentini, via Manci 27 (Trento)
Organizza: Coopi Trentino

COOPI Trentino invita alla mostra fotografica “Feeding Congo”  di Marco Palombi e a cura di Chiara Oggioni Tiepolo.
In esposizione nell’atrio di Palazzo Trentini dal 29 maggio al 7 giugno, e inaugurata il 29 maggio alle 17.00 durante la Tavola Rotonda “Nutrire la città per nutrire il pianeta. Da Kinshasa a Milano, per affrontare il problema della sicurezza alimentare”, l’esposizione costituisce un evento del programma culturale dell’edizione 2014 del Festival dell’Economia.

Informazioni: 0461.231529,  trentino@coopi.org

Cartolina da At-Tuwani

-Dibattito-

Giovedì 15 maggio 2014, Ore 18
Café de la Paix, Passaggio Teatro Osele 6/8, Trento

Incontro con Tommaso Vaccari in collaborazione con Operazione Colomba (Associazione Comunità Paolo XXIII)

At-Tuwani è un villaggio di pastori palestinesi situato in un area particolare della Cisgiordania meridionale. L’area, come molte altre zone palestinesi, vive una doppia occupazione: militare e civile: l’esercito israeliano svolge il ruolo di occupante militare e un nutrito gruppo di coloni nazional-religiosi occupa in maniera illegale le terre delle famiglie del villaggio.

-Dibattito-

Giovedì 15 maggio 2014, Ore 18
Café de la Paix, Passaggio Teatro Osele 6/8, Trento

At-Tuwani è un villaggio di pastori palestinesi situato in un area particolare della Cisgiordania meridionale. L’area, come molte altre zone palestinesi, vive una doppia occupazione: militare e civile: l’esercito israeliano svolge il ruolo di occupante militare e un nutrito gruppo di coloni nazional-religiosi occupa in maniera illegale le terre delle famiglie del villaggio.
SoprPace per Gerusalemme, Operazione Colomba (Ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII) in collaborazione con Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

presentano

Resistenza nonviolenta e trasformazione del conflitto: il villaggio di At-Tuwani
(Edizioni Accademiche Italiane, 2013)

Ne discute l’autore

Tommaso Vaccari

con
i volontari di Operazione Colomba e di Pace per Gerusalemme.

Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace, vive e lavora nel villaggio dal 2004.

Pace per Gerusalemme ha recentemente organizzato un percorso formativo intitolato “Troppa Storia in Troppo Poca Geografia” attraverso il quale nello scorso febbraio dieci giovani hanno potuto visitare numerose realtà palestinesi e israeliane, tra cui il villaggio di At-Tuwani.

Uomini Contro

Film
Lunedì 28 aprile 2014, ore 20.30, Biblioteca comunale, Borgo Valsugana
Organizza: CeDip

Il CeDip Centro di documentazione e informazione sulla pace invita all’interno del percorso “Abbasso la guerra” 1914-2014 centenario della “inutile strage” alla proiezione del film “Uomini contro” di Francesco Rosi.

Informazioni:   paolooffer@alice.it

Film
Lunedì 28 aprile 2014, ore 20.30, Biblioteca comunale, Borgo Valsugana
Organizza: CeDip

Il CeDip Centro di documentazione e informazione sulla pace invita all’interno del percorso “Abbasso la guerra” 1914-2014 centenario della “inutile strage” alla proiezione del film “Uomini contro” di Francesco Rosi.

Informazioni:   paolooffer@alice.it

Arena di Pace. La pagella di una manifestazione riuscita


-di Fabio Pipinato –
Ciclisti, podisti, pullman, treni. La partecipazione di minimo 13.000 persone (per la questura 1300) ha sorpreso tutti. Gli organizzatori in primis. I vigili del fuoco han dovuto ridistribuire bottigliette d’acqua. Sarà pur vero che nella contigua via Mazzini a far shopping nelle holding, poi criticate in Arena, si accalcava una folla tripla rispetto a quella del popolo della pace: ma la minoranza ha dato dimostrazione di esistere. Voto: 10

Accoglienza. Donne in nero, bandiere grandi come un campo da basket, ombrelli colorati, speakers contro la guerra, uomini sui trampoli, giovani clown dell’Arci che danzavano e fischiavano continuamente. Colori. Piazza Brà è stata animata dai pacifisti dopo la liturgica e retorica celebrazione svoltasi poco prima in città (scusate; ma i partigiani meritano così poco?) Voto: 9

– di Fabio Pipinato –

Partecipazione. Ciclisti, podisti, pullman, treni. La partecipazione di minimo 13.000 persone (per la questura 1300) ha sorpreso tutti. Gli organizzatori in primis. I vigili del fuoco han dovuto ridistribuire bottigliette d’acqua. Sarà pur vero che nella contigua via Mazzini a far shopping nelle holding, poi criticate in Arena, si accalcava una folla tripla rispetto a quella del popolo della pace: ma la minoranza ha dato dimostrazione di esistere. Voto: 10

Accoglienza. Donne in nero, bandiere grandi come un campo da basket, ombrelli colorati, speakers contro la guerra, uomini sui trampoli, giovani clown dell’Arci che danzavano e fischiavano continuamente. Colori. Piazza Brà è stata animata dai pacifisti dopo la liturgica e retorica celebrazione svoltasi poco prima in città (scusate; ma i partigiani meritano così poco?) Voto: 9

Programma. Ricchissimo e ben movimentato: parole, musiche, video, danze, aerei di carta lanciati che riempiono lo spazio dell’Arena (ben altro rispetto agli F35!), minuto di silenzio di un’intensità impressionante per ricordare le vittime dei conflitti. Peraltro rispetto dei tempi; cosa rarissima nel mondo della pace. Grazie ad un paio di conduttori bravi ed inflessibili. Forse un po’ lungo per coloro che arrivavano da lontano. Voto: 9

Coreografia. Un palco da grandi concerti; altro che i precedenti. Luci e megaschermi. Attorno all’Arena striscioni; bandiere della pace ovunque. Verona tappezzata dalla vignetta di Vauro. Anche le lettere NOF35 hanno fatto la loro figura; in solitaria sui gradoni alle spalle del palco. Una pace non più improvvisata. Voto: 8,5

Regìa. Non è facile coordinare un evento che intercali diversi linguaggi: parole, note, danze, silenzio. Ma il fischio di un microfono, la “non voce” pervenuta di alcuni video ed il ritardo di qualche artista sono piccole sbavature che hanno un po’ rovinato i contenuti di un pomeriggio molto bello. Voto 6

Autorità. Causa par condicio, l’ex Ministro Kyenge non è potuta intervenire. Bellissimo il saluto della Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini che ha auspicato percorsi verso il disarmo, in netta controtendenza rispetto alla dichiarazione del Capo delle Forze Armate Giorgio Napolitano. Peccato che però si sia misurata una disattenzione di molta parte della politica per un evento così importante. Voto: 5.

Preti. David Maria Turoldo, Tonino Bello, Ernesto Balducci che ci hanno lasciato. Alex Zanotelli, Luigi Ciotti e Luigi Bettazzi da standing ovation. Interminabili file per tutto il pomeriggio per abbracciare i testimoni del nostro tempo. Purtroppo!….(l’uomo che necessita di figure carismatiche è un uomo incompiuto). Permettete un suggerimento postumo? Ed una suora, no? Una come suor Cristina tra tanti preti? Ah, scusate; l’Arena non sarebbe bastata! Voto: 6.

Testimoni. Alex Langer, Aldo Capitini, Martin Luther King, John Lennon. Bene il passato. Ma il presente? Questo sembra essere uno dei punti più delicati del messaggio dell’Arena: a parte la brillante Alice Mabota (leader pacifista del Mozambico) ed il sindaco nonviolento di Messina Renato Accorinti se non ci affrettiamo ad accendere i fari sui tanti giovanissimi testimoni dell’oggi i marò italiani in India invecchieranno anche loro. Voto: 7.

Statistica. I 23 miliardi di spese militari all’anno dell’Italia. Più della Germania ma meno della Svizzera. Gli USA investono in armi la metà della spesa mondiale complessiva. Il 20% più ricco si pappa il 90% delle risorse. I cento uomini più ricchi possiedono la metà della ricchezza mondiale. I caccia F35 erano 131: oggi siamo a 90? a 45? Insomma: il problema è che dobbiamo essere più efficaci sul piano politico, perché l’ingiustizia strutturale e l’industria degli armamenti sostengono un sistema di morte che non garantisce futuro. Voto: 6

Protesta. La denuncia di Gad Lerner contro il sindaco Tosi reo di aver emanato un’ordinanza che vieta la “distribuzione di alimenti e bevande” a senzatetto e vagabondi in alcune aree del centro storico (manco fossero piccioni) al fine di “prevenire degrado” con multe fino a 500 euro per le associazioni di solidarietà che sgarrano. E, a seguire, la denuncia di don Ciotti per i ricchi che fanno 4 ore a settimana di volontariato nelle case di riposo mentre le carceri sono stipate da poveracci meritano un bel voto: 8. Meriterebbe “10 e lode” se gli organizzatori avessero ricordato che l’Arena è stata data gratuitamente dal sindaco Tosi; aiutando i convenuti ad abitare la contraddizione e la  complessità.

Trappola. Pur capendo che si stava trattando del 25 aprile, la parola fascismo è stata condannata decine di volte, ma la parola comunismo mai. Mai. Ancora canzoni contro la Nato e la guerra in Vietnam.  Forse qualche sfumata autocritica da don Ciotti all’associazionismo e dal Vescovo emerito di Ivrea sul “mancato studio” (anche delle foibe?) ma poco più. Noi dentro l’Arena nel giusto; ed i militari, il fascismo, Israele, chi sta fuori nell’errore. Voto: 4.

Media. Sono numerose le testate dei movimenti ed associazioni che hanno aderito all’Arena di Pace, ma l’evento non ha bucato lo schermo. Se non una diretta streaming su la Nuova ecologia TV e radio Popolare o un servizio di pochi secondi sul TGR Veneto. La sala stampa era pressoché deserta ed abbiamo rischiato, come spesso accade, di parlarci addosso. Inoltre i megafoni sono stati spenti il 25 aprile sera….quando invece dovrebbero iniziare ad accendersi. Voto: 4.

Musica. Un ottimo repertorio. Artisti bravissimi; Simone Cristicchi ed Eugenio Finardi tra tutti. Interpretazioni di livello. Ma il tutto decisamente anni’ 70 da “blowing in the wind”. Con tutto il rispetto per la storia, ma mia figlia si sarebbe aspettata I Bastard Sons of Dioniso, Anansi o al massimo una giovane star di San Remo. Ma i miei coetanei, no; per favore! È un problema di linguaggio che non può essere sottovalutato, perché il linguaggio non è solo uno strumento ma è anche esso stesso contenuto. Qui c’è molto molto da lavorare. Come sull’età (vedi sotto): Voto: 7 per noi vecchi… ma 3 (perché sotto non si va nemmeno a scuola) per i giovanissimi.

Campagna. Finalmente s’è deciso, a differenza di altre convention della pace come la Perugia Assisi, di concentrare tutta l’attenzione sulla campagna NOF35. Il marketing insegna (si può usare questa parola?) che se focalizziamo l’attenzione su un solo tema lo si comunica al meglio. Lo stesso Francesco Vignarca ha detto dell’importanza di concentrare l’attenzione sugli F35 per poi allargare lo sguardo su tutti i 6 miliardi di spese annui che riguardano l’acquisto di nuove armi. Voto 9.

Età. Quasi un amarcord. Relatori e musicisti per lo più over 60. Alcuni giovani del Servizio Civile e volontari hanno fatto da contorno. In rari casi hanno avuto accesso al microfono, nonostante l’autocritica di Padre Alex: la mia generazione ha fallito tocca a voi! Silvia, volontaria dell’Atas, ha detto: “dateci la libertà di servire la Patria in maniera non armata e nonviolenta”. Grazie Silvia; ora però passiamo il microfono a Matusalemme. Il problema è: la pace è un contenuto da terza età? E cosa significa questa parola per i giovanissimi? Come possiamo lasciare loro il testimone di un percorso che è stato fondamentale nell’elaborazione culturale e politica dei cinquant’anni che abbiamo alle spalle? Sappiamo consegnare un’eredità o ce la vogliamo tener stretta stretta perché ci sembra che nessun giovane sia in realtà in grado di raccoglierla? Parole dure? Ma non è questo davvero un problema aperto fra i più decisivi per il movimento della pace? Voto: 4,5.

Linguaggio. Decisamente armato; come in guerra. O di qua o di là. O bianco o nero. O guerra o pace. Troppi slogan, poco studio. Il top l’ha toccato una rappresentante dei “Corpi civili di Pace” che ha denunciato tutte le operazioni di peace keeping invitando il ritiro immediato. – Ma questi si assumono la responsabilità di ciò che dicono? Mi chiedo: “Davvero è così semplice mettere in discussione un’istituzione senza la quale la violenza aumenterebbe a dismisura? Basta dire domani tutti a casa per risolvere i complessi conflitti nei quali sono impegnate le operazioni di peace keeping? Quali delle nostre 18 missioni nei diversi continenti è da annullare? E con quali modalità e quali tempi? Non si tratta di appoggiare acriticamente ogni operazione di peacekeeping, ovvio, ma di chiedersi quali siano le condizioni per il ritiro e le conseguenze per le popolazioni. Inoltre, quali altre modalità devono essere messe in atto per garantire la pace nelle zone a rischio? Come prevenire tragedie come quella dei Grandi laghi? Forse si potrebbe lavorare su altre parole: Transarmo (periodi di transizione verso il disarmo), buoni uffici, diplomazia popolare/parallela/ufficiale, dialogo. La parola “forse”, appunto. Con meno sicurezze rispetto al “senza se e senza ma” che è tipico del linguaggio guerrafondaio. E forse si potrebbe fare più attenzione a usare la parola guerra, così abusata e applicata a mille categorie da rischiare di diventare parola vuota. Voto: 4.

Genere. Finalmente una manifestazione in cui c’è equilibrio di genere. Insopportabili tutti i momenti ove il maschio o la femmina la fanno da padroni. L’auspicio su “più donne in politica” ci poteva anche stare ma il “solo donne in politica” non va. Le donne, parimenti all’altro sesso, hanno responsabilità enormi: dai genocidi del ‘900 alle mafie. Voto 6.

Soldi. “Non abbiamo chiesto denari a nessuno”. Bravi. E adesso? Diversi solleciti sono stati fatti affinché venissero riempiti i salvadanai degli scout per pagare i 75.000 euro del costo dell’evento; confidare solo sulla generosità dei convenuti ha contribuito  a raccogliere circa la metà dei soldi necessari. E chiedere l’aiuto a qualche sponsor etico non era possibile? Dimenticavo. Non esiste! Figuriamoci se esiste un ente profit etico. Arci, Acli, Cgil, Banca Etica….preparate il portafoglio. Voto: 4

Pubblicato su Unimondo

In piedi, costruttori di pace

– di Alex Zanotelli –

“In piedi, costruttori di pace” aveva gridato nell’Arena del 1989, il vescovo di Molfetta, Tonino Bello. E’ stato questo il leitmotiv delle Arene di Pace , promosse negli anni ottanta e novanta dai Beati i Costruttori di Pace.

Le Arene sono state il luogo dove si è ritrovato il Popolo della Pace, in un mondo sul precipizio della guerra nucleare, nello scontro tra Est e Ovest,per gridare invece la propria voglia di un mondo di pace.
Ma nonostante il crollo del muro di Berlino, la situazione non è migliorata, anzi è di molto peggiorata. Per questo vogliamo rilanciare l’Arena 2014 come grido, come protesta contro la guerra che è ritornata ad essere un fatto normale, come lo è stata purtroppo nel XX secolo, che si è aperto con quella spaventosa Prima Guerra Mondiale(1914-18).

Articolo tratto dal sito di Arena di Pace e Disarmo

– di Alex Zanotelli –

“In piedi, costruttori di pace” aveva gridato nell’Arena del 1989, il vescovo di Molfetta, Tonino Bello. E’ stato questo il leitmotiv delle Arene di Pace , promosse negli anni ottanta e novanta dai Beati i Costruttori di Pace.
Le Arene sono state il luogo dove si è ritrovato il Popolo della Pace, in un mondo sul precipizio della guerra nucleare, nello scontro tra Est e Ovest,per gridare invece la propria voglia di un mondo di pace.
Ma nonostante il crollo del muro di Berlino, la situazione non è migliorata, anzi è di molto peggiorata. Per questo vogliamo rilanciare l’Arena 2014 come grido, come protesta contro la guerra che è ritornata ad essere un fatto normale, come lo è stata purtroppo nel XX secolo, che si è aperto con quella spaventosa Prima Guerra Mondiale(1914-18).L’Arena 2014 viene proprio a cadere nel primo centenario di quell’”inutile strage” come l’aveva definita il papa Benedetto XV.
Questi ultimi cento anni di guerre sono state sempre più spaventose, perché combattute con armi sempre più sofisticate. Questo ha richiesto bilanci militari con cifre da capogiro. Per rendersene conto basterebbe scorrere i dati delle spese militari rilasciati ogni anno dall’Istituto Internazionale di Ricerca per la pace (SIPRI) di Stoccolma.
Guardiamo ai dati degli ultimi anni. Il SIPRI afferma che nel 2011 siano stati spesi in armi, a livello mondiale, 1.740 miliardi di dollari. Questo equivale a 3,3 milioni di dollari al minuto , 198 milioni di dollari all’ora , 4,7 miliardi di dollari al giorno . A fare da locomotiva della spesa militare , sono stati ancora gli USA con 711 miliardi di dollari equivalenti al 41% del totale mondiale. Per il 2012, il SIPRI afferma che siano stati spesi in armi, sempre a livello mondiale, 1.752 miliardi di dollari.
Dal mondo, passiamo al nostro paese, l’Italia. Secondo i dati SIPRI , l’Italia ha speso in armi, nel 2012,  26 miliardi di euro(70 milioni di euro al giorno). A questo dobbiamo aggiungere 15 miliardi di euro per i 90 cacciabombardieri F-35.
Fra l’altro, l’intero progetto Joint Strike Fighter(F-35) ci costerà oltre 50 miliardi di euro.
Ma l’Italia non solo spende le somme enormi in Difesa, ma è  anche una delle maggiori produttrici di armi al mondo:al secondo posto, dopo gli USA, per la produzione di armi leggere, al decimo posto per le armi pesanti.
Il bilancio dell’Italia per la vendita di armi pesanti all’estero, in questi ultimi anni si aggira sui 3 miliardi di euro all’anno.
Sulla scia della strategia USA/NATO , le forze armate italiane sono impegnate in 27 operazioni militari internazionali dalla Giorgia all’Afghanistan. Sulla stessa spinta, in questi due decenni abbiamo partecipato alle guerre del Golfo (1991), Somalia (’94-’95) ,Bosnia-Herzegovina( ’96-’99), Congo(’96-’99), Iugoslavia (’99), Afghanistan (2001),Iraq (2003), Libia (2011). Milioni di morti! Solo la guerra in Congo ha fatto almeno 4 milioni di morti! E miliardi di dollari per fare tutte queste guerre! Solo la guerra in Iraq è costata agli USA  almeno 3.000 miliardi di dollari , secondo le stime di J.Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia, nel suo studio The Three Trillion Dollar War.  Con un bilancio umano spaventoso : 100.000 iracheni civili uccisi, 2 milioni di rifugiati interni  e un migliaio di tentati suicidi al mese da parte dei soldati USA rientrati in patria.
Guerre di tutti i tipi, da quella ‘umanitaria’ a quella contro il ‘terrorismo’, ma il cui unico scopo è stato il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime per permettere al 20% del mondo di continuare a vivere da nababbi, consumando l’86% delle risorse del Pianeta. “Lo stile di vita del popolo americano-aveva detto Bush sr. nel 1991- non è negoziabile.” E se non è negoziabile, allora non rimane che armarsi e fare la guerra.Le armi servono e sono sempre servite per difendere chi ha da chi non ha. Un pensiero questo espresso già da Francesco di Assisi, quando,spogliandosi nudo davanti al vescovo, restituì le vesti a suo padre. Al vescovo, sbalordito da un tale gesto, Francesco disse:”Padre, se io ho , devo avere le armi per difendere quello che ho.”
Le armi servono oggi a difendere la ricchezza di pochi , a spese di molti che devono tirare la cinghia. “Il 20% più ricco della popolazione consuma il 90% dei beni prodotti, mentre il 20% più povero ne consuma l’1%”- afferma Z. Bauman nel suo libretto “La ricchezza di pochi avvantaggia tutti” (Falso!)  Si stima che il il 40% della ricchezza mondiale è posseduto dall’1% della popolazione del mondo. Il numero dei miliardari degli USA ha raggiunto nel 2011 il suo record storico  di 1210, mentre la loro ricchezza combinata è cresciuta da 3.500 miliardi di dollari nel 2007, a 4.500 miliardi nel 2010. Nello scorso vertice dei ricchi a Davos, è stato annunciato che i primi 85 miliardari hanno l’equivalente di tre miliardi e mezzo degli impoveriti.
Davanti a un tale scenario, i più si sentono impotenti. E’ una sfida epocale. Ma a chi ha fede, nulla è impossibile. “La fede cristiana ebbe inizio quando  un povero ebreo, Gesù, che viveva sotto il tallone di un Impero,  credette nel potere trasformante del Regno di Dio-scrive Jim Douglas nel suo studio Nonviolent Coming  of  God . Una  volta che quel fuoco si accese in Gesù, niente sulla terra poteva spegnere la sua fede nell’arrivo nonviolento di Dio. Nessun Impero è mai stato capace di resistere a tale fede. L’Impero Britannico ebbe ben poco successo con il seguace di Gesù, Gandhi, tanto quanto l’Impero Romano potè ben poco con Gesù e con i primi cristiani. L’arrivo nonviolento di Dio è una forza crescente nell’Umanità,  e nessuno potrà impedire il suo sbocciare e fiorire nel mondo.”
Ecco perché  è fondamentale per tutti, credenti e non, la scelta della nonviolenza attiva, vissuta in tutte le sue dimensioni , dal personale allo strutturale, dal politico all’economico, dal militare al sociale.
E’ questa la vera ‘rivoluzione’ che attende l’umanità.
Un’umanità che dirà NO alla Bomba Atomica (specie alle 70 bombe atomiche in Italia), NO alle spese folli militari,( in particolare NO agli F-35),  NO alle “missioni di pace” , che sono missioni di guerre. E chiederemo alla Chiesa di eliminare i cappellani militari nell’esercito.
In positivo dall’Arena rilanceremo con forza: la Difesa Popolare Nonviolenta, i Corpi Civili di Pace , la Campagna contro le banche armate, nonché la campagna di iniziativa popolare, che istituisca l’Opzione fiscale per il finanziamento della Difesa Non Armata e Nonviolenta.
Invitiamo i cittadini italiani, che si riconoscono nella Costituzione che ‘ripudia’ la guerra(art.11), e i cristiani che accettano ,come Magna Carta, il Discorso della Montagna a unirsi insieme per debellare il cancro  della militarizzazione che sta divorando le nostre risorse. Non vogliamo che i nostri soldi vengano investiti in morte , ma in vita. Dobbiamo tutti, credenti e non, darci da fare perché vinca la vita.
All’Arena, questa volta non ci sarà don Tonino Bello, ma la sua voce profetica riecheggerà come allora:
“IN PIEDI,COSTRUTTORI DI PACE!”

Articolo tratto dal sito di Arena di Pace e Disarmo