1914-1918: Le nuove armi

-Incontro pubblico-

Giovedì 10 aprile 2014, ore 17.15
Sala degli Affreschi, Biblioteca Comunale di Trento, Via Roma 55, TRENTO

Relatore sarà l’ing. Volker Jeschkeit, storico e autore di apprezzati volumi sulle fortificazioni austroungariche attorno a Trento. Si esaminerà il ruolo e l’impatto dei nuovi mezzi bellici introdotti nel primo conflitto mondiale; se aerei, carri armati, ordigni chimici non cambiarono le sorti della Grande Guerra, alcune di queste innovazioni risultarono decisive di lì a pochi decenni, portando alla Blitzkrieg e ad abbandonare, nella maggioranza dei casi, la guerra di posizione. L’incontro; organizzato dalla Biblioteca, dalla Scuola di Studi Internazionali dell’università e dall’Isodarco (scuola internazionale sul disarmo e la ricerca sui conflitti) sarà introdotto e moderato da Mirco Elena. Per informazioni e contatti: elena@science.unitn.it, cell. 340 76 888 72

elena@science.unitn.it, cell. 340 76 888 72

Forum trentino per la pace: il nuovo presidente è Pilati

– di Luca Zanin –

E’ Massimiliano Pilati – del Movimento Nonviolento del Trentino – il nuovo Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani. L’ha eletto oggi pomeriggio – con 44 voti su 57 – la nuova Assemblea dell’organismo, riunita per la prima volta dal Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, in un’affollata Sala Rosa a palazzo della Regione. E’ bastato dunque un solo scrutinio per centrare la maggioranza assoluta necessaria: 3 voti sono stati espressi per la Vicepresidente uscente Erica Mondini (Pace per Gerusalemme), 2 per Aboulcheir Breigeche (Comunità islamica), 1 per Fabio Pipinato (Atas) e per Daniela Fait (Gruppo immigrazione salute).

Pilati ha 41 anni, è dottore in agraria e lavora per l’Associazione agriturismo trentino. E’ responsabile provinciale del Movimento Nonviolento e fa parte del relativo consiglio nazionale.

Il nuovo Vicepresidente è la consigliera provinciale del Pd, Violetta Plotegher, eletta con 40 voti su 48.

– di Luca Zanin –

Riunita l’assemblea, la consigliera Violetta Plotegher è la vice

IL PRESIDENTE.
E’ Massimiliano Pilati – del Movimento Nonviolento del Trentino – il nuovo Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani. L’ha eletto oggi pomeriggio – con 44 voti su 57 – la nuova Assemblea dell’organismo, riunita per la prima volta dal Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, in un’affollata Sala Rosa a palazzo della Regione. E’ bastato dunque un solo scrutinio per centrare la maggioranza assoluta necessaria: 3 voti sono stati espressi per la Vicepresidente uscente Erica Mondini (Pace per Gerusalemme), 2 per Aboulcheir Breigeche (Comunità islamica), 1 per Fabio Pipinato (Atas) e per Daniela Fait (Gruppo immigrazione salute).
Pilati ha 41 anni, è dottore in agraria e lavora per l’Associazione agriturismo trentino. E’ responsabile provinciale del Movimento Nonviolento e fa parte del relativo consiglio nazionale.
Prima del voto Pilati si è presentato alla sala, ha spiegato di avere lavorato per due legislature nel Forum con soddisfazione. Ha citato Aldo Capitini, poi Michele Nardelli quando ha detto – al termine del proprio mandato di presidente – che “la cultura della pace viene considerata dalle nostre stesse istituzioni una tematica ancora del tutto marginale”. Pilati ha immaginato che si possa lavorare guardando non solo al mondo ma anche alla società trentina, e ha auspicato che il Forum possa produrre proposte e suggerimenti alle istituzioni.
Pilati ha proposto Plotegher per la vicepresidenza, prefigurando una sorta di presidenza congiunta nei fatti. E ha indicato come primo appuntamento importante del 2014 l’evento “Arena di Pace” a Verona, in calendario per il 25 aprile.

IL VICEPRESIDENTE.
Il nuovo Vicepresidente è la consigliera provinciale del Pd, Violetta Plotegher, eletta con 40 voti su 48.

IL CONSIGLIO PER LA PACE.
Il quadro degli organi statutari del Forum è stato infine completato con l’elezione dei 15 componenti del Consiglio per la pace e i diritti umani, che si affiancheranno ai membri di diritto (l’assessore Sara Ferrari su delega del Presidente della Provincia Rossi, il Presidente Dorigatti, i rappresentanti di Università di Trento e Iprase, i tre consiglieri provinciali eletti dall’aula, ossia Silvano Grisenti, Giacomo Bezzi e Violetta Plotegher). Gli eletti sono Alessio Less (12 voti), Alberto Robol (21), Paolo Zanella (37), Erica Mondini (33), Breigeche (29), Mirko Elena (24), Gianpiero Girardi (21), Andrea Cemin (21), Abdelali El Tahiri (21), Danila Buffoni (19), Micaela Bertoldi (18), Andrea La Malfa (18), Marta Villa (18), Katia Malatesta (15) e Maurizio Camin (15).

LA NUOVA ASSEMBLEA DEI 68.
Ad esprimere gli organi del Forum è stata l’assemblea che nasce con la XV legislatura provinciale ed è formata da ben 68 membri: ne fanno parte il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e l’assessore Sara Ferrari (su delega del Presidente della Provincia, Ugo Rossi) di diritto, per elezione i tre consiglieri provinciali scelti dall’aula (Silvano Grisenti, Giacomo Bezzi, Violetta Plotegher), poi una ricca messe di associazioni e rappresentazioni del mondo sociale e istituzionale trentino.

GLI INTERVENTI.
Dorigatti ha aperto i lavori riconoscendo al presidente uscente, Michele Nardelli, di avere svolto nell’ultimo quinquennio un lavoro ricco e intenso. Ed è seguito un applauso della sala.
“Ora occorre aprire una fase nuova – ha poi detto Dorigatti – che si caratterizzi per un rapporto più stretto tra il Forum e tutti i consiglieri provinciali. Solo per questa via si può rilanciare il ruolo di questo organismo e dargli nuovo slancio e riconoscimento, superando le riserve e le perplessità di quanti continuano a metterne in dubbio l’utilità. Il Forum è stato il prodotto di una visione politica lungimirante, dentro un’Europa percorsa da drammatici conflitti: ebbene, credo che questo valore vada salvaguardato. Siamo in una fase molto difficile di vita del Paese e della nostra terra, io credo che il Forum possa contribuire a superarla e a ricucire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Ha poi preso la parola la consigliera provinciale Violetta Plotegher, è stata lei a proporre all’assemblea di far passare un criterio nuovo per la presidenza del Forum: la scelta – che non maturò invece 5 anni fa, quando le opzioni furono Michele Nardelli e Franca Bazzanella – di un non consigliere provinciale. Plotegher ha ringraziato proprio le associazioni per il lavoro che svolgono dentro la società trentina per costruire.
Erica Mondini si è presa il compito di proporre ai votanti il nome di Pilati per la presidenza. L’attivista roveretana ha riassunto anche l’operato del Forum nell’ultimo mandato, rivendicando un approccio nuovo ai temi pacifisti, basato su un lavoro costante per ridare significato a parole finanche abusate.

L’ASSENZA DI EMOLUMENTI.
E’ il caso di ricordare che la legge istitutiva del Forum – la l.p. 11 del 1991 – non prevede indennità per il Presidente e gli altri vertici del Forum.

Il giornale online del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Cartolina da Verona

-dibattito-

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”.

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”, che si terrà da sabato 29 marzo a sabato 12 aprile presso l’atrio di Palazzo Trentini a Trento.

L’Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia.

Gli armamenti non sono una difesa da ciò che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita – il diritto al lavoro, alla casa e all’istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l’ambiente, l’aria, l’acqua, la legalità e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perché sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.

(dall’Appello di convocazione di “Arena di Pace e Disarmo”)

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Presentazione “Abbasso la guerra”


«Presenti al nostro tempo»

 (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”.

Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

Raccontano di un mare che lungo la storia ha intrecciato pensieri e saperi, costruendo identità feconde nel loro divenire e che si vorrebbero costringere in un presunto scontro di civiltà. Oppure di come siamo cambiati, smarrendo il senso della misura, abituandoci ad un mondo artificiale nel quale come scrisse Hannah Arendt siamo irritati “da tutto quel che (ci) è misteriosamente dato”, insieme vittime e carnefici di un delirio che ha portato l’umanità oltre il limite della sostenibilità. O, ancora, di un Novecento che – a dispetto del tempo – non ci siamo ancora messi alle spalle, incapaci di elaborarne le tragedie.

Come non vedere che quel mare è diventato un immenso cimitero di vite in fuga; che le magnifiche sorti progressive hanno prodotto modelli di sviluppo senza futuro se non la guerra di tutti contro tutti pur di non mettere in discussione i nostri stili di vita; che se non sappiamo imparare dalla storia non potremo che rimanerne prigionieri?

Nel far questo abbiamo messo da parte i rituali del pacifismo, scegliendo la strada della narrazione attraverso la poesia, il teatro, la musica, le testimonianze dirette, il viaggio. Ne è venuto un percorso profondo ed arricchente che ha coinvolto migliaia di persone, associazioni di volontariato, istituzioni di ricerca e museali, le comunità dei nuovi trentini… e così la pace è uscita dalla gabbia ideologica del “senza se e senza ma”, sapendo che la vita è incerta, che il mondo non si può dividere in maniera manichea fra il bene e il male, che i conflitti vanno abitati e fatti evolvere, non tagliati.

Come i lettori forse possono immaginare, questa diversa impronta di una pace che cerca di fare i conti con gli stereotipi culturali del Novecento, non è affatto scontata. Richiede una propria agenda di lavoro piuttosto che il rincorrere le emergenze. Pulizia di pensiero, piuttosto che appartenenze. La capacità di alzare lo sguardo per cercare di comprendere dove stiamo andando, invece degli anatemi.

Per questa ragione ho voluto titolare l’ampia relazione conclusiva (http://www.forumpace.it/) di cinque anni di lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani in questo modo: “Presenti al nostro tempo”. Essere “presenti al proprio tempo” significa sapersi interrogare di anno in anno sulle grandi questioni che investono il futuro dell’umanità, provando delle risposte tanto sul piano politico come nei nostri comportamenti individuali.

Se avrete il desiderio e la pazienza di leggerla, vi si traccia non solo un bilancio del voluminoso percorso realizzato, ma anche una riflessione su come le parole – pace e diritti umani – possano ancora comunicare un’idea di futuro senza cadere nella retorica buonista di una società senza conflitti e di una pace che non sa fare i conti con la natura umana e con quello che James Hillman – il padre della psicanalisi americana – ebbe a definire “un terribile amore per la guerra”.

Pace e diritti umani non sono argomenti per “anime belle”, che non sanno fare i conti con la concretezza dei problemi quotidiani. Dico queste cose perché ho avuto spesso, nel corso di questi cinque anni, la sensazione che la politica e le istituzioni guardassero al lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come qualcosa di astratto, inessenziale. Se così fosse, tanto varrebbe cancellare con un colpo di spugna la LP 11/91 che istituì più di vent’anni fa con voto pressoché unanime questa originale istituzione.

Personalmente rimango convinto che quella legge rappresenti una delle pagine più belle e feconde della nostra autonomia, nell’intuizione che la pace e i diritti umani devono diventare cultura condivisa di una comunità. E che per questo occorre formare, darsi strumenti di conoscenza, creare relazioni con altre storie e geografie, mettere in rete le istituzioni, valorizzare l’apporto della società civile. Credo dovremmo esserne orgogliosi.

Ho avuto in questo tempo la responsabilità di questa navigazione. E’ stata un’esperienza davvero stimolante della quale voglio ringraziare tutte le persone che insieme a me sono state protagoniste di questo viaggio. E’ stato diverso da quelli precedenti e spero che lo sguardo che ci siamo proposti rimanga come un piccolo patrimonio della nostra comunità.

 

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

(12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

– See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

Armi chimiche. Cosa sono, come si distruggono. Quali rischi per Gioia Tauro?

Incontro pubblico
Lunedì 10 febbraio 2014, ore 17.15 – Sala Affreschi, Biblioteca comunale di Trento, via Roma 55
Organizza: Isodarco in collaborazione con Cerpic, Unitn, Biblioteca comunale di Trento

Incontro pubblico
Lunedì 10 febbraio 2014, ore 17.15 – Sala Affreschi, Biblioteca comunale di Trento, via Roma 55
Organizza: Isodarco in collaborazione con Cerpic, Unitn, Biblioteca comunale di Trento

Interviene il prof. Antonio Palazzi (università di Bologna)
Introduce: dr. Mirco Elena (Isodarco)
Modera: prof. Paolo Foradori (Università  di Trento) 

Il conflitto in Siria ha riproposto la drammatica realtà delle armi chimiche, a quasi cento anni dal loro iniziale impiego nella prima guerra mondiale e dopo che nel 1993 un trattato internazionale le ha messe al bando. L’Italia ha un ruolo diretto nella distruzione completa dell’arsenale siriano, ospitando sul suo territorio il trasferimento degli ordigni chimici verso la nave americana incaricata di distruggerli.
Per meglio comprendere questi eventi, il dieci febbraio ad ore 17.15, presso la Biblioteca comunale di Trento, si terrà una conferenza pubblica divulgativa con il prof. Antonio Palazzi, dell’università di Bologna, dal titolo “Armi chimiche: cosa sono, dove sono, come si distruggono. Quali rischi per Gioia Tauro?”.

Organizzano FBK/Cerpic, Isodarco, Scuola di Studi Internazionali del locale ateneo, oltre alla Biblioteca di Trento.

Per informazioni: Mirco Elena (cell. 340 76 888 72; elena@science.unitn.it)

 

 

Povertà atomica


– Giorgia Stefani –

India e Pakistan come paesi dotati di armamenti atomici, sviluppati parallelamente a partire dagli anni Settanta in poi in un’area impoverita, con un’alta densità demografica e intensamente conflittuale.

E’ questo il tema della conferenza promossa da Isodarco (International School on Disarmamentand Research on Conflicts) e CeRPIC/FBK (Research Project on International Politics and Conflicts Resolution) organizzata presso la Biblioteca Comunale di Trento. Introducono l’incontro il fisico Mirco Elena di Isodarco e l’esperto di questioni internazionali Paolo Foradori dell’Università di Trento, che presentano l’intervento di Tariq Rauf coordinatore capo delle politiche di sicurezza e verifica dell’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

Giorgia Stefani –

India e Pakistan come paesi dotati di armamenti atomici, sviluppati parallelamente a partire dagli anni Settanta in poi in un’area impoverita, con un’alta densità demografica e intensamente conflittuale.

E’ questo il tema della conferenza promossa da Isodarco (International School on Disarmamentand Research on Conflicts) e CeRPIC/FBK (Research Project on International Politics and Conflicts Resolution) organizzata presso la Biblioteca Comunale di Trento. Introducono l’incontro il fisico Mirco Elena di Isodarco e l’esperto di questioni internazionali Paolo Foradori dell’Università di Trento, che presentano l’intervento di Tariq Rauf coordinatore capo delle politiche di sicurezza e verifica dell’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

Il professor Rauf, dopo un’introduzione al contesto dell’energia nucleare e il ruolo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha affrontato in profondità il quadro storico dell’area presa in esame, presentandone le vicende dai tempi dell’Indipendenza fino all’attualità. Due paesi con un passato comune, ma tra loro profondamente diversi, che percorrono negli anni successivi al 1947 due strade parallele che mirano a uno sviluppo autonomo. In questo contesto si inseriscono i programmi nucleare delle due nazioni asiatiche, alla costante ricerca di una supremazia militare. Il panorama del conflitto tra India e Pakistan risulta connesso principalmente a questioni territoriali, ma non per questo scollegato da tematiche etniche o religiose e da una scenario internazionale in continuo mutamento, dalla guerra fredda fino ai recenti attentati di Bombay. Sono stati presi in considerazione il Trattato di Non Proliferazione Nucleare che i due stati non hanno ratificato, i tentativi delle grandi potenze di fornire armi più convenzionali ad uno o all’altro paese, con l’intento di dissuadere i governi dei due stati a sviluppare ulteriormente l’armamento atomico.

La questione nucleare crea divisioni nell’opinione pubblica, tra i politici e gli scienziati coinvolti nei programmi atomici. A fronte di un entusiasmo popolare relativo ai “successi” dei test, mostrato chiaramente negli spezzoni del documentario proposto, (“Pakistan and India Under the Nuclear Shadow) si contrappongono i dubbi di scienziati e di alcuni politici coscienti dei rischi di un’eventuale escalation atomica.
La risposta alla domanda “Come e perché Pakistan e India hanno la Bomba?” risulta in conclusione chiara, anche se potrebbe dar vita ad un infinito dibattito: hanno “la Bomba” perché hanno avuto la possibilità di svilupparla – in un quadro di affermazione di identità e potenza – di fronte a una comunità internazionale che non ha dimostrato l’interesse o la volontà di opporvisi. La questione è forse un più ampia, come tutti i relatori non hanno fatto a meno di ricordare. Non vi è forse troppa ipocrisia attorno a questo tema da parte di paesi che sono ancora oggi in possesso di armamenti nucleari o ospitano, come l’Italia, le testate atomiche di potenze straniere, contravvenendo tra l’altro a trattati internazionali? L’effetto di deterrenza dei progetti nucleari, non ha forse confermato standard diversi di trattamento per paesi con programmi atomici attivi (Corea del Nord, Iran, Iraq, Libia ecc…)?

Sembra quasi paradossale che nel 2014 a quasi settant’anni di distanza dalle esplosioni di Nagasaki e Hiroshima, serva ancora riflettere sull’effettiva necessità di sviluppare un’arma che si è mostrata in tutto il suo potenziale di distruzione. Pare proprio che la storia non riesca a insegnarci nulla.

Isodarco
CeRPIC/FBK

Povertà atomica. Come e perchè Pakistan e India hanno la Bomba

Incontro pubblico
Venerdì 10 gennaio 2014, ore 17.15 – Sala Affreschi, Biblioteca comunale, via Roma 55 (Trento)
Organizza: Isodarco ,  FBK, Biblioteca comunale di Trento

Incontro pubblico
Venerdì 10 gennaio 2014, ore 17.15 – Sala Affreschi, Biblioteca comunale, via Roma 55 (Trento)
Organizza: Isodarco, FBK, Biblioteca comunale di Trento

La proliferazione delle armi di distruzione di massa rappresenta un grave  rischio per l’umanità, in particolare nel caso delle armi nucleari.
Per 
discutere dei problemi legati al controllo di tali ordigni, si svolge dall’otto al quindici gennaio ad Andalo il XXVII corso invernale della Scuola internazionale sul disarmo e la ricerca sui conflitti (ISODARCO).

Anche paesi impoveriti si sono dotati di armamenti atomici; è il caso di  Pakistan, India, Corea del Nord. Altri stanno cercando di produrli.Per trattare di questi temi, avvalendosi della disponibilità di alcuni dei relatori Isodarco, è stata organizzata per il 10 gennaio prossimo ad ore 17.15presso la Sala degli affreschi della Biblioteca comunale, in via Roma 55 a Trento, una conferenza pubblica dal titolo “Povertà atomica: come e perché Pakistan e India hanno la Bomba“.
Parteciperanno i professori Matthew 
Evangelista, dell’università americana di Cornell e il professore pakistano, e già generale dell’esercito, Feroz Hassan Khan, uno dei principali attori della politica atomica del suo paese.

Introdurranno i lavori brevi interventi del fisico Mirco Elena e dell’esperto di questioni internazionali Paolo Foradori, dell’università di Trento.

Nel corso dell’incontro, organizzato dalla Biblioteca, dal Centro di ricerca sulla pace dell’FBK, oltre che da ISODARCO, verranno proiettati spezzoni di documentari che illustrano l’entusiastica reazione popolare allo sviluppo di armamenti nucleari da parte dei governi di Pakistan e India e verrà presentato il libro Eating grass: the making of the pakistani bomb, di F.H. Khan.

Per ulteriori informazioni
dott. Mirco Elena –  
elena@science.unitn.it cell. 340 76 888 72

Abbasso la guerra

Mostra fotografica e documentaria
Dal 9 dicembre al 21 dicembre 2013 – Palazzo Trentini, via Manci 27 (Trento)
Organizza: Francesco Pugliese in collaborazione con il Forum trentino pace e diritti umani

Mostra fotografica e documentaria
Dal 9 dicembre al 21 dicembre 2013 – Palazzo Trentini, via Manci 27 (Trento)
Organizza: Francesco Pugliese in collaborazione con il Forum trentino pace e diritti umani

Persone e movimenti per la pace dall’800 ad oggi

 La Mostra, curata da Francesco Pugliese, mira a:

sostenere la memoria storica dell’opposizione e degli oppositori alla guerra (“pazzia bestialissima”, Leonardo);
sensibilizzare sui temi della pace e della educazione alla pace, per un sapere e una scuola impegnati per la pace;
sostenere la diffusione di coscienze e pratiche pacifiste e nonviolente a tutti i livelli;
riflettere sul principio del ripudio della guerra scolpito nell’art. 11 della Costituzione italiana e sulla Carta delle Nazioni Unite;
riaffermare le finalità di pace del processo di costruzione europea proprio quando si avvicina il centenario della inutile strage (Benedetto XV)

Si colloca nel momento in cui ci si prepara al centenario della prima guerra mondiale e può dare un contributo a sostegno del pensiero europeista e alla riflessione sulla importanza del processo di integrazione europeo che ha proprio nella pace motivazione e finalità centrali. Proprio quando folate di antieuropeismo percorrono preoccupanti il vecchio continente e si avvertono sintomi di smarrimento delle finalità del processo di unificazione, processo invocato già dal pacifismo al Congresso di Parigi nel 1849 presieduto da V. Hugo. E proprio quando il sogno dell’Onu di “salvare le future generazioni dal flagello della guerra” attraversa uno dei suoi momenti più critici.

La Mostra ha il patrocinio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, l’adesione della Fondazione Museo Storico del Trentino, dell’Istituto di istruzione superiore don Milani di Rovereto, del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Si compone di 30 pannelli di cm. 70×100; ha una struttura e contenuti divulgativi ed è rivolta in particolare alle scuole: può essere strumento di conoscenza e didattico per discussioni, approfondimenti, ricerche, sensibilizzazione.

Dopo l’anteprima di Trento dal 18 al 25 aprile scorsi, dal 13 al 17 maggio è stata esposta all’Istituto di istruzione don Milani, dal 20 maggio al 2 giugno 2013 al Centro di Educazione alla Pace di Rovereto, dal 22 giugno al 16 agosto al Centro di Documentazione di Luserna, dal 18 al 26 agosto a Cavalese, dal 25 settembre al 2 ottobre presso il Liceo Filzi di Rovereto, dal 4 all’11 ottobre presso la Biblioteca del Comune di Ospitaletto (BS). Quindi in 4 Istituti superiori di Brescia e dal 29 novembre al 6 dicembre u.s. presso il Municipio di Tassullo (TN)

Altre sedi e scuole in Trentino sono in programma nei prossimi mesi e poi in altre città e regioni.