Creatività & Lavoro

Incontro pubblico
Sabato 6 ottobre 2012, ore 9.00-12.00 – palazzo Geremia, sala Falconetto, via Belenzani 10 (Trento)
Organizza: assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune

L’assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune in collaborazione con il Tavolo dell’occupazione e occupabilità di Trento invitano all’incontro “Creatività & Lavoro: come passare da un’idea ad un progetto”. Incontro per donne che sognano di lavorare in proprio. Cercare lavoro in questo periodo può essere un ‘esperienza molto frustrante; l’iniziativa si propone di dare input alle donne disoccupate sul fronte dell’imprenditoria. Portare esempi e testimonianze di donne che hanno saputo trasformare sogni nel cassetto e creatività in attività lavorative capaci di sostenersi. Informazioni: erika_concer@comune.trento.it

Quando le altre eravamo noi. Balie e badanti

Venerdì 21 settembre, ore 17.00 – Bolzano, biblioteca della donna, piazza Parrocchia 16

Organizza:

Il Centro Documentazione e Informazione della Donna di Bolzano

 

 

 

Il Centro Documentazione e Informazione della Donna di Bolzano vi invita alla inaugurazione della mostra fotografica dal titolo “Quando le altre eravamo noi. Balie e badanti” a cura di A. Logni e M. Tognetti.

Scarica la locandina.

Agnes Heller a Trento

Sabato 1 settembre 2012, ore 18.00 – Trento, Grand Hotel Trento, Sala Madruzzo

La più importante filosofa della nostra storia a Trento per presentare il libro scritto insieme a Francesco Comina e Luca Bizzarri: “I miei occhi hanno visto” (ed. Il Margine)

La grande filosofa ungherese, Agnes Heller, una delle più importanti e autorevoli voci del pensiero contemporaneo sarà a Trento sabato 1 settembre alle ore 18 nella sala Madruzzo del Grand Hotel, per presentare in anteprima assoluta il libro “I miei occhi hanno visto” (collana Vivavoce).  La Heller inizia così un lungo tour attraverso l’Italia che la porterà a Merano il 2 e 3 settembre, a Verona il 4, a Lucca e Pistoia il 5, a Firenze il 6, a Città di Castello il 7 e l’8, a Fano il 9 e il 10 a Bologna.

Il volume è frutto di un’intensa conversazione fra la Heller, Francesco Comina e Luca Bizzarri, che si è svolta a Verona nel corso di un soggiorno di quattro giorni durante il quale si sono affrontati tutti i temi più importanti del secolo passato e dei giorni nostri e che hanno visto la Heller protagonista e testimone autorevole. Da marxista a liberal-democratica, dissidente ed esiliata, la Heller affronta la sua straordinaria avventura attraverso il secolo dei totalitarismi e delle utopie.

Il padre, anarchico e scrittore. La vita nel ghetto. L’evento malefico e sovrastorico di Auschwitz. Il cratere di Hiroshima. Il maestro indimenticato, György Lukács. La scuola di Budapest. La teoria dei bisogni nella società insoddisfatta. E poi l’abbandono dell’Ungheria nel 1978, l’Australia e New York. Gli aneddoti con gli amici di una vita, da Deridda ad Habermas, da Rorty a Kolakowski, da Fromm ad Adorno. E dopo la caduta del Muro e la fine del comunismo, il ritorno a Budapest, cuore inquieto dell’Europa, attraversato da sussulti neonazionalisti.

Il libro inizia con un canto all’Italia, Paese dove la Heller, maturò la sua libertà di pensiero: «Fu il mio primo viaggio in Occidente. Nelle vie, nelle chiese, nelle case, nei palazzi di Firenze ho incontrato un sogno, o meglio, ho incontrato il mio sogno di un mondo adeguato all’uomo». Così Ágnes Heller, nata in una famiglia ebrea di Budapest nel 1929, ricorda il suo primo viaggio in Italia e questo rappresenta il momento iniziale a partire dal quale si dipana la storia di una donna le cui vicende personali hanno segnato nel bene e nel male l’incedere di un secolo, il Novecento».

 

AGNES HELLER (Budapest 1929)
Filosofa ungherese, nata nel 1929, Agnes Heller è uno dei più autorevoli interpreti della complessità filosofica e storica della modernità. Sfuggita adolescente alle deportazioni naziste, diviene allieva e amica del filosofo György Lukács, e ne condivide i tormentati rapporti con il partito comunista successivo alla rivolta del ’56. Durante il regime di Kádár, Heller viene progressivamente privata della possibilità di insegnare, di viaggiare all’estero e di pubblicare i suoi libri. Le vicende della “Scuola di Budapest” (composta anche, tra gli altri, da Mihály Vajda e György Márkus) vengono rese note all’opinione pubblica occidentale dalla lettera di Lukács al Times Literary Supplement del 1973. Nel ’77 Heller lascia infine l’Ungheria per l’Australia, e quindi per New York, ove insegna tutt’ora presso la New School. A seguito della caduta del Muro, Heller ha fatto ritorno in Ungheria, pur non rinunciando al suo insegnamento in America.
Il pensiero di Heller si inserisce in un primo tempo nella linea di interpretazione lukacsiana del pensiero di Marx, analizzandone il nesso tra bisogni e valori. In seguito al trasferimento in Occidente, la filosofa ungherese concepisce tre grandi progetti: una filosofia della Storia, una teoria dei Sentimenti e una teoria della Morale. In tal modo, essa si iscrive all’interno del dibattito etico-politico contemporaneo: dalla discussione sulle contemporanee teorie di giustizia all’analisi storica della posizione degli Stati dell’Est europeo; dall’interpretazione della posizione sociale e morale dell’individuo nel mondo post-moderno, alla teoria del bello artistico e in particolar modo letterario (Shakespeare).
La filosofia di Heller si presenta, nella sua straordinaria varietà, come una ricerca intorno a un nucleo fondamentale: la ricchezza dell’uomo, del suo sentire, del suo produrre e soprattutto del suo agire politico e morale, delle sue modalità e condizioni di perfezionamento, verso l’incarnazione utopica contemporanea di quell’ideale di uomo ricco in bisogni, produttore di bellezza artistica, bontà pratica e giustizia politica.

Le donne in piazza Tahrir

Ruolo e partecipazione delle giovani donne nelle sollevazioni arabe

Cairo, Damasco, Tunisi. In queste città protagoniste dei movimenti rivoluzionari della Primavera Araba hanno giocato un ruolo centrale le giovani generazioni. In particolare, le donne oltre l’attiva partecipazione nelle mobilitazioni di piazza, sono riuscite a ritagliarsi anche una posizione di leadership.
Quali saranno le fasi successive, i traguardi, le interpretazioni della vita pubblica è tutto da vedere, ma intanto queste manifestazioni danno un segnale molto preciso: le popolazioni dei paesi arabi non sono più disposte a sopportare le condizioni economiche, politiche e sociali in cui vivevano da anni.

Ruolo e partecipazione delle giovani donne nelle sollevazioni arabe

Cairo, Damasco, Tunisi. In queste città protagoniste dei movimenti rivoluzionari della Primavera Araba hanno giocato un ruolo centrale le giovani generazioni. In particolare, le donne oltre l’attiva partecipazione nelle mobilitazioni di piazza, sono riuscite a ritagliarsi anche una posizione di leadership.
Quali saranno le fasi successive, i traguardi, le interpretazioni della vita pubblica è tutto da vedere, ma intanto queste manifestazioni danno un segnale molto preciso: le popolazioni dei paesi arabi non sono più disposte a sopportare le condizioni economiche, politiche e sociali in cui vivevano da anni.

PROGRAMMA:

ore 17.30 – Ombre sulla primavera
Testimonianza di Aboulkeir Breigheche – Comitato Siriani per la Libertà – Italia
ore 18.00 – Le donne di piazza Tahrir

insieme a Asmae Dachan, Manar El-sayed, Ouejdane Mejri

ore 19.30 – Intermezzo artistico Il racconto dei due fiumi
Interpreti: Francesca Sordon (chitarra), Helmi Mhadhbi (liuto), Lassaad Metoui (calligrafia araba), Michela Embriaco (voce)

Rinfresco a cura del Comitato Siriani per la Libertà – Italia

Iniziativa a Cura di Adel Jabbar.

Scarica la locandina.