Tra sradicamenti e accoglienze: sguardi riflessi delle donne immigrate

Incontro a Rovereto con Melita Richter

Continuano gli appuntamenti di Oriente Occidente costruiti in collaborazione con il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Sabato 10 settembre alle ore 11.00, all’interno della sezione linguaggi, Melita Richter parlerà di donne, di donne migranti che si prendono cura dei nostri figli e dei nostri anziani, che si sostituiscono ad un welfare state non più in grado di interagire con le trasformazioni sociali. Su queste donne si riversano le contraddizioni del nostro tempo e della nostra società. A Rovereto, sala conferenze del MART.

Incontro a Rovereto con Melita Richter

Continuano gli appuntamenti di Oriente Occidente costruiti in collaborazione con il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Sabato 10 settembre alle ore 11.00, all’interno della sezione linguaggi, Melita Richter parlerà di donne, di donne migranti che si prendono cura dei nostri figli e dei nostri anziani, che si sostituiscono ad un welfare state non più in grado di interagire con le trasformazioni sociali. Su queste donne si riversano le contraddizioni del nostro tempo e della nostra società. A Rovereto, sala conferenze del MART.

Siamo abituati alla loro presenza silenziosa. Poco appariscenti, mai al centro di episodi di cronaca eppure non c’è italiano che non ne abbia incrociata una. Parliamo delle numerose donne dell’Est europeo impiegate nell’ambito della cura. Le chiamiamo badanti ma in realtà sono protagoniste di un importante fenomeno migratorio e osservatori privilegiato per guardare, con ottiche diverse, all’Italia, alle sue dinamiche famigliari, ai rapporti relazionali con lo straniero. Ma anche per affrontare temi come la vecchiaia nella nostra società, i meccanismi di emarginazione ed espulsione delle donne dal sistema economico, la lontananza dai propri familiari, la solitudine, i diritti. Sono testimoni silenziose che però hanno cominciato a rapportarsi con una nuova lingua, a scolarizzarsi e a porre persino i primi semi di quella che si annuncia come una letteratura nascente, quella della migrazione.

Ascolteremo testimonianze dirette delle protagoniste della migrazione femminile, donne dell’Est europeo impiegate nell’ambito della cura. Nella loro narrazione si tratteggia un identikit dell’Italia riflessa in uno specchio opaco e poco visibile agli occhi dei nativi: molte le considerazioni che potranno emergere sulla famiglia italiana e sui rapporti relazionali con lo straniero, ma anche su quelli inter-familiari, in modo particolare verso le persone anziane. Ma i dialoghi con le donne immigrate rivelano anche una forte criticità verso i meccanismi di emarginazione ed espulsione delle donne dall’meccanismo economico del paese di origine.

Con Melita Richter rifletteremo sulla scissione dei sentimenti verso i propri familiari, su assenze e solitudini, sulle nostalgie, sulle nuove sorellanze in condizioni di esclusione da ogni partecipazione nel discorso pubblico e/o politico, e sulla valorizzazione della nuova condizione sociale, sull’autonomia acquisita (o perduta), sui diritti, sulla progettualità. Il contributo si inserisce in un discorso più ampio dell’integrazione delle migranti in un nuovo contesto culturale e sociale che prevede anche un’analisi del rapporto con la nuova lingua, con i nuovi patern culturali, con l’aspetto del riconoscimento (di solito mancato) della scolarizzaizone e delle qualifiche professionali. Un’immersione nel concetto stesso di cittadinanza, tra smottamenti identitari e forme di partecipazione al discorso pubblico attraverso l’espressione letteraria (la nascente “nuova letteratura” o” letteratura della migrazione”).

Melita Richter è nata a Zagabria, Croazia, Jugoslavia. Ha collaborato a riviste specializzate e culturali in patria, in Italia e all’estero. Dal 1980 vive a Trieste dove lavora come sociologa, traduttrice, saggista, mediatrice culturale ed è professoressa a contratto presso l’Università di Trieste; è autrice di numerose ricerche sociologiche, partecipa attivamente al dibattito internazionale sulla questione balcanica, sull’integrazione europea e sulla posizione della donna nella società contemporanea. Ha scritto e curato varie pubblicazioni: Conflittualità balcanica, integrazione europea, L’Altra Serbia, gli intellettuali e la guerra, Le guerre cominciano a primavera. Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo, Percorsi interculturali. Esperienze di mediazione culturale a Trieste. Inoltre è co-fondatrice dell’Associazione dei mediatori culturali Interethnos, del Coordinamento delle Associazioni e delle Comunità degli Immigrati della provincia di Trieste – CACIT e della Casa internazionale delle donne a Trieste. Sempre per le edizioni CACIT promuove la collana di scrittura migrante.