Ue: in arrivo il fiscal compact

Il fiscal compact, che porta molto chiaramente il sigillo di Berlino, entrerà in vigore a partire dal Primo gennaio 2013.

Un preambolo di quasi tre pagine e sedici articoli sotto sei Titoli. Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha consegnato ai leader europei la bozza europea scritta sulla base dei propositi e degli accordi raggiunti al vertice del 9 dicembre scorso. Il fiscal compact, che porta molto chiaramente il sigillo di Berlino, entrerà in vigore a partire dal Primo gennaio 2013: sarà necessaria la ratifica dei dodici paesi dell’Eurogruppo, ma il trattato rimane aperto anche ai paesi fuori dalla moneta unica, qualora volessero aderire alle più stringenti e unitarie regole in materia di politica economica, fiscale e di governance europea. Una porta aperta che guarda soprattuto a Londra, protagonista – il 9 dicembre scorso – del gran rifiuto.

Nel preambolo vengono riassunte le necessità e le paure per una sempre più incombente instabilità dell’area euro: le politiche economiche dei singoli paesi membri sono un affare di tutti, una questione che coinvolge l’Unione nel suo insieme; così come la crescita economica rimane l’obiettivo finale e fondamentale per rimanere in carreggiata. Il mostro da combattere che potrebbe travolgere la stabilità dell’area euro si chiama deficit: l’asticella rimane fissa al 3 percento. Il debito pubblico non dovrà sforare invece il 60 per cento del prodotto interno lordo.

Le misure che verranno adottate hanno lo scopo di raggiungere una disciplina di budget condivisa, un accentuato coordinamento delle politiche economiche e una concreta governance dell’area euro. Le nuove regole devono essere recepite dagli stati nazionali entro un anno con legge ordinaria, preferibilmente con legge di rango costituzionale (viene meno quindi l’obbligatorietà di inserire il pareggio di bilancio in Costituzione come era stato previsto in un primo momento).
Per un miglior coordinamento, inoltre, “le parti contraenti” dovranno proporre ex ante il piano di emissione del debito pubblico alla Commissione e al Consiglio.
Saltano le sanzioni automatiche e viene ridimensionato anche il ruolo della Corte di Giustizia europea nel giudicare i paesi “poco virtuosi”.

Una novità per la governance è rappresentata dall’Eurosummit: i leader europei dovranno incontrarsi almeno due volte l’anno per discutere di strategie comuni. I vertici dovranno essere preparati con la collaborazione del presidente della Commissione e del Consiglio e il presidente della Bce dovrà essere invitato ad assistervi. L’Eurosummit avrà una presidenza, scelta a maggioranza semplice, e la durata in carica è comparata a quella della presidenza del Consiglio europeo.

 

fonte: Articolo di Nicola Sessa pubblicato l’11 gennaio 2012 sul sito di E-il mensile.