UK: Occupy London giorno 100

Il movimento di Occupy London, parte della campagna globale che rivendica giustizia economica e sociale ed una ‘real democracy’, oggi celebra 100 giorni.

Il movimento di Occupy London, parte della campagna globale che rivendica giustizia economica e sociale ed una ‘real democracy’, oggi celebra 100 giorni dall’inizio dell’accampamento nel piazzale di St Paul’s Cathedral, cominciato il 15 ottobre scorso. Dopo aver resistito, contro ogni previsione, ai mesi più freddi dell’inverno londinese e ai ripetuti tentativi di sgombero minacciati dalle autorità della capitale, a cento giorni dall’inizio il movimento appare consolidato, cresciuto e più strutturato di prima.

Neppure la sentenza della Corte di Giustizia londinese ha fatto vacillare gli attivistiche: mercoledì scorso la Corte aveva deciso lo sfratto della tendopoli mediante un provvedimento che diventerà esecutivo il prossimo venerdì, salvo impugnazione da parte dei rappresentanti di Occupy London dinnanzi alla corte d’appello. “Nel caso dello sgombero, per quanto ingiustificato, non opporrei resistenza, ma cercherei il dialogo e nella peggiore delle ipotesi proporrei una location alternativa”, ha commentato uno degli attivisti, esponendo una posizione che sembra condivisa da molti.

Mentre l’occhio della stampa internazionale sarà puntato sugli indignados londinesi, le ultime 48 ore hanno invece catalizzato l’attenzione delle autorità della capitale a seguito del tentativo d’occupazione della Roman House, un edificio nel centro di Barbican che fino a non molto tempo fa era stata la sede di grosse compagnie dell’industria finanziaria.

L’occupazione, avvenuta lo scorso sabato, non ha tuttavia proseguito per motivi di pubblica sicurezza: lo stabile era disabitato da tempo e in via di ristrutturazione. Simbolicamente, il messaggio ha comunque raggiunto il destinatario: la City of London Corporation, l’organo amministrativo della municipalità di Londra, a cui i protesters chiedevano da mesi, invano, la pubblicazione del cosiddetto ‘City’s Cash’, ovvero il dossier top-secret dei conti economici e finanziari della città.

L’edificio sarebbe stato il quinto presidio dall’inizio della protesta. Oltre all’area circostante la cattedrale di St. Paul, infatti, Occupy London conta anche la piazza di Finsbury Square, in procinto di essere trasformata in un eco-villaggio; la cosiddetta Banca delle Idee, che in passato ospitava gli uffici della banca di investimenti svizzera UBS ed infine la Occupy Justice, un tempo Corte della magistratura di Old Street.

Dopo cento giorni dall’inizio dell’accampamento di St.Pauls, ai protestanti ne restano ora cinque per difendere, ancora una volta, il diritto di restare. E l’ottimismo non manca, come ha fatto intendere uno dei sostenitori. “Il movimento continuerà, qui o altrove. Com’è stato in oltre 3000 città del mondo. Pacificamente”.

 

fonte: Articolo di Carlotta Comparetti pubblicato il 23 gennaio 2012 sul sito di E-il mensile.