Verso la Perugia Assisi

– Movimento Nonviolento * –
 
Verso la Perugia Assisi

Il Movimento Nonviolento ha posto sette domande sui temi della Pace e della Nonviolenza a Michele Nardelli, presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’intervista che conduce ad una riflessione sul significato della parola Pace a cinquant’anni dalla prima Marcia Perugia-Assisi.

– Movimento Nonviolento * –
 
Verso la Perugia Assisi

Il Movimento Nonviolento ha posto sette domande sui temi della Pace e della Nonviolenza a Michele Nardelli, presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’intervista che conduce ad una riflessione sul significato della parola Pace a cinquant’anni dalla prima Marcia Perugia-Assisi.

 

“La nonviolenza e’ in cammino”: Quale e’ stato il significato piu’ rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

– Michele Nardelli: Quello di aver cercato di tener vivo il pensiero di Aldo Capitini, anche quando nel movimento per la pace prevalevano altre culture. Dobbiamo dirci al tempo stesso che la nonviolenza non ha avuto grande cittadinanza politica, rimanendo confinata nella testimonianza di pochi. E che la pace, cosi’ come talvolta anche la marcia Perugia Assisi, e’ stata spesso banalizzata in una melassa che non indaga la guerra, le sue cause come i suoi lati inconfessabili. Se non prendiamo atto che la guerra e’ la normalita’, continueremo a parlare della pace dell’ingenuita’, come la definisce James Hillman “dell’ignoranza travestita da innocenza”.

“La nonviolenza e’ in cammino”: E cosa caratterizzera’ maggiormente la marcia che si terra’ il 25 settembre di quest’anno?

– Michele Nardelli: Mi piacerebbe che in occasione del cinquantenario, il pensiero di Capitini emergesse in tutta la sua complessita’, anche se temo che cosi’ non sara’. Proprio a partire da questo “pensiero senza cittadinanza”, avrei voluto che la marcia del cinquantenario fosse dedicata all’Europa e al Mediterraneo, l’Europa come soggetto politico che non c’e’ e il Mediterraneo come luogo al centro di quel che qualcuno ha definito “scontro di civilta’”. Ricordandosi magari che quest’anno e’ anche il settantesimo anniversario del Manifesto di Ventotene, di quel federalismo europeo pensato in piena seconda guerra mondiale come proposta di pace. Lo avevo anche proposto alla Tavola della Pace ben prima che la primavera araba ridisegnasse il Mediterraneo, ma si e’ preferito guardare altrove. A proposito di tabu’, spero almeno che il tema del taglio delle spese militari e degli F35 trovi nella marcia la forza di parlare ad una politica che invece se ne sta zitta, come se Finmeccanica fosse intoccabile.

“La nonviolenza e’ in cammino”: Quale e’ lo “stato dell’arte” della nonviolenza oggi in Italia?

– Michele Nardelli: Come dicevo, confinata nella testimonianza di pochi. Eppure, nella ricerca che penso ineludibile di nuovi paradigmi per leggere questo tempo la nonviolenza e’ una delle poche cose che il Novecento ci ha consegnato che ancora puo’ rappresentare un’utile chiave di lettura e comportamento.

“La nonviolenza e’ in cammino”: Quale ruolo puo’ svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

– Michele Nardelli: Quello di rompere il muro che li circonda, mettendosi in gioco, abitando i conflitti e le contraddizioni, dialogando con tutti e soprattutto con i luoghi che con le pratiche della pace apparentemente non hanno nulla a che fare. Insomma, evitare di essere relegati al ruolo dei “testimoni” della nonviolenza.

“La nonviolenza e’ in cammino”: Quali i fatti piu’ significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

– Michele Nardelli: Quel che sta avvenendo nel Mediterraneo ha un grande valore. Una primavera fatta da giovani donne e uomini, colti e che per comunicare usano internet, senza alcuno dei logori simboli del Novecento, che non chiedono pane ma dignita’. Che tutto questo avvenga – nonostante la repressione dei regimi – in maniera nonviolenta (la Libia e’ tutta un’altra storia) e’ un fatto davvero straordinario.

“La nonviolenza e’ in cammino”: Su quali iniziative concentrare maggiormente l’impegno nei prossimi mesi?

– Michele Nardelli: Una cosa di metodo ed una di merito. Quella di metodo, evitare di rincorre gli avvenimenti. Come Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani il primo ottobre dello scorso anno abbiamo dato il via ad un percorso sulla “Cittadinanza euromediterranea”, articolato in quattro itinerari dedicati alla storia, ai saperi, ai pensieri e alle geografie. Piu’ di cento iniziative, con l’obiettivo di guardare le cose sotto un’angolazione diversa e di dialogare con le realta’ piu’ improbabili. Un’esperienza davvero interessante che ha fatto si’ che fossimo sulla notizia senza affanno, un piccolo esempio di come la pace debba darsi una propria agenda di lavoro che non sia la lettura quotidiana dei giornali o il rincorrere le emergenze. Quella di merito, fra le altre possibili. Dopo mezzo secolo di occupazione perche’ non dar vita ad una piattaforma che guardi all’Afghanistan del 2014? Dopo tutti i disastri compiuti, una sorta di risarcimento che dia voce alla societa’ civile afgana affinche’ il futuro di questo paese non sia nella mani dei signori della guerra.

“La nonviolenza e’ in cammino”: Se una persona del tutto ignara le chiedesse “Cosa e’ la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?”, cosa risponderebbe?

– Michele Nardelli: Cos’e’ la nonviolenza? Coerenza di mezzi e fini. Come accostarsi ad essa? Essere consapevoli che la coerenza non esiste se non come ricerca e tensione individuale.

[Michele Nardelli lavora nella ricerca-azione sui temi della mondialita’, della cooperazione internazionale e dell’elaborazione dei conflitti. All’impegno politico lungo i sentieri originali dell’agire locale e del pensare globale, s’intrecciano le prime esperienze di cooperazione di comunita’. Viaggiatore inquieto dell’Europa di mezzo, e’ fra i fondatori di Osservatorio Balcani e Caucaso. Dal novembre 2008 e’ consigliere regionale del Trentino Alto Adige – Sud Tirolo e consigliere della Provincia Autonoma di Trento. Dal 2009 e’ presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, istituzione incardinata sul Consiglio Provinciale che rappresenta ottanta realta’ associative ed istituzionali che si occupano di pace e diritti umani. Con Mauro Cereghini e’ autore di Darsi il tempo. Idee e pratiche per un’altra cooperazione internazionale, Emi, 2008]

 

* intervista tratta dal sito nonviolenti.org