Zingari e discriminazione

In Italia i rom sono ancora troppo spesso vittime di episodi di intolleranza e discriminazione. Ma non sono loro il problema.

Quello che è accaduto a Torino è un chiaro esempio di come tutto ciò che crediamo di sapere non è sempre vero. La realtà la conosciamo solo attraverso una lettura superficiale in cui è il pregiudizio a farla da padrone. Il pogrom di Torino è un esempio. E’ stato il pregiudizio a muovere tutto.
1) Una ragazza dice per motivi che non mi interessano, di essere stata violentata. Da chi? Certo la ragazza avrà cercato di trovare uno stupratore plausibile. E qual è, stando al pregiudizio popolare, il tipico violentatore? Lo zingaro.
2) Ogni giorno i nostri diritti sono calpestati (scuola, cultura, abitazione, lavoro, sanità, pensioni), ma ribellarsi al potere che ci massacra non è semplice. Meglio cercare un nemico più facile da battere e che compatti l’opinione pubblica. Un mostro, un lupo mannaro. E qual è, stando al pregiudizio popolare, il tipico mostro? Lo zingaro. E allora, via, andiamo a dare fuoco al campo rom.
Lo zingaro unisce tutti. Non c’è bisogno di dimostrare niente: lo zingaro è responsabile sulla fiducia. A prescindere.
Mi viene da pensare a quante campagne elettorali si sono vinte agitando al primo punto del proprio programma elettorale la “risoluzione del problema zingari”. E’ risaputo che affrontare problemi quali la scuola o la salute o il lavoro per vincere le elezioni, non è conveniente. E allora, quando siamo a corto di idee, va bene agitare lo spettro degli zingari. In questo modo ognuno può sentirsi parte attiva perché tutti abbiamo a portata di mano la soluzione giusta al “problema zingari”. Teorie più o meno strampalate da spiegare e sventolare in faccia a quei “buonisti” degli studiosi o dei docenti universitari o dei volontari dell’Arci o di Sant’Egidio o della Caritas o di altre associazioni.
Gli zingari sono meravigliosi perché permettono a tutti di non sentirsi, almeno una volta nella vita, l’ultima ruota del carro. E così a Torino un gruppo di persone si sono sentite nel giusto organizzando un pogrom per eliminare “il problema zingari”.
Non sono gli zingari il problema: sono gli zingari ad avere un problema. E’ diverso. Sono loro a vivere sotto un ponte o in orrende baracche. Ma i tanti benpensanti obietteranno che sono loro a non voler lavorare e a non voler prendere una casa in affitto come tutti. A costoro e a me stesso, chiedo se assumeremmo mai uno zingaro nel nostro negozio. Anche se ci facesse una buona impressione, assumeremmo mai uno zingaro? Daremmo mai in affitto i nostri appartamenti a una famiglia di zingari? Questa è la realtà e con questa realtà i rom devono far i conti.
Si potrebbero fare una infinità di esempi, ma mi limiterò solo a questo:
gli zingari, stando a una voce diffusa, sono nomadi.
Un paio di anni fa in una grande città del nord Italia si decise di dare le roulotte ai nomadi. Il cittadino di quella città, seppure stanco degli zingari, si sentì a posto con la coscienza perché: “Va be’, sono nomadi, diamogli una roulotte. Facciamo la nostra buona azione.” Attraverso i giornali, il nostro bravo cittadino venne a sapere che le roulotte erano arrivate e che tutti i nomadi avevano avuto una sistemazione civile. “Bene” pensò, “un problema in meno”.
Un mese dopo però un fotografo passò vicino al campo nomadi dove erano arrivate le roulotte e scattò la fotografia sopra riportata:

Il nostro cittadino immediatamente si sentì preso in giro: “Come?! Questi zingari sono davvero incivili. Allora è vero che sono loro a non volersi integrare. Ma come, noi gli diamo le roulotte e loro le riducono in questo modo, dopo appena un mese?!” Il cittadino aveva ragione a lamentarsi.
Peccato però che a questa storia manca un anello fondamentale. Quella roulotte era arrivata già così al campo nomadi. La roulotte in questione, era una di quelle che, a suo tempo, furono date ai terremotati dell’irpinia. Aveva diversi lustri alle spalle. E’ questo il welfare italiano?
Certo sui furti che commettono alcuni rom siamo molto bene informati, un po’ meno su ciò che sono quotidianamente costretti a subire.
In molti campi nomadi si vive con tre bagni per trecento persone e se si prova a costruirne uno, si è accusati, come fece in mia presenza un consigliere comunale di Udine, di abuso edilizio.
A Ponticelli i rom vivono in baracche con tetti di eternit e senza acqua, e corrente elettrica.
– In diversi comuni è una rete metallica a separare i campi nomadi ufficiali dalle discariche. – In un campo rom, costruito sopra un’ex-discarica di rifiuti, sei bambini su otto, nati negli ultimi due anni, presentano gravi patologie dalla nascita. C’è un legame tra questi due dati? A questo quesito stanno cercando di dare una risposta i ricercatori di OsservAzione, un’associazione che si prefigge di lottare contro la discriminazione di rom e sinti in Italia. Secondo Lorenzo Monasta, epidemiologo dell’associazione, “in Italia c’è l’abitudine di costruire i campi sopra o vicino a discariche. In Campania i campi rom si trovano nell’area della più grande discarica di rifiuti abusiva d’Europa e anche lì si sono verificate molte nascite con gravi patologie, oltre ad un’alta incidenza di tumori e malattie respiratorie“.
– “La situazione dei rom e dei sinti in Italia resta fonte di grande preoccupazione. È opportuno porre l’accento non sui provvedimenti coercitivi, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, ma piuttosto sull’integrazione sociale e la lotta contro la discriminazione e l’antiziganismo”, ha dichiarato ancora una volta il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg
Rapporto annuale di Amnesty International 2011.
Duro j’accuse nei confronti del nostro Paese: i rom e i sinti continuano a essere discriminati nel loro diritto all’istruzione, all’alloggio, all’assistenza sanitaria, all’occupazione e “alcuni politici e rappresentanti del governo alimentano un clima di intolleranza e xenofobia”. Inoltre, “l’atteggiamento dispregiativo di alcuni politici ha contribuito ad alimentare un clima di intolleranza”.
Il rapporto evidenzia come nel corso del 2010 in tutto il Paese sono proseguiti gli sgomberi forzati di rom, che “hanno disgregato le loro comunità, il loro accesso al lavoro e hanno reso impossibile ai bambini la frequenza scolastica”.
– L’europarlamentare ungherese Viktória Mohácsi, dopo un viaggio nel nostro paese, dichiara di non aver mai assistito a violazioni dei diritti umani così gravi come in Italia. Le violazioni si riferiscono al popolo rom e sinto.
E’ questa una sfaccettatura che varrebbe prendere in considerazione quando tiriamo fuori le nostre teorie su come “risolvere il problema zingari.”

 

fonte: Articolo di Pino Petruzzelli dal sito Cado in Piedi