LA NUOVA FREQUENZA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

SPORTANTENNE

Il progetto, finanziato dal Fondo FAMI, nasce in accordo con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (UNAR) per affiancare le reti territoriali contro le discriminazioni e potenziare i servizi di segnalazione già esistenti. SPORTANTENNE opera attraverso 16 presidi contro le discriminazioni distribuiti sul territorio nazionale in altrettante città: 16 Antenne UISP a supporto delle vittime di discriminazione che hanno il compito di promuovere e favorire:
  • la Prevenzione contro le discriminazioni: attraverso un’opera di sensibilizzazione con momenti informativi e iniziative sul territorio;
  • l’Emersione di comportamenti discriminatori: attraverso il servizio di raccolta delle segnalazioni offerto dalla Antenne tramite contatti telefonici e e-mail;
  • la Mediazione del conflitto: attraverso l’organizzazione di eventi sportivi interculturali nei contesti da cui provengono le segnalazioni.
Se si sono vissuti o si è assistito a episodi discriminatori, di tipo razziale o etnico, verso cittadini di Paesi terzi non esitate a contattare una delle "16 antenne"... SINTONIZZATEVI SULLA NUOVA FREQUENZA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI!  
Maggiori informazioni
SPORTANTENNE

Riassumiamo

Vi siete persi il convegno Economie di pace. Fra scenari globali e scelte quotidiane di venerdì 16 giugno?

Nessun problema!

Di seguito, un breve riassunto del pomeriggio passato con Francesco Vignarca, Raul Caruso e Nicoletta Dentico, i relatori che hanno presentato a Trento i temi del disarmo, dell’economia di pace e delle scelte individuali per favorire un simile percorso a livello globale.

 

La prima tappa verso la comprensione dell’attuale necessità di un’economia di pace concerne la questione del disarmo ovvero di una difesa non armata. La spiegazione di questo particolare argomento è stata affrontata da Francesco Vignarca, collaboratore di Emergency nell’area campaigning & advocacy nonché coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo e, assieme a Enrico Piovesana, curatore dell’Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x). La coincisa presentazione dei dati 2016 sulle spese militari, che ammontano a 1.686 miliardi di dollari, ha evidenziato un aumento annuo reale dello 0,4% rispetto al 2015, incremento registrato malgrado la crisi economico-finanziaria internazionale che ancora oggi è tracciabile nei conti statali. Cercando, dunque, di fornire un metro di paragone tangibile alle cifre sopra citate, fa riflettere come il 10% della spesa militare permetterebbe il raggiungimento dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030. Coscienti di questa possibilità, senza dubbio, si può affermare che il disincentivo verso un’economia armata consentirebbe più benessere e uguaglianza sociale diffusi. Tuttavia, il cambiamento non può limitarsi al disinvestimento nel settore militare ma deve accompagnarsi a un mutamento sistemico. Il sistema globale di risoluzione del conflitto, così come ogni suo elemento, deve essere improntato verso una gestione che rinunci alla difesa armata, propendendo invece al paradigma irenico.

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La pace, quindi, deve rappresentare il motore degli ingranaggi della macchina mondiale. Per attribuire il giusto peso specifico a questa riflessione etico-politica, il discorso deve evolvere anche verso uno studio empirico dei concetti della peace economics, fulcro dello studio del ricercatore di Politica economica presso l’Università Sacro Cuore di Milano, Raul Caruso. Autore del recente saggio Economia di pace (Il Mulino, 2017), Caruso ha incoraggiato l’analisi di alcuni “falsi miti” secondo cui l’economia di guerra, in fin dei conti, possa rappresentare un investimento vantaggioso per lo Stato e per gli individui. A questo scopo concorre il recupero di indicatori valoriali diversi dal consueto Prodotto Interno Lordo (PIL), come ad esempio la riabilitazione del concetto di tempo legato al ciclo economico e produttivo nonché all’evoluzione societaria. In questo senso, pur generando un cospicuo ammontare di PIL, una politica economica armata non può che rappresentare solamente una spesa in quanto il profitto è di breve periodo e fruibile nell’immediato. Perciò, una tipologia di economia tale non provoca un incentivo verso investimenti di largo respiro; al contrario, un’economia di pace porta con sé una prosperità di lungo periodo. Nel suo libro, Caruso spiega in modo approfondito nove motivi a sostegno dell’inesattezza concettuale della frase “comunque sia, l’investimento nel settore militare comporta un sostanzioso aumento del PIL”. Avvallando quest’idea, l’analisi del progresso tecnico all'interno del ciclo economico caratterizzato da un approccio propriamente militare non evidenzia uno sviluppo esteso e questo è dovuto al fatto che le innovazioni in campo militare tendono ad essere utilizzate solo in caso di necessità.  Di conseguenza, una tale logica si discosta dalla visione economica classica secondo cui l’innovazione permette sempre uno sviluppo e quindi maggiori profitti. Oltre a questo motivo tecnico, anche un’altra ragione più lampante può essere portata ad esempio: il servizio militare obbligatorio viene prestato in sostituzione ad un periodo di formazione, interrompendo così il processo educativo e dunque bloccando il principale motore del processo economico, ossia l’educazione. Di fatto, il disinvestimento prodotto dalle spese militari si ripercuote anche sul sistema educativo.

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Ebbene, cosa fare quotidianamente per scongiurare una deriva economica di questo tipo? L’esperta Nicoletta Dentico, giornalista e vicepresidente della Fondazione Finanza Etica, ha risposto rilanciando, da un lato, sul concetto di azionariato critico e, dall’altro, focalizzando l’attenzione sulla necessità di trasformare pratiche individuali in una richiesta globale, attraverso un abbandono dell’utilitarismo in campo politico, economico e finanziario. Un’iniziale forma di azionariato critico è nata circa novant’anni fa negli Stati Uniti, dove venne generato uno dei primi fondi che incoraggiavano modelli etici e religiosi escludendo invece le cosiddette azioni del peccato sottoscritte da imprese operanti in settori “immorali”. Tutt’oggi, questa caratteristica fondamentale è rimasta nell’azionariato critico che risulta essere una forma di contestazione attiva e partecipata nei confronti delle grandi aziende. Attraverso l’acquisto di un numero simbolico di azioni d’imprese accusate di comportamenti o impatti negativi dal punto di vista sociale e ambientale, i soggetti finanziari “critici” entrano nei loro Consigli d’amministrazione al fine di aprire un dialogo e fare pressione ma anche informazione. Gli obiettivi di una tale branca dell’economia e della finanza etica si possono riassumere nel ruolo che l’individuo ricopre con l’azionariato critico: l’azionista partecipa alla vita di un’impresa in un’ottica di democrazia economica, dando spazio a campagne e popolazioni che sono coinvolte negli investimenti delle grandi imprese ma che molto spesso vengono esclusi dall’arena decisionale. Pertanto, partecipare in modo critico e consapevole è la via proposta per il cambiamento rivoluzionario del paradigma economico-finanziario attuale.

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Infine, segnaliamo anche alcuni articoli comparsi sui giornali locali a seguito del convegno.

Qui, la versione integrale del convegno.

Anche tu puoi fare la differenza

Come tenersi informati e operare scelte economiche ragionate

“La politica si fa in ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all’edicola, in cucina, nel tempo libero scegliendo cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi, rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o no; sosteniamo un’economia solidale e dei diritti o un’economia di sopraffazione reciproca.” Francuccio Gesualdi - Altreconomia 11/2003
Ogni consumatore può, attraverso attente scelte di consumo e di risparmio, incidere sul sistema socioeconomico. La forza di questo vero e proprio “voto nel portafoglio”, come lo definisce Leonardo Becchetti, deriva dal fatto che le imprese dipendono dalle quote di consumo e dalle quote di risparmio che riescono a catturare sul mercato. Fare attenzione non solo al prezzo di un prodotto, ma anche alla sua qualità sociale e ambientale, permette di orientare le proprie scelte verso quelle aziende all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità. Quindi oggi il protagonista dello sviluppo economico di un'impresa è proprio il consumatore, con i suoi valori e le sue preferenze. ANCHE TU PUOI FARE LA DIFFERENZA! PER ESEMPIO?

Economie di pace. Tra scenari globali e scelte quotidiane

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani è lieto di invitarvi al convegno "Economie di pace. Tra scenari globali e scelte quotidiane" previsto il 16 giugno a Trento presso la Sala del Consorzio dei Comuni Trentini.

Al convegno interverranno: *** Francesco Vignarca Coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo e collaboratore di Emergency; *** Raul Caruso Ricercatore di Politica economica presso l'Università Sacro Cuore di Milano e autore del libro "Economia della pace" (ed. Mulino, 2016); *** Nicoletta Dentico Giornalista, ex direttore di Medici Senza Frontiere in Italia e vicepresidente della Fondazione Finanza Etica. Francesco Vignarca, attraverso i dati di Mil€x-Osservatorio sulle spese militari in Italia, analizzerà la situazione degli armamenti a livello internazionale, prestando particolare attenzione al contesto Italia. In un secondo momento, grazie all'expertise di Raul Caruso, si avanzerà un breve studio sulla disciplina e sui fondamenti della Peace Economics. Infine, Nicoletta Dentico incentrerà il focus sull'influenza delle scelte quotidiane del singolo e quanto queste pesino a livello delle più globali "Economie di pace".
"Tutto il processo economico è quindi un problema di scelte: scelte da parte dei consumatori e scelte da parte dei produttori. In ultima analisi le scelte si impongono perché le risorse sono limitate rispetto ai desideri". (Carlo Maria Cipolla)

Mostra fotografica a Palazzo Trentini

THE VICTIMS OF OUR WEALTH. From Congo to Sodom and Gomorrah

 

Arriva a Palazzo Trentini la mostra fotografica, a cura di Stefano Stranges,

"The victims of our wealth. From Congo to Sodom and Gomorrah"

Dopo l'allestimento nei due Licei di Trento (Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci), la mostra fotografica potrà essere visitata presso la sede del Consiglio provinciale di Trento (via Manci, 27) dal 22 al 29 maggio 2017, con il seguente orario:

lunedì-venerdì 10-18 || sabato 9-12

Il percorso fotografico ripercorre l'esperienza del fotografo e reporter Stefano Stranges in Congo e in Ghana, dove il "costo" dei rifiuti elettronici è perpetrato ai danni del nostro pianeta e dai lavoratori/ scavatori di una delle più grandi discariche a cielo aperto. Quello che gli scatti evidenziano, è quanto il costo (non proprio) nascosto del materiale tecnologico, che ha invaso le nostre vite, abbia un fortissimo impatto umano e ambientale.

La locandina dell'evento

いらっしゃいませ Benvenuto al Parco Langer!

 

Si è conclusa la due giorni all'insegna del Kaki Tree Project. Dopo la tavola rotonda del 23 marzo e la seguente cerimonia di piantumazione, ora la pianta di cachi è stabile al Parco Alexander Langer. In questo modo, tutta la cittadinanza potrà seguire la crescita dell'arbusto e interessarsi alla sua storia e al progetto in generale.

La presenza del genitore di questa iniziativa è stata un'occasione per le autorità presenti, per i bambini e i ragazzi che hanno partecipato alla piantatura. L’arboricoltore Masayuki Ebinuma ha sottolineato come da quel momento gli stessi bambini e i ragazzi siano diventati i protettori e i curatori del benessere dell'albero, simbolo della pace e dell'importanza di un mondo denuclearizzato. Proprio questa necessità e il dibattito attorno al nucleare sono stato l'oggetto della tavola rotonda precedente alla cerimonia del 24 marzo.

In questa occasione i relatori Mirco Elena e Lisa Clark hanno evidenziato lo scenario passato e attuale dell'eliminazione delle armi atomiche e nucleari, enfatizzando che lunedì 27 marzo si sarebbe aperta la Conferenza delle Nazioni Unite sugli strumenti giuridicamente vincolanti verso l'eliminazione totale delle armi nucleari. Questo rappresenterà uno dei primi passi verso la messa al bando totale delle nuclear weapons. Nel frattempo, non resta che ammirare la crescita e la fioritura del famoso Kaki.

Di seguito le foto degli eventi e la rassegna stampa dei media locali. Il Trentino Il Dolomiti Tg- Regione   [gallery columns="4" link="file" ids="3329,3328,3327,3326,3324,3325,3322,3314,3315,3323,3316,3317,3287,3286,3290,3288,3319,3318,3320,3321,3291,3289,3331,3332,3333"]