Rise Experience riparte!

Rise Experience nasce per avvicinare ragazze e ragazzi a temi come la consapevolezza sociale, la trasformazione creativa del conflitto. Per farlo, utilizza la montagna come mezzo di condivisione e incontro, organizzando trekking per giovani tra i 15 e i 18 anni.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo.

Per iscriverti, clicca qui.

Nina, Matteo, Stefano e Pietro: Rise nasce quindi da un gruppo di ragazzi e ragazze e guarda ad altri ragazzi e altre ragazze. Promuovere il turismo sostenibile, sensibilizzare sui temi della consapevolezza sociale, ambientale e culturale, valorizzare il territorio: questi i loro obiettivi.

Il progetto mette a confronto sguardi diversi sulla realtà, forte dell’intreccio delle storie dei suoi partecipanti e dei percorsi di vita dei ragazzi che lo hanno immaginato.

Rise è nato in un sabato pomeriggio invernale, tra occhi che brillavano per l’emozione, risate che scaldavano l’ambiente e migliaia di fogli di carta scritti con pennarelli colorati.

Rise è nato per scaldare i cuori, per unire passioni diverse, per osare un po’ di più, per spingerci un po’ più in là. Perché crediamo nella potenza dei e delle giovani, perché vogliamo vedere altri occhi brillare e altri sorrisi illuminare le giornate.

Il cammino. Nina Nicoletti racconta come nasce Rise.

Il turismo sostenibile e l’ambiente, quindi, sono al centro del loro lavoro: l’esperienza di Rise si inserisce in un panorama gigantesco, quello dello slow tourism, che conta circa 12 milioni di utenti in tutta Italia. Dai territori trentini, coinvolgendo un pubblico reattivo – nei social e nella vita reale – Rise vuole trasmettere ad altri ragazzi i valori del rispetto dell’ambiente e del prossimo, di una valorizzazione del territorio che non sia sfruttamento e della cultura ambientalista.

Rise 2021

L’Alta via del Granito sarà al centro del trekking di quest’anno: dal 18 al 21 agosto, sulla catena montuosa del Lagorai, uno dei gruppi montuosi meno antropizzati del Trentino, che offre scorci magnifici e dove si può camminare per ore sentendosi parte di una natura incontaminata, in cui l’uomo è solo di passaggio.

14 ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Trento, tra i 15 e i 18 anni (classe 2002/2005) affronteranno trasversalmente, con attività progettate dallo staff, 4 temi, uno per ogni giorno di cammino: Comunità, Consapevolezza ambientale, Interiorità e Trasformazione creativa del conflitto.

Tutto questo per riscoprire il territorio che ci circonda attraverso modalità innovative e rispettose del suo valore ambientale, sociale e culturale e, contemporaneamente, avvicinare e sensibilizzare i/le giovani ai temi dell’ambiente, della gestione del conflitto e della cittadinanza attiva.

Giovani&Comune: una cassetta degli attrezzi per le Consulte di oggi e di domani.

Partecipazione giovanile e territori: di questo si è discusso durante la serata Giovani&Comune: l’esperienza delle Consulte giovanili in Trentino, un momento organizzato dal ForumPace e a cui hanno partecipato più di 70 persone, giovani, amministratori e amministratrici, semplici interessati provenienti da Rovereto, Ala, Avio, Brentonico, Ronzo-Chienis, Aldeno, Trento, Lavarone, Luserna, Malé, Ossana, Calceranica, Caldonazzo, Pergine, Folgaria, Lavis, Mori, Merano, Pomarolo, Tenna, Trambileno, Vallelaghi. 

Nel corso degli anni, in Trentino sono stati moltissimi gli esempi di comunità che, attraverso processi di attivazione dal basso o con il supporto dei PGZ e delle amministrazioni locali, hanno dato vita a consulte giovanili o consigli dei ragazzi. Non luoghi di semplice ascolto, ma spazi di confronto, dialogo, dibattito e costruzione di un senso condiviso e di comunità.

L’incontro è stato moderato da Riccardo Santoni, coordinatore del ForumPace, e vedrà intervallarsi interventi di giovani, amministratori e amministratrici, insieme a due formatori che si sono impegnati, in questi anni, nel facilitare questi processi: Veronica Sommadossi e Fabrizio Pedron.

Scopo della serata, però, non era quello di ripercorrere il passato ma di costruire insieme una cassetta degli attrezzi per chi vuole dare vita (o nuovo impulso) a queste azioni: l’idea, infatti, è nata dall’interesse di 6 amministrazioni comunali (Rovereto, Ala, Avio, Brentonico, Lavarone e Luserna) per attivare questi strumenti sui propri territori.

I molti “perché” delle Consulte

Massimiliano Pilati, presidente del ForumPace, ha introdotto la serata: il ForumPace, nel suo trentennale, rinnova il suo impegno per sviluppare percorsi partecipativi e di comunità, forte della sua natura ibrida di punto d’incontro importante tra il mondo dell’associazionismo e delle istituzioni.

La serata è proseguita con Fabrizio Pedron, che ha raccontato il senso della serata attraverso il senso delle consulte e il percorso che porta le amministrazioni e gruppi di ragazzi alla loro creazione, passaggi e processi fondamentali per radicare il senso delle consulte sul territorio.

Il senso delle Consulte per il ForumPace e per le amministrazioni.

Il senso di questi strumenti si riflette nei principi e nei valori solennemente affermati, dalle dichiarazioni internazionali alle leggi provinciali: di questo ha parlato Riccardo Santoni, ricordando come questi organi hanno l’obiettivo di creare un ponte collaborativo costante tra giovani e amministrazioni.

La prima parte della serata ha visto intervallarsi una serie di interventi che hanno visto alternarsi molti voci diverse: Stefania Schir, assessora a Folgaria con la delega alla Cultura, alle Politiche giovanili e Politiche sociali, insieme ai ragazzi e alle ragazze della Consulta ha raccontato la sua esperienza. A Folgaria, la Consulta è stata uno strumento per raccogliere la voce e gli stimoli dei giovani nella pianificazione del futuro, un futuro che sarà il loro presente.

Lo sguardo dei ragazzi e delle ragazze: partecipazione, impegno, comunità.

E’ intervenuta anche Valentina Mustaffi, ex presidente della Consulta dei Giovani di Pergine: dall’esperienza di questa Consulta è emerso come, per le amministrazioni, è stata l’occasione per dar voce a comunità che altrimenti sarebbero rimaste inascoltate mentre, per i giovani, è stata l’opportunità per avere accesso alle decisioni e al dibattito politico delle loro comunità. Un impegno che ha continuità nella nuova consiliatura della Consulta, cui Valentina partecipa come delegata per i Piani Giovani di Zona e in cui il nuovo presidente – Matteo Beltrami – è anche lui al secondo mandato.

Da Pergine Valsugana ci siamo spostati alla zona dei laghi, dove tra Caldonazzo, Levico, Tenna e Civezzano sta nascendo una Consulta intercomunale: ci ha raccontato questo percorso Noemi Zambigli, descrivendo le difficoltà e i punti di forza del lavoro partecipato nato dal progetto Rigenerazioni attivato dai quattro Comuni e da APPM oltre un anno fa. 

Un percorso che ha trasmesso l’importanza e la serietà di questo impegno: per questo, oltre alla modifica dei regolamenti comunali per la nascita di questa Consulta, durante questo percorso i ragazzi e le ragazze dei quattro Comuni hanno dato vita ad un regolamento interno e ad un codice etico.

Cosa fanno le consulte.

Dai motivi per dar vita alle Consulte, quindi, ai processi che sono stati realizzati per crearle: Alessandro Rigatti ci ha raccontato il percorso che ha portato alla costruzione del Consiglio comunale dei ragazzi di Novella, uno strumento che, anche se con un nome diverso, mantiene lo stesso scopo delle Consulte. Di più: Novella, comune nato dalla fusione di Brez, Cagnò, Cloz, Revò e Romallo il 1° gennaio 2020, ha visto la nascita del Consiglio comunale dei ragazzi prima di quella del nuovo Comune. Si è trattato di un passaggio simbolico ma anche estremamente importante in quel processo: il Consiglio di Novella, infatti, è stato protagonista di questo percorso.

Ad Andrea Zenatti, invece, il compito di raccontare cosa fanno le consulte dal punto di vista di un veterano delle Consulte. Nella sua esperienza a Terlago, infatti, Andrea ha potuto capire che non esiste un limite a quello che può creare una Consulta […] Voglio dare un messaggio a tutti i giovani e le amministrazioni: tutto quello che potete pensare, può essere fatto. Credete in voi stessi e credete alla vostra amministrazione. E alle amministrazioni: credete nei vostri giovani perché ne vale la pena”.

La prima parte della serata l’ha conclusa Veronica Sommadossi, raccontando il senso delle Consulte per i loro territori. Questi strumenti hanno valore, anzitutto, a livello personale, per i giovani che le partecipano: “si tratta di un percorso di empowerment: capisco chi sono, capisco le mie potenzialità e sono in grado di portare a termine gli obiettivi che mi pongo”.

Sono, poi, strumenti essenziali per i territori e per il loro sviluppo: i ragazzi, le ragazze, che partecipano alle Consulte sapranno come dar vita a processi di partecipazione, a dar vita a strategie nuove per e con le proprie comunità. 

La promessa è di non fermarsi qui.

La serata è proseguita con la suddivisione per tavoli territoriali: i Comuni di Rovereto, Ala e Brentonico, Avio, Lavarone, Luserna e alcuni Comuni della Val di Non e della Val di Sole hanno ragionato su come poter attivare le Consulte sui propri territori, confrontando le diverse impressioni, le proposte e i dubbi o i problemi emersi nel corso della serata.

Insomma: un incontro ricco di spunti che si è concluso con la promessa di non fermarsi qui. Così come non si ferma l’impegno del ForumPace: le Consulte sono strumenti importanti ma non obbligatori. Realizzare questi percorsi, dar vita a questi luoghi di partecipazione ha senso solo in quanto strumenti di dialogo e collegamento tra comunità e territori. Si tratta di strumenti per dar nuova linfa alla cultura della partecipazione: se è difficile che i giovani si sentano davvero ascoltati, le amministrazioni devono trovare strategie per riprendere credibilità nei loro confronti. Le Consulte servono precisamente a questo: a dimostrare che le amministrazioni sanno ascoltare i giovani e rispettare gli impegni.