Donne per la Pace

Ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo “nonviolenza”, che significa amore infinito capace di assumere il dolore.
Permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l’umanità. A lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato (Mahatma Gandhi).

Ed è con queste parole di Gandhi che Violetta Plotegher, vicepresidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani introduce “Donne per la Pace” una tavola rotonda tutta al femminile per parlare del ruolo delle donne nelle sfide globali e nella promozione della pace, con due ospiti d’eccezione: Lisa Clark e Martina Pignatti Morano.

Lisa Clark, di Beati Costruttori di Pace e referente per il disarmo nucleare della Rete Italiana per il Disarmo ci ha parlato del suo percorso con ICAN – campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, nata nel 2007 e vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2017, e del terrore dell’ordigno atomico, che nonostante non sia stato più utilizzato in guerra dalle due esplosioni in Hiroshima e Nagasaki,  ha continuato negli anni a essere utilizzato per diversi test militari nelle zone meno abitate del mondo. A questo proposito è stato sottoscritto dalla maggior parte dei paesi dell’ONU il Trattato per la non proliferazione nucleare, il quale prevede che gli stati che sono entrati in possesso dell’arma nucleare prima del trattato le possono detenere legalmente, ma si impegnano altresì, da una parte a ridurre il proprio arsenale e, dall’altra, a fare in modo di non facilitare l’acquisizione di questi ordigni ad altri stati.
Ad oggi, l’unico stato in possesso di armi nucleari che ha smantellato completamente il proprio arsenale è il Sudafrica, che nel 1991 distrusse le sue 6 testate.
Questo lungo lavoro si è tradotto nel Trattato per l’abolizione delle armi nucleari del 2017. Trattato che non è stato ratificato dall’Italia (servono le ratifiche di almeno 50 stati per diventare effettivo).

ICAN – International Campaign to Abolish Nuclear weapons riporta il tema del bando delle armi nucleari al centro dell’attenzione della comunità internazionale, incentrandosi su un punto di vista umanitario e non da un punto di vista strategico-militare, ed è per questo motivo che più di 120 paesi hanno aderito alla campagna.

Martina Pignatti Morano, presidente di Un Ponte Per ci ha raccontato del suo impegno in Iraq e di come la nonviolenza e la partecipazione attiva di soggetti esterni riesca a portare luce, esperienza e continuità per costruire un futuro migliore in situazioni di difficoltà.
È possibile ascoltare le testimonianze al seguente link: https://www.donnefuoridalbuio.com/

I due interventi, moderati da Beatrice Taddei Saltini della redazione di Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, si sono conclusi con le parole di Sara Ferrari, assessora all’Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo, che ha ricordato la pluralità di sforzi presenti sul territorio trentino impegnati nella pace e nella cooperazione internazionale e di come queste diverse realtà di volontariato e di associazionismo ci facciano confrontare con un mondo globalizzato per individuare la nostra posizione davanti a queste sfide.
In particolare, sono state citate la mozione per la difesa dei difensori dei diritti umani, di cui il Trentino è la prima realtà italiana a promuovere, e i corridoi umanitari con la Siria.

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Corea: Incubi Nucleari?

Cosa ne sappiamo dei test nucleari in Corea del Nord? Sono vere le affermazioni del presidente Kim Jong-un riguardo ai missili nucleari? Quanto è reale la minaccia nucleare?
Mercoledì 10 gennaio 2018, alle 17h30, presso la Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale di Trento, il prof. Wolfango Plastino dell’Università Roma Tre interverrà per approfondire la complessa situazione in Corea del Nord, all’indomani dei test nucleari e delle continue minacce del leader Nord Coreano.
(Per motivi di sicurezza la capienza della sala sarà limitata a 50 persone).

いらっしゃいませ Benvenuto al Parco Langer!

 

Si è conclusa la due giorni all’insegna del Kaki Tree Project. Dopo la tavola rotonda del 23 marzo e la seguente cerimonia di piantumazione, ora la pianta di cachi è stabile al Parco Alexander Langer. In questo modo, tutta la cittadinanza potrà seguire la crescita dell’arbusto e interessarsi alla sua storia e al progetto in generale.

La presenza del genitore di questa iniziativa è stata un’occasione per le autorità presenti, per i bambini e i ragazzi che hanno partecipato alla piantatura. L’arboricoltore Masayuki Ebinuma ha sottolineato come da quel momento gli stessi bambini e i ragazzi siano diventati i protettori e i curatori del benessere dell’albero, simbolo della pace e dell’importanza di un mondo denuclearizzato. Proprio questa necessità e il dibattito attorno al nucleare sono stato l’oggetto della tavola rotonda precedente alla cerimonia del 24 marzo.

In questa occasione i relatori Mirco Elena e Lisa Clark hanno evidenziato lo scenario passato e attuale dell’eliminazione delle armi atomiche e nucleari, enfatizzando che lunedì 27 marzo si sarebbe aperta la Conferenza delle Nazioni Unite sugli strumenti giuridicamente vincolanti verso l’eliminazione totale delle armi nucleari. Questo rappresenterà uno dei primi passi verso la messa al bando totale delle nuclear weapons. Nel frattempo, non resta che ammirare la crescita e la fioritura del famoso Kaki.

Di seguito le foto degli eventi e la rassegna stampa dei media locali.

Il Trentino

Il Dolomiti

Tg- Regione

 

 

 

 

 

Kaki Tree Project- La rinascita del tempo

Conferenza stampa di presentazione martedì 21 marzo ore 11.00 Sala stampa, Palazzo Geremia

Coltivare un tempo di pace

Tavola rotonda- giovedì 23 marzo ore 20.30 Palazzo Geremia (TN)

“Kaki Tree Project – la rinascita del tempo” è un progetto internazionale artistico rivolto in particolare alle giovani generazioni, attraverso il quale riflettere sull’importanza della pace e della vita e attivare strategie concrete di promozione della pace dal basso.

Finisterrae Teatri in collaborazione con Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione PRODIGIO, associazione Yomoyamabanashi e Pituit studio d’arti invita la cittadinanza alla tavola rotonda di presentazione del progetto.

Con Masayuki Ebinuma (botanico, ideatore del Kaki Tree Project), Mirco Elena (Unione degli scienziati per il disarmo), Lisa Clark (Beati Costruttori di Pace), Giacomo Anderle, Miriam Vanzetta (Finisterrae Teatri)

Cerimonia di piantumazione del caco di Nagasaki

Pianta un seme prendi un frutto- venerdì 24 marzo ore 10.00 Parco Langer (TN)

Nel 1945 a Nagasaki un albero di cachi sopravvisse miracolosamente al bombardamento atomico. Da quell’albero, grazie all’amore e alla cura di un arboricoltore, sono nate nuove piante di seconda generazione che sono state consegnate a bambini di tutto il mondo. Un caco di seconda generazione è arrivato a Trento e sarà piantato nel parco Alexander Langer accolto con una festa che vedrà protagonisti bambini e numerose associazioni. L’iniziativa fa parte di un progetto sociale e culturale più ampio di riqualificazione del parco.

Con la partecipazione di alcune scuole del quartiere e di Finisterrae Teatri, associazione PRODIGIO Onlus, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione Yomoyamabanashi, delle artiste Gabriella Gasperini e Nadezhda Simeonova e dei musicisti Martino Brocchieri e Irem Kurt.

 

Locandina dell’evento