Il senso della vita: 20 anni del Tavolo locale delle appartenenze religiose

L’istituzione del Tavolo coincide con l’anniversario dell’Incontro di Assisi nell’ottobre del 1986, un appuntamento di grande valore simbolico per l’intera società civile e per le tante comunità appartenenti a diverse fedi religiose che in nome della pace e della fraterna convivenza si riunirono in Assisi, con momenti comuni ed altri dedicati alle singole fedi nelle diverse chiese e sedi della città.

Un momento di grande rinnovamento anche spirituale, nella consapevolezza che solo nella nostra capacità di riconoscere ad ogni persona il diritto di vivere pienamente i propri valori etici e spirituali, e di manifestarli nel pieno rispetto e nell’accoglienza degli stessi diritti da parte degli altri, è il primo fondamento di una società pacificata e pacifica, più giusta, accogliente e armoniosa.

Ogni essere umano cerca come può di realizzare il proprio potenziale fisico, intellettuale e spirituale. La religione che oggi permea la società con maggiore visibilità rispetto al passato, emerge come strumento di perfezionamento personale, di impegno sociale ma anche come elemento identitario, facendo emergere le fragilità di un sistema che talvolta non riesce a dare risposte adeguate… Una sfida ed una opportunità per allargare i nostri confini come cittadini della Terra ed espandere la nostra capacità di accogliere e collaborare, indipendentemente dalle – e grazie alle- nostre diversità.

Il programma dell’iniziativa

Giovedì 28 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro, in Via Calepina a Trento o in collegamento streaming: una conversazione tra i rappresentanti e le rappresentanti del Tavolo Locale, mons. Luigi Bressan e il pubblico attorno al Senso della vita.

Rise Experience riparte!

Rise Experience nasce per avvicinare ragazze e ragazzi a temi come la consapevolezza sociale, la trasformazione creativa del conflitto. Per farlo, utilizza la montagna come mezzo di condivisione e incontro, organizzando trekking per giovani tra i 15 e i 18 anni.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo.

Per iscriverti, clicca qui.

Nina, Matteo, Stefano e Pietro: Rise nasce quindi da un gruppo di ragazzi e ragazze e guarda ad altri ragazzi e altre ragazze. Promuovere il turismo sostenibile, sensibilizzare sui temi della consapevolezza sociale, ambientale e culturale, valorizzare il territorio: questi i loro obiettivi.

Il progetto mette a confronto sguardi diversi sulla realtà, forte dell’intreccio delle storie dei suoi partecipanti e dei percorsi di vita dei ragazzi che lo hanno immaginato.

Rise è nato in un sabato pomeriggio invernale, tra occhi che brillavano per l’emozione, risate che scaldavano l’ambiente e migliaia di fogli di carta scritti con pennarelli colorati.

Rise è nato per scaldare i cuori, per unire passioni diverse, per osare un po’ di più, per spingerci un po’ più in là. Perché crediamo nella potenza dei e delle giovani, perché vogliamo vedere altri occhi brillare e altri sorrisi illuminare le giornate.

Il cammino. Nina Nicoletti racconta come nasce Rise.

Il turismo sostenibile e l’ambiente, quindi, sono al centro del loro lavoro: l’esperienza di Rise si inserisce in un panorama gigantesco, quello dello slow tourism, che conta circa 12 milioni di utenti in tutta Italia. Dai territori trentini, coinvolgendo un pubblico reattivo – nei social e nella vita reale – Rise vuole trasmettere ad altri ragazzi i valori del rispetto dell’ambiente e del prossimo, di una valorizzazione del territorio che non sia sfruttamento e della cultura ambientalista.

Rise 2021

L’Alta via del Granito sarà al centro del trekking di quest’anno: dal 18 al 21 agosto, sulla catena montuosa del Lagorai, uno dei gruppi montuosi meno antropizzati del Trentino, che offre scorci magnifici e dove si può camminare per ore sentendosi parte di una natura incontaminata, in cui l’uomo è solo di passaggio.

14 ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Trento, tra i 15 e i 18 anni (classe 2002/2005) affronteranno trasversalmente, con attività progettate dallo staff, 4 temi, uno per ogni giorno di cammino: Comunità, Consapevolezza ambientale, Interiorità e Trasformazione creativa del conflitto.

Tutto questo per riscoprire il territorio che ci circonda attraverso modalità innovative e rispettose del suo valore ambientale, sociale e culturale e, contemporaneamente, avvicinare e sensibilizzare i/le giovani ai temi dell’ambiente, della gestione del conflitto e della cittadinanza attiva.

Il parere del ForumPace sul disegno di legge sull’osservatorio discriminazioni

Martedì 9 febbraio 2021 il Forumpace è stato convocato dalla 5° commissione del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento per esprimere il proprio parere consultivo in merito alla proposta di “Disegno di legge 14 gennaio 2020, n.43: Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio in provincia di Trento.

Di seguito riportiamo quanto consegnato formalmente (e esposto) alla Commissione dal
Presidente del Forum Massimiliano Pilati.

Costruiamo il disarmo nucleare passo dopo passo: “Italia, ripensaci” incontra le città e la politica

L’Italia ratifichi il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani è attivo da anni nella promozione del disarmo nucleare e per questo segnala l’importante appuntamento “Costruiamo il disarmo nucleare passo dopo passo: “Italia, ripensaci” incontra le città e la politica” (venerdì 15 gennaio 2021 ore 17.30, su zoom e Facebook live dalla Pagina facebook “Rete Italiana Pace e Disarmo”) di riflessione ed approfondimento che Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica organizzano in collaborazione con la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) e con il sostegno del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Nell’agosto del 1945 le bombe nucleari esplose a Hiroshima e Nagasaki distrussero le due città, causando la morte immediata di oltre 200 mila persone mentre a migliaia morirono in seguito alle radiazioni o rimasero con danni permanenti.

L’orrore di quelle due esplosioni non fermò purtroppo molti governi che anzi, continuarono lo sviluppo di armi devastanti capaci di un potenziale distruttivo molto superiore a quello delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Ora nel Mondo vi sono quasi 15 mila bombe nucleari e numerosi programmi militari che impiegano enormi risorse finanziarie. Spreco di denaro pubblico che, soprattutto in questo periodo di pandemia, potrebbe essere usato per la sanità, per l’istruzione, contro la povertà.

L’Italia, nonostante la nostra Costituzione ripudi la guerra e nonostante il nostro paese abbia aderito al trattato di non proliferazione delle armi nucleari nel 1975, ospita nelle basi militari di Ghedi e Aviano circa 40 bombe nucleari e ha progetti volti a aumentare le spese a riguardo, come l’acquisto dei caccia f35 e il loro equipaggiamento con ordini nucleari “maggiormente performanti” per dei costi di acquisto, manutenzione di alcune decine di miliardi di euro (155 milioni di euro è il costo di un singolo caccia f35).

Qualcosa di importante però si sta muovendo, il 24 ottobre 2020, il Trattato delle Nazioni Unite di proibizione delle armi nucleari ha raggiunto i 50 Stati firmatari (l’Italia non ha sottoscritto) richiesti per la sua entrata in vigore. Il trattato entrerà in vigore il 22 gennaio 2021 e impedirà specificamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari. Dopo tale data il Trattato diventerà la prima legge internazionale vincolante, per chi ha firmato e ratificato, contro questi sistemi d’arma e rafforza la posizione internazionale contro le armi nucleari perché si tratta del primo strumento legale che le vieta esplicitamente.

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani in questi anni ha partecipato alle mobilitazioni internazionali coordinate in Italia dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica e continuerà a lavorare affinché queste orrende armi vengano definitivamente cancellate dalla faccia della terra.

Per questo è fondamentale che si continui la mobilitazione affinché l’Italia “ripensi” la propria posizione e ratifichi il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari e contribuisca a rendere obsolete e inaccettabili le armi nucleari, riconvertendo le ingenti somme che ogni anno vengono spese per costruirle e mantenerle ad usi più utili per l’umanità come il contrasto al cambiamento climatico, alla pandemia, alla povertà. Ancora una volta il Forumpace invita gli enti locali trentini a farsi promotori di una vera cultura e azione politica di pace al fine di arrivare al confronto con la politica e i rappresentanti Parlamentari con cui vogliamo sollecitare un dibattito che porti all’adesione al Trattato da parte del nostro Paese. Il webinar proposto vuole essere un utile strumento di servizio.

Agorà degli studenti: una giornata all’insegna della partecipazione studentesca

 

Secondo l’articolo 2.4 dello Statuto delle studentesse e degli studenti, “lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola”, dialogando con essa “in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico”.

Proprio per rendere effettivo questo diritto (e dovere), nel 2018 è nato da un’idea e voglia di impegnarsi di Tommaso e Ginevra, due studenti del liceo,  Tapas, il Tavolo di Partecipazione Studentesca formato da studenti, rappresentanti della Consulta Studentesca, il Consiglio provinciale Giovanile, il Tavolo delle Associazioni Universitarie, il CST, il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani e il Muse. Questo Tavolo vuole essere uno strumento di coordinamento e di supporto tra le varie realtà che vogliono mettere al centro lo studente e il suo ruolo attivo nelle realtà scolastiche.

E’ da questa ambizione che è nato Agorà degli studenti, un evento che si è svolto il 21 gennaio presso il Muse e che ha visto coinvolti i rappresentanti degli studenti di circa 38 istituti superiori della Provincia: lo scopo è quello di migliorare e favorire la partecipazione attiva all’interno delle scuole secondarie di secondo grado attraverso momenti di formazione e di scambio di buone pratiche.

La parola d’ordine è stata quindi condivisione: durante tutta la giornata infatti gli studenti rappresentanti hanno avuto modo di condividere idee, progetti, difficoltà, limiti e spunti di miglioramento attraverso la modalità del Word Cafè e del Ted che hanno stimolato a vivere attivamente la discussione sul tema della rappresentanza.
Altro momento centrale è stato la “Fiera delle Idee”, uno spazio in cui oltre al confronto fra studenti, diverse associazioni della Provincia hanno proposto ai rappresentanti percorsi concreti da attuare all’interno delle classi o durante le assemblee d’istituto, rafforzando una connessione positiva tra istituti e realtà del territorio.

La giornata si è poi conclusa con un momento collettivo in cui ogni rappresentante si è preso un impegno, un obiettivo che cercherà di realizzare nel proprio istituto per migliorare ed arricchire la vita degli studenti con una motivazione nuova nata grazie a questa giornata.

Anche se l’Agorà degli studenti si è conclusa, non si è concluso il ruolo di Tapas: l’importanza di investire sulla partecipazione studentesca resta centrale per il Tavolo e questa giornata non è che il punto di partenza di un percorso destinato a continuare nel tempo.

Conversazione con Safa Dhaher

L’Associazione Pace per Gerusalemme Onlus, in collaborazione con il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, organizza una discussione sui recenti sviluppi del conflitto israelo- palestinese.

L’incontro, aperto alla cittadinanza, rappresenta un momento di confronto e di aggiornamento sulla situazione, approfittando della presenza e della competenza di chi, Safa Dhaher, vive nei territori palestinesi e si occupa di ricerca sociale e diritti umani.

L’appuntamento è per giovedì 19 gennaio alle 17.30 presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (V.lo San Marco, 1).

conversazioni con Safa

Safa Dhaher, consulente e docente esperta sulla situazione in Cisgiordania e Gerusalemme Est, è nata a Gerusalemme. Ha conseguito il dottorato in “Sviluppo locale e dinamiche globali” all’Università di Trento, con una ricerca sull’effetto del muro sul capitale sociale dei palestinesi. Docente di Public Policy presso l’Università di Birzeit (Cisgiordania), attualmente è consulente di ricerca per la Fondazione Böll, nello specifico analizza l’effetto dell’attuale situazione politica sui diritti dei gruppi vulnerabili a Gerusalemme Est.

 

ORGANIZZANO
Associazione Pace per Gerusalemme Onlus
Forum trentino per la Pace e i diritti umani

Un mondo senza guerre

In occasione della quinta edizione di “AMA CHI TI PARE“, l’Associazione di Promozione Sociale la Nuda Compagnia
con il contributo del Forum Trentino per la pace e i diritti umani e in collaborazione con la libreria il Papiro,  hanno presentato il libro del Professor Domenico Losurdo “Un mondo senza Guerre“. L’incontro è previsto mercoledì 14 dicembre ore 17:30 presso Centro per la Formazione alla Solidarietà internazionale.
Quale significato ha avuto l’ideale della ‘pace perpetua’ tra Stati nel dibattito internazionalistico dell’età contemporanea? Chi ha impugnato la sua ‘bandiera’ dalla Rivoluzione Francese al XX secolo? Quali prospettive teoriche accogliere per la pace, al tramonto dell’ordine internazionale unipolare, e all’alba del mondo multipolare? Nel suo ultimo lavoro edito da Carocci, il prof. Losurdo offre una ricca panoramica storica e filosofica dell’ideale irenico e dei suoi ‘rovesci’ che, da Kant a Wilson, da Lenin ai neo-con statunitensi, non ha cessato di alimentare un dibattito filosofico-politico imprescindibile per la comprensione della natura delle relazioni internazionali, delle sue sfide di ieri e di oggi.

Relatore: Prof. Domenico Losurdo, Professore Emerito dell’Università degli Studi di Urbino in Storia della filosofia
Introducono: Massimiliano Pilati, Presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani; Elena Ingletto, Vicepresidente dell’associazione di Promozione Sociale la Nuda Compagnia
Modera: Davide Ragnolini, Dottorando in Filosofia presso FINO, Università degli Studi di Torino, collaboratore di Eurasia- Rivista di Studi Geopolitici.

We cannot go there now, my dear – Recensione

We cannot go there now, my dear di Carol Mansour, artista libanese di origini palestinesi, racconta le storie degli “invisibili della catastrofe” siriana. La comunità palestinese rifugiatasi in Siria a partire dal 1948, anno del primo conflitto israelo-palestinese, si vede ancora una volta costretta a trovare asilo altrove. Una seconda “Nakba” (catastrofe) ha stravolto le loro vite. Di fronte ai massacri, alle bombe e alla miseria l’unica possibilità è fuggire. Ma è una fuga verso l’ignoto, verso un destino sconosciuto che si teme avverso. Rifugiati per la seconda volta. Rifugiati in un paese, il Libano, che li assoggetta a pesanti discriminazioni. Il governo libanese è infatti restio dal concedere la cittadinanza e garantire diritti fondamentali, come quello al lavoro, perchè percepisce la comunità palestinese come una minaccia all’equilibrio demografico-religioso su cui il paese fonda il proprio sistema politico.

Quella dei rifugiati palestinesi è una storia di cui si conosce l’inizio, ma si ignora se e quale potrà esserne la fine. Ancora una volta, vittime degli eventi, sono costretti a lasciarsi alle spalle quella vita che pian piano avevano ricostruito in Siria per ricominciare da capo. Ma nonostante il destino avverso, la speranza del ritorno, in Siria e in Palestina, rimane viva. In questa drammatica fuga il ricordo della madrepatria è forte e si trasmette di generazione in generazione. Un’attaccamento alla propria terra d’origine che induce, ad esempio, un anziano signore a non abbandonare, nella fuga da un paese all’altro, il materesso fatto con la lana delle pecore allevate dal nonno in Palestina. Quella dei rifugiati è una “vita che si trasforma in memoria”. La memoria del campo profughi in Siria, di una vita ricostruita con fatica; ma anche la memoria storica, quella dei propri cari che vissero il primo esodo del 1948. In un esistenza in cui domina il senso della perdita, la memoria è un tassello fondamentale, un appiglio per non perdere la propria identità. E’ al ricordo che i rifugiati si appellano  per trovare la forza necessaria per ricominciare ancora una volta. Un ripartire che non cessa di tenere lo sguardo rivolto alla propria terra.

E’ Questo che traspare nella poesia Refugee Blues del poeta inglese Wystan H. Auden, i cui primi versi, da cui è tratto il titolo del film, recitano:

Say this city has ten million souls,
Some are living in mansions, some are living in holes:
Yet there’s no place for us, my dear, yet there’s no place for us.

Once we had a country and we thought it fair,
Look in the atlas and you’ll find it there:
We cannot go there now, my dear, we cannot go there now.

A cura di Micol