Meraviglia, o del Paese Mogio Mogio

Questa storia incomincia da Piazza Fiera: segui le bacheche fioriere con i nostri pannelli!

Siete in piazza Duomo.


Dopo un altro bel pezzo di strada si trovarono in un piccolo villaggio di contadini.

Al contrario della città delle pesche, gli abitanti se ne andavano mogi mogi, senza mai alzare la testa, guardandosi sempre le punte dei piedi.

<< cos’è successo, perché siete tristi?>> chiese la sorellina ad un bambino.

<< non siamo tristi, ma nemmeno felici.>>

<< e allora cosa siete?>>

<< boh?>>

<< Il vostro villaggio è davvero molto bello, come mai non vedo in giro che facce annoiate?>>

<< tu dici che il nostro villaggio è bello, ma io dico che è sempre uguale. Noi coltiviamo la terra, e mangiamo i frutti che ne vengono fuori. Le stagioni calde arrivano dopo quelle fredde, le piogge arrivano dopo le giornate di sole. E così via. Perfino quei bruchi verdi che abitano vicino al bosco, li vedete?>>

i fratellini guardarono in direzione degli alberi, e videro molti bruchi intenti a raggiungere la cima degli alberi, per mangiare le foglie e fare i bozzoli.

<< perfino loro, ogni anno escono dalla terra, e salgono sugli alberi, sparendo dalla nostra vista. Tutti gli anni la stessa storia, ogni primavera. Mi chiedo che senso abbia.>>

<<lo fanno per diventare farfalle>>

<< Per diventare cosa?>>

Allora la bambina si rese conto che il ragazzino, incapace come tutto il suo villaggio, di alzare lo sguardo verso l’alto, poteva vedere soltanto i bruchi salire sugli alberi, e non riusciva a vederli fare i bozzoli appesi alle foglie, né tantomeno le farfalle che ne uscivano dopo qualche giorno, per volare via trasportate dal vento.

<< Vieni con me!>> disse la sorellina e fece un gesto al fratellino. Corsero fino agli alberi, seguiti dal ragazzino che sbuffava annoiato e per niente partecipe all’entusiasmo.

Cercarono, con il naso all’insù, di individuare un bozzolo vicino a schiudersi, e quando lo trovarono si arrampicarono e lo portarono giù.

<< Ecco, prendi questo.>> Poco dopo, nelle mani del ragazzino, che non riusciva a chiudere la bocca dalla meraviglia, il bozzolo si schiuse e ne uscì una splendida farfalla azzurra. Dopo aver esitato, muovendo piano piano le ali, questa spiccò il volo, ed il giovane non potè fare a meno che agire d’istinto, seguendo il movimento di quella meravigliosa creatura. Solo allora, per la prima volta nella sua vita, si accorse di quanto succedeva proprio sopra le loro teste. Centinaia di farfalle multicolori si muovevano nell’aria, producendo uno spettacolo incredibile.

I bambini, soddisfatti di aver portato un po’ di meraviglia nella vita di qualcun altro, si rimisero in cammino di buon passo, verso la grande festa che li aspettava.