Il Trentino contro le discriminazioni

Martedì 23 novembre il Centro per la Cooperazione Internazionale ed il Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani presenteranno lo Sportello Antidiscriminazioni di Trento, tra le principali attività in corso in Trentino nell’ambito del progetto europeo Ingrid – Intersecting Grounds of discrimination in Italy.

Il ruolo e l’operato dello Sportello Antidiscriminazioni viene così rilanciato dalla collaborazione tra CCI e Forumpace che presenteranno il progetto al pubblico martedì 23 novembre dalle ore 11:00 alle ore 12:30 presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Via Calepina 1, a Trento.

La presentazione sarà introdotta da Rossella Vignola (Centro per la Cooperazione Internazionale) e vedrà la partecipazione di Chiara Maule, Assessora per il Comune di Trento con delega in materia di politiche sociali, familiari ed abitative, Chiara Lucchini, Presidente dello Sportello Antidiscriminazioni e Katia Malatesta, Vice-Presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani.

A causa delle misure di prevenzione e contenimento della diffusione del virus Covid-19, per partecipare all’evento sarà necessario il Green Pass. 

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui profili Facebook del Centro per la Cooperazione Internazionale e dello Sportello Antidiscriminazioni di Trento.

Lo Sportello Antidiscriminazioni

Nato nel 2019 su iniziativa volontaria di un gruppo di cittadine e cittadini con competenze ed esperienze professionali maturate in ambiti diversi – dal diritto all’antropologia, dall’informatica alle scienze sociali – lo Sportello antidiscriminazioni di Trento è divenuto un servizio essenziale sul territorio contro le discriminazioni di ogni natura (etnica, religiosa, sessuale, di genere, per disabilità o per età, etc.). Punto di forza dello Sportello è l’adozione di un approccio intersezionale attento alle tante dimensioni che compongono l’identità individuale e che spesso determinano specifiche dinamiche di discriminazione, svantaggio, esclusione. 

Ascolto e supporto alle vittime, emersione di casi e raccolta dati sulla dicriminazione, advocacy e iniziative di sensibilizzazione sono le aree in cui lo Sportello interverrà anche in collaborazione con la rete dei servizi e delle/i professioniste/i sul territorio, intrecciando e valorizzando esperienze e competenze utili a costruire una solida comunità di pratiche locale idonea a fornire ai destinatari del servizio tutto il supporto necessario. 

In attesa di una sede priva di barriere architettoniche, lo Sportello è raggiungibile  telefonicamente dal lunedì al sabato al numero 0461 1531201 e in qualsiasi momento all’indirizzo email info@antidiscriminazioni.trento.it e attraverso la pagina webhttp://www.antidiscriminazioni.trento.it.

Il progetto INGRID

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Ingrid cofinanziato dall’Unione europea nella cornice del Programma “Diritti, Uguaglianza, Cittadinanza” 2014-2020. Ingrid intende contribuire al pieno riconoscimento della complessità delle dinamiche di esclusione e discriminazione che interessano in particolare i gruppi più vulnerabili. L’obiettivo è migliorare gli strumenti di tutela, aumentare la consapevolezza sulle discriminazioni nascoste e giungere a una piena realizzazione dei diritti di cittadinanza. Attraverso attività di ricerca, formazione, scambio di buone pratiche e sensibilizzazione, il CCI e la sua rete di partner promuovono un approccio innovativo che attraverso la “messa in pratica” dell’intersezionalità mira a una più efficace tutela contro tutti gli atti discriminatori. 

Per informazioni

SPORTELLO ANTIDISCRIMINAZIONI DI TRENTO

 Giorgia Decarli, coordinatrice Sportello

info@antidiscriminazioni.trento.it 

CENTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Rossella Vignola, coordinatrice progetto Ingrid

rossella.vignola@cci.tn.it

Portami a vedere la notte

Dai campi di concentramento dello sterminio nazista, ai campi sgombrati dei Rom e dei Sinti nell’Europa di oggi. Storie di quotidiana resistenza oltre i pregiudizi, alla scoperta dell’anima di un popolo.

Dopo Roma, in sala a Trento il 17 Novembre, al cinema Modena, ore 20,30 (necessaria la prenotazione) la
pellicola “Portami a vedere la notte” della regista trentina Lia Giovanazzi Beltrami e di Alberto Beltrami che
con occhio attento si propone di raccontare “solo quello che è”, senza indulgere nella commiserazione, nella
denuncia, nel pietismo. Produttore esecutivo Gian Luca Magagni, alla macchina da presa Gino Sgreva con
Andrea Morghen.

Portami a Vedere la Notte è un docu-film che permette di entrare in contatto con un mondo ai più sconosciuto quello dei sinti e dei rom. Il racconto porta a conoscere gli aspetti della loro cultura, la semplicità del vivere a contatto con la natura, la voglia di essere parte di un unico mondo vissuto da una sola razza quella umana, frutto dell’incontro di culture diverse. Nel docu-film la particolare forte luce interna che trasmettono i protagonisti di Portami a Vedere la Notte a momenti si scontra con i non luoghi di vita di alcuni di loro, per poi riprendere con forte intensità nei luoghi immersi nel verde creando un coinvolgente ritmo visivo.

Da un’idea di Gian Luca Magagni, Aizo Odv promotrice del docu-film in stretta collaborazione con lo staff di Aurora Vision per la regia di Lia e Alberto Beltrami, produzione di Andrea Morghen, direttore della fotografia Gino Sgreva, ha scelto di iscrivere ai festival internazionali Portami a Vedere la Notte per poter portare in ogni casa del mondo un messaggio che appare semplice: insieme è possibile realizzare un mondo migliore.

Raccontare la solidarietà con Stories d’istanti

Stories d’istanti è un corso/concorso rivolto agli studenti delle scuole superiori del Trentino – licei, istituti tecnici e istituti di formazione professionali della provincia di Trento – e punta sulla voglia di raccontare storie presenti in ciascuno di noi, ma in particolare nei giovani.

Ad organizzarlo è Ipsia, Istituto Pace Sviluppo Innovazione delle Acli del Trentino ODV, ed i temi che intende esplorare sono quelli di cui si occupa quotidianamente questa realtà, in Trentino e nel mondo: solidarietà, accoglienza, cooperazione allo sviluppo, lavoro.

I percorsi proposti ai partecipanti sono due: la scrittura letteraria, o creativa (fino alla stesura di un racconto) e la multimedialità (così come declinata in particolare nel web e nei social network, Facebook, Instagram e quant’altro). Iscrizioni fino al 15 novembre.

Le attività si svolgeranno a partire da novembre 2021, indicativamente nel pomeriggio o nei week end, per non interferire con i normali percorsi scolastici, e potranno essere online o in presenza. La parte formativa si concluderà entro luglio 2022. La premiazione è prevista per settembre/ottobre 2022.

Crediamo inoltre che i giovani oggi abbiano qualcosa da dire, anche su temi come la solidarietà, l’accoglienza, l’emarginazione, il conflitto sociale” si legge nel comunicato stampa. “Questo è un concorso, ma crediamo che la cosa più importante sia partecipare; prima ancora degli esiti finali della competizione e della relativa premiazione, quello che conta è fare un tratto di cammino assieme, confrontandosi, mettendosi in discussione, imparando gli uni dagli altri, e mettendo infine alla prova il proprio talento”.

Humans of Trentino: un percorso sulla diversità interculturale

Il progetto “Humans of Trentino” ha come obiettivo quello di mettere in luce e favorire l’uguaglianza, la solidarietà e i legami tra tutti i cittadini e i rappresentanti dei diversi gruppi sociali e culturali che, partendo dalla diversità che li caratterizza, hanno lottato insieme contro la pandemia, diventando un nuovo pilastro di una città sostenibile e inclusiva.

Ad organizzarlo, è Associazione InCo, una realtà impegnata nella promozione e organizzazione di progetti di mobilità internazionale per i giovani. I programmi gestiti dall’associazione spaziano da progetti di volontariato internazionale a esperienze comunitarie che coinvolgono giovani e animatori giovanili provenienti da diversi Paesi.

Il percorso prevede diverse tappe, dalla formazione sulla diversità interculturale e su tecniche di videomaking e storytelling fino ad eventi di restituzione come mostre fotografiche e presentazioni di libri.

Un lungo percorso che si concluderà a maggio 2022 con la presentazione della mappa interattiva Humans of Trentino.

Il senso della vita: 20 anni del Tavolo locale delle appartenenze religiose

L’istituzione del Tavolo coincide con l’anniversario dell’Incontro di Assisi nell’ottobre del 1986, un appuntamento di grande valore simbolico per l’intera società civile e per le tante comunità appartenenti a diverse fedi religiose che in nome della pace e della fraterna convivenza si riunirono in Assisi, con momenti comuni ed altri dedicati alle singole fedi nelle diverse chiese e sedi della città.

Un momento di grande rinnovamento anche spirituale, nella consapevolezza che solo nella nostra capacità di riconoscere ad ogni persona il diritto di vivere pienamente i propri valori etici e spirituali, e di manifestarli nel pieno rispetto e nell’accoglienza degli stessi diritti da parte degli altri, è il primo fondamento di una società pacificata e pacifica, più giusta, accogliente e armoniosa.

Ogni essere umano cerca come può di realizzare il proprio potenziale fisico, intellettuale e spirituale. La religione che oggi permea la società con maggiore visibilità rispetto al passato, emerge come strumento di perfezionamento personale, di impegno sociale ma anche come elemento identitario, facendo emergere le fragilità di un sistema che talvolta non riesce a dare risposte adeguate… Una sfida ed una opportunità per allargare i nostri confini come cittadini della Terra ed espandere la nostra capacità di accogliere e collaborare, indipendentemente dalle – e grazie alle- nostre diversità.

Il programma dell’iniziativa

Giovedì 28 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro, in Via Calepina a Trento o in collegamento streaming: una conversazione tra i rappresentanti e le rappresentanti del Tavolo Locale, mons. Luigi Bressan e il pubblico attorno al Senso della vita.

Torna BeJetz!

E se l’alternanza scuola lavoro potesse essere diversa dal solito?

BeJetz! è il progetto elaborato da CSV Trentino insieme al Centro per la Cooperazione Internazionale e all’Ufficio Agenda 2030 della Provincia di Trento, rivolto a studenti e studentesse del triennio delle scuole secondarie di secondo grado del Trentino pensato per conoscere meglio il nostro territorio, entrare in contatto con le organizzazioni che ci lavorano e sperimentare tanti temi e ambiti diversi.

Si può partecipare al progetto compilando questo modulo entro il 24 ottobre 2021.

Affrettatevi, ci sono solo 100 posti!

Dall’educazione all’accoglienza, dall’integrazione all’arte, dall’ambiente alla salute, BeJetz! mette al centro l’Agenda 2030 e la fa diventare un’esperienza a 360° per ragazze e ragazzi nel pieno della loro formazione. Questo percorso è uno spazio di opportunità che unisce la formazione e l’approfondimento attorno ai temi della sostenibilità nelle sue molte sfumature ad esperienze dirette, scelte da* ragazz* per scoprire ancora di più un tema che l* ha colpit* o che l* incuriosisce da sempre.

Per tutte le info, clicca al pulsante qui affianco o visita il sito del CSV Trentino!

Torna WARS, War and Revolutionary Stories

WARS è un premio dedicato al fotogiornalismo di conflitto, con l’obiettivo di supportare i professionisti nel loro lavoro di documentazione. A causa delle restrizioni imposte come conseguenze della diffusione del Covid-19, molti fotoreporter hanno cambiato i loro piani per documentare l’emergenza e le conseguenze del coronavirus in tutto il mondo. Abbiamo quindi deciso, per quest’anno, di aggiungere una nuova categoria dedicata alle storie legate al Covid-19. Un totale di 5.000,00 euro sarà destinato a premiare i vincitori delle due categorie a concorso.

Dal 21 agosto al 4 Ottobre, i fotografi professionisti di tutto il mondo potranno presentare i loro lavori (da 10 a 15 fotografie originali con un unico tema) attraverso la piattaforma Picter, dove sarà pubblicato il regolamento e le informazioni dettagliate sul concorso.

Anche per quest’anno una giuria internazionale, coordinata dal direttore artistico Fabio Bucciarelli, giudicherà i lavori presentati. Kelli Grant | Yahoo News Senior Photo-editor – Francis Kohn |Former AFP Director – e Laurence Geai | fotografa vincitrice di WARS 2019 si riuniranno nel mese di ottobre per scegliere i migliori reportages. 

Le fotografie dei primi tre classificati per ogni categoria saranno esposte sulla piattaforma AtlantePhotoExpo e compatibilmente con la situazione di emergenza sanitaria sarà allestita una mostra con i migliori progetti.

Giornata internazionale delle Fasce Bianche

Ancora una volta ci saremo. In silenzio. In piazza. Fermi.

Saremo a ricordare ciò che troppi cercano di dimenticare, di cancellare, di far sparire. Saremo a recitare i nomi di quei 102 bimbi morti in una guerra senza senso. Saremo in piazza con le nostre fasce bianche, perché i segni della
discriminazione, dell’ingiustizia, della disuguaglianza, dell’orrore, sono uguali ovunque.

Anche quest’anno vogliamo ricordare, assieme a tutte le città che in Regione, in Italia, nel Mondo hanno deciso di dedicare quel momento del 31 maggio al ricordo.

Sono più di 80 le città del Mondo che con Prijedor, in Bosnia, vogliono ricordare cosa accade quando una guerra finisce e non arriva la pace. Nella Bosnia di oggi, che vuole entrare nell’Unione Europea, quasi 25 anni dopo la guerra che dissolse la ex Jugoslavia la pace è lontana. Nelle cancellerie degli Stati vicini si elaborano documenti per dissolverla definitivamente, spartendola fra una Grande Serbia e una Grande Croazia.

Il video realizzato in occasione della Giornata internazionale delle Fasce Bianche 2020

La fine della guerra non ha unito i popoli. I giovani sentono ancora raccontare storie differenti. Si educa alla divisione. Si insegna l’indifferenza, quando non si insegna l’odio. Ancora non c’è pace, in Bosnia.

La ricchezza non è distribuita equamente. La democrazia resta un miraggio. Nella nostra indifferenza crescono le ingiustizie, le violazioni, le povertà. La Bosnia, Prijedor e le sue fasce bianche, sono un buon modo per ricordare le nostre responsabilità. Sono un’ottima ragione per costringerci ad un impegno: costruire la pace ovunque, partendo da qui, da casa nostra.

Saremo in piazza, in silenzio, per questo. Perché la pace è una cosa che ci riguarda.