Dove iniziano i diritti umani?

In piccoli luoghi, vicino a casa, così vicini e così piccoli che non si possono vedere su nessuna carta del mondo. Eppure si tratta del mondo della singola persona, il vicinato in cui vive, la scuola o università che frequenta, la fabbrica, la ditta o l’ufficio in cui lavora. Questi sono i luoghi in cui ogni uomo, donna e bambino cercano giustizia, opportunità e dignità uguali, senza discriminazione. A meno che questi diritti non abbiano un significato in questi ambiti, essi avranno poco significato altrove. Senza attività coordinate dei cittadini per far sì che questi diritti vengano seguiti nel proprio ambiente, cercheremo invano progressi nel più vasto mondo.”

Questa citazione di Eleanor Roosevelt ci ricorda come i diritti umani siano una questione che bisogna affrontare ogni giorno, nel quotidiano, e non bisogna mai dare per scontata neppure in territori che non sembrano dover essere chiamati in causa, come il Trentino. 

Così la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, diventa un testo guida, un faro che ci indica la meta ideale, ancora molto lontana, da raggiungere e nella quale stabilirsi saldamente senza tornare mai più indietro. 

La dichiarazione firmata nel 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha un carattere esecutivo molto complesso che si scontra molto spesso con le interpretazioni di ogni magistratura e la sovranità degli Stati che l’hanno firmata. Daria De Pretis, giurista, accademica, avvocata, giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana, ci spiega infatti come c’è bisogno di un continuo dialogo tra le varie corti per concretizzare i vari diritti enunciati, che nonostante abbiano valore giuridico sono in molte parti non ancora attuati. 

Questo è dovuto non solo alla grande complessità della relazione tra diritto Internazionale e nazionale, ma anche alla difficoltà di percepire la mancanza di un diritto, dovuta all’ignoranza, all’accettazione di determinate condizioni o semplicemente dall’impossibilità di fare altrimenti. 

Una delle critiche rivolte verso i diritti umani, è quella di essere una concezione puramente occidentale figlia dell’imperialismo bianco. A questa critica, Elisa Bertò, filosofa, ci risponde raccontando un importante episodio avvenuto nel 1968. L’allora direttrice del dipartimento di filosofia dell’Unesco, aveva chiesto a tutti i paesi membri di inviare testi di qualsiasi epoca, qualsiasi stile espressivo prima del ‘48 in cui si manifestasse un qualsiasi  senso o concezione di diritti umani. Arrivarono testi da tutti gli angoli della terra, dal 3000 a.c. fino al 1948 nelle più svariate forme artistiche e fu impressionante constatare le straordinarie similitudini che si ritrovarono anche nelle culture più diverse e lontane. 

Di diritti umani se ne parla da 5mila anni, ma non è ancora abbastanza. 

Di questo ci hanno parlato Simone Alliva giornalista di inchiesta….  e Franco Grillini ..attivista e presidente onorario Arcigay grazie alla moderazione di Carla Maria Reale, Commissione provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo

Oggi la questione lgbt è sulla bocca di tutti, per fortuna, ma non è stata ancora assimilata dalla maggior parte della popolazione e per questo bisogna ancora lavorarci, discuterne, parlarne e cercare di sensibilizzare le persone sull’accettazione della diversità di genere. 

Dopo millenni di separazione netta e duale dei generi, quello che stiamo vivendo ora è una rivoluzione gentile, che come racconta Franco Grillini è partita come atto di coraggio e incoscienza di pochi, che in un contesto nel quale la parola omosessuale era innominabile, hanno intrapreso il cammino, non libero da ostacoli, verso la libertà.

Un cammino che portò,nel 1990, alla cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali da parte dell OMS, ricorda Simone Alliva

Tuttavia il percorso è ancora lungo e faticoso, ma tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa per arrivare a raggiungere una reale libertà sia individuale che collettiva, non solamente una libertà di agire, ma soprattutto una libertà di essere. 

“La questione della diversità non riguarda solamente le persone omosessuali, ma tutti. Tutti devono trovare un posto dove possono sentirsi se stessi.Questa è la grande rivoluzione culturale.” Franco Grillini

Torna Liberi&Libere di Essere

Dal 4 maggio al 3 giugno torna “Liberi e Libere di Essere”, la rassegna di eventi a tema LGBTI+ promossa da Arcigay del Trentino con altre associazioni del territorio.

Dieci gli incontri in calendario, organizzati per celebrare il 17 maggio – Giornata internazionale contro l’omobitransfobia – e per promuovere la cultura dell’inclusione. Tanti i temi proposti: si parlerà di bisessualità, famiglie arcobaleno, linguaggio inclusivo, coming out sul luogo di lavoro, amore e diritti, violenza di genere online, letteratura per l’infanzia, diritti LGBTI+, pregiudizi e stereotipi su orientamento sessuale e identità di genere. Gli appuntamenti saranno proposti in parte online e in parte in presenza.

Un programma ricchissimo, che rilancia il dibattito sui linguaggi e sulla cultura, sul lavoro e sulle lotte della comunità LGBTI+, contro pregiudizi e stereotipi.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI (clicca sui titoli per approfondire)