LA NUOVA FREQUENZA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

SPORTANTENNE

Il progetto, finanziato dal Fondo FAMI, nasce in accordo con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (UNAR) per affiancare le reti territoriali contro le discriminazioni e potenziare i servizi di segnalazione già esistenti.

SPORTANTENNE opera attraverso 16 presidi contro le discriminazioni distribuiti sul territorio nazionale in altrettante città: 16 Antenne UISP a supporto delle vittime di discriminazione che hanno il compito di promuovere e favorire:

  • la Prevenzione contro le discriminazioni: attraverso un’opera di sensibilizzazione con momenti informativi e iniziative sul territorio;
  • l’Emersione di comportamenti discriminatori: attraverso il servizio di raccolta delle segnalazioni offerto dalla Antenne tramite contatti telefonici e e-mail;
  • la Mediazione del conflitto: attraverso l’organizzazione di eventi sportivi interculturali nei contesti da cui provengono le segnalazioni.

Se si sono vissuti o si è assistito a episodi discriminatori, di tipo razziale o etnico, verso cittadini di Paesi terzi non esitate a contattare una delle “16 antenne”… SINTONIZZATEVI SULLA NUOVA FREQUENZA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI!

 

Maggiori informazioni
SPORTANTENNE

Diritti alla pace: presentazione pubblica della ricerca!

Giovedì 4 giugno, ore 17.00, in Sala dell’Aurora a Palazzo Trentini, verrà presentata la ricerca “Diritti alla pace” realizzata dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento per il Forum della Pace.

Pace e guerra, relazioni tra generi, omosessualità e omofobia, migrazioni e migranti: cosa ne pensano i nostri ragazzi? 

Per cercare di rispondere a queste domande abbiamo realizzato una ricerca che, attraverso un questionario strutturato, ha esplorato opinioni, percezioni e atteggiamenti di un campione di 1.026 studenti trentini attorno al tema del rapporto con l’altro.

Interventi previsti:

Bruno Dorigatti, Presidente del Consiglio della Provincia di Trento
Sara Ferrari, Assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia di Trento

Massimiliano Pilati, Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani
Violetta Plotegher, Vicepresidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani

Carlo Buzzi, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, responsabile scientifico della ricerca
Francesca Sartori, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, coordinatrice della ricerca

Introduce e modera: Arianna Bazzanella, Forum trentino per la pace e i diritti umani, membro del team di ricerca

Una piazza colorata contro l’omofobia

Lo scorso sabato 23 maggio si è tenuta in Piazza d’Arogno una manifestazione per chiedere il riconoscimento delle coppie omosessuali come titolari di diritti. L’evento si è svolto proprio poco dopo l’arrivo della notizia che l’Irlanda ha detto sì alle unioni civili per coppie dello stesso sesso. Musica, letture e interventi si sono alternati in un caleidoscopio di pensieri: tra questi anche quello del Presidente del Forum, Massimiliano Pilati. 

Il Presidente Massimiliano Pilati in Piazza d’Arogno con Paolo Zanella, presidente di Arcigay (23 maggio 2015)

Diritti alla pace: i risultati omosessualità e omofobia

Omofobia? Esiste 

Secondo i ragazzi intervistati, l’avversione verso le persone omosessuali (omofobia) è un fenomeno abbastanza diffuso se non addirittura molto: oltre quattro intervistati su cinque condividono questa posizione.

Eppure, nella loro vita quotidiana, gli studenti intervistati prendono le distanze da questi atteggiamenti: tre su quattro, infatti, dichiarano che se scoprissero l’omosessualità di un conoscente per loro non cambierebbe nulla. D’altro canto, uno su cinque ammette che proverebbe disagio ma solo il 6% afferma che prenderebbe le distanze, evitandolo o stigmatizzandolo.

In questo quadro generale si osservano sensibili differenze all’interno del campione intervistato: le ragazze, chi frequenta i licei e chi proviene da una famiglia con un elevato capitale culturale tende a vivere in modo molto più “normalizzante” un coming out, evento che invece spiazza o quanto meno mette a disagio buona parte dei ragazzi e di chi viene da famiglie con capitale culturale più basso.

Omosessualità: vissuto privato (ma va tutelato) 

I ragazzi sembrano ritenere che l’omosessualità non debba rientrare tra i temi pubblici. D’altro canto, riconoscendo la realtà della discriminazione e della difficoltà di vivere serenamente la propria sfera affettiva da parte di coppie dello stesso sesso, gli intervistati sembrano intravedere e quindi attendere che la politica si faccia carico sia della tutela degli omosessuali in quanto discriminati sia della possibilità di veder formalizzare le loro unioni attraverso il riconoscimento del matrimonio civile.
Il tema, quindi, non appare rilevante da affrontare di per sé, quanto piuttosto per le sue conseguenze pratiche annesse ai diritti civili: la stragrande maggioranza dei giovani ritiene giusto promuovere leggi che tutelino le persone omosessuali dalla violenza e permettano loro di sposarsi.
Il campione, invece, si divide per quanto riguarda il riconoscimento dell’adozione: il 58% si dichiara, infatti, poco o per nulla d’accordo che coppie omosessuali possano diventare famiglie adottive.

Documento redatto da Arianna Bazzanella – 12 maggio 2015