Valori costituzionali, democrazia, dignità delle persone: questa è la vera voce dei trentini

E’ molto difficile contenere lo sdegno per quanto apparso sul quotidiano online La voce del Trentino, proprio il giorno in cui si festeggia la liberazione dalla dittatura.

L’articolo, “25 aprile: liberati da che? ”, già fortemente criticato, mette in fila una sequenza aberrante di affermazioni, cercando di farle passare come un sentire comune.

Per chi vuole sottoscrivere, è aperta petizione su Change.org:

No, non esiste un sentire comune che auspica un ritorno alla dittatura o che pensa che l’invasione nazista, col suo carico di morte e distruzioni, sia paragonabile alla presenza di immigrati.

Non esiste un sentire comune che pensa che un albanese, un nordafricano, un nigeriano siano buoni solo come braccia da sfruttare o solo quando sono morti.

Non metta il redattore di queste infamie in bocca alla comunità trentina sentimenti ed idee frutto della sua spaventosa disumanità: non ne ha titolo, non ne ha alcun diritto, perché NO, QUESTA NON È LA VOCE DEL TRENTINO.

Se ne assuma la responsabilità diretta e si dichiari per ciò che è. Quando sostiene che solo una piccola parte dei 47 mila immigrati in Trentino sono brave persone, e che le altre siano dedite a spaccio, rapine, atti di delinquenza, stupri; quando scrive della messe di contributi provinciali che gli immigrati utilizzano per finanziare le loro organizzazioni criminali; quando parla dei figli degli immigrati come portatori di cultura violenta e arretrata, responsabili, con “con la scusa dell’integrazione” del rallentamento dei programmi scolastici; quando parla di esercito nelle strada: ecco, tutto questo richiama sinistramente modelli già sentiti usati dalla propaganda nazista, da quella fascista (fu Benito Mussolini a suggerire questa strategia con il suo motto: “Bisogna scavare nel risentimento della gente”), da quella di James Schwarzenbach, che promosse un referendum nel 1970 per cacciare tutti gli italiani dalla Svizzera, perché “Sono troppi, ci rubano i posti migliori, lavorano per pochi soldi, occupano i letti negli ospedali, sono rumorosi, non si lavano” o dall’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti, che nell’ottobre 1912 cosi scriveva degli italiani: “Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro”.

C’erano trentini, veneti, friulani, lombardi, molta gente del Sud.

Nel nostro caso, i comportamenti di pochi, che attengono alla sfera personale, perché tali sono le responsabilità che vanno perseguite senza esitazione, diventano la colpa per una intera etnia, per una appartenenza, per una condizione; sia essa di lavoratore integrato, che di richiedente asilo, che di profugo.

Ora basta, davvero basta spargere costantemente il seme dell’odio, della divisione, della frantumazione.

Ribadiamo che ci sono limiti che non possono essere valicati, pena portare il confronto su un piano che una comunità che si rifà ai valori della Costituzione non può tollerare, senza vederne minate le fondamenta.

I firmatari

  • Luca Oliver ACLI del Trentino
  • Sandra Dorigotti ALFID Trento
  • Mario Cossali ANPI del Trentino
  • Andrea La Malfa ARCI del Trentino
  • don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale della Arcidiocesi di Trento
  • Claudio Bassetti CNCA Trentino Alto adige
  • Giorgio Casagranda CSV
  • Massimiliano Pilati FORUM TRENTINO PER LA PACE
  • Fabio Pipinato IPSIA del Trentino
  • Chiara Simoncelli LIBERA TRENTINO 
  • Egon Angeli UISP Comitato Trentino
  • Andrea Grosselli CGIL
  • Michele Bezzi CISL
  • Walter Alotti UIL
  • ACSET- associazione comunità senegalese del Trentino
  • MAMME PER LA PELLE

Per chi vuole sottoscrivere, è aperta petizione su Change.org:

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e armamenti: la posizione del Forum Pace

1. La Provincia autonoma di Trento, in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli, favorendo l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, sulla base del principio di sussidiarietà. […]

3. La Provincia autonoma di Trento promuove inoltre una migliore conoscenza dei problemi della pace, dei diritti umani, della solidarietà tra i popoli e delle modalità non violente di risoluzione dei conflitti, avvalendosi prioritariamente delle iniziative, degli studi, delle ricerche e della documentazione di cui alla presente legge.

Art. 1, commi 1 e 3, l. prov. del 10 giugno 1991, n. 11

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, a mezzo del Consiglio della Pace, nell’ambito del proprio ruolo così come descritto dalla legge provinciale n. 11/1991(1), esprime la più grande preoccupazione per i contenuti della relazione della Commissione Bilancio(2) (pag. 28 e ss.) e si unisce al coro di critiche emerso dalle organizzazioni e dai mondi del pacifismo e del movimento nonviolento(3).

L’architettura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza così come il Next Generation EU pongono l’attenzione – quantomeno sulla carta – sullo sviluppo di progettualità sulle quali investire in modo innovativo i fondi che derivano da questa crisi e finalizzando queste progettualità a superare le condizioni pre-esistenti che l’hanno generata(4).

La sfida per tutti coloro che prendono sul serio i problemi interconnessi della pace, della giustizia, dei diritti umani, della democrazia, del benessere collettivo, compreso quello di generazioni future, è nientemeno che quella di come bloccare la globalizzazione della violenza e la violenza della globalizzazione”.

Giuliano Pontara(5)

In questa chiave, non comprendiamo come l’attribuzione di ulteriori fondi alla spesa militare (che riceverà circa 27 miliardi di euro, pari al 18% del totale dei Fondi pluriennali di investimento 2017-2034) possa concorrere nel senso di immaginare e costruire un mondo più sostenibile e meno disuguale per le future generazioni. 

Crediamo che quanto proposto – peraltro nella cornice più ampia della missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” – sia contrario, oltre che al senso del PNRR, anche ai valori espressi dalla nostra Costituzione e dalla legge provinciale n. 11 del 10 giugno 1991 che ha istituito il Forum (art. 1, commi 1 e 3, in particolare). 

Crediamo che, per agire sul fronte dell’innovazione e della cultura nel contesto di adeguate politiche di sicurezza, sia necessario rivolgere quegli investimenti al rafforzamento delle strutture del welfare culturale, alle imprese sociali, all’attivazione di progettualità rivolte ai giovani e alle giovani del nostro Paese, specie guardando alle aree periferiche o interne(6).

Crediamo che le spese da effettuare nel contesto della sicurezza non riguardino l’irrobustimento dell’apparato militare né essere rivolte a “mantenere alto il livello di preparazione e capacità operativa dell’intero comparto della difesa e della sanità militare” (p. 68 della Relazione della Commissione Bilancio), ancorché “in sinergia” con la sanità civile ordinaria quanto, piuttosto, questi investimenti dovrebbero rivolgersi a garantire, su tutto il territorio nazionale, una sanità pubblica territoriale, accessibile e laica.

Crediamo che l’incremento della capacità militare costituisca un arretramento del progetto costituzionale e di quello europeo, certo non fondati su una cultura pacifista ma consapevoli del fatto che la continua corsa alle armi può solo che generare mostri.

Crediamo che continuare a considerare il quadrante mediterraneo in termini strategici o militari contribuisca a rendere il nostro mare un luogo di silenzio e morte.

In definitiva, condividiamo quanto espresso dalla Rete Italiana Pace e Disarmo(7), cui anche il Forum trentino per la pace e i diritti umani aderisce: “La nonviolenza politica è lo strumento e il fine che bisogna assumere. Per questo è prioritario orientare il rilancio del nostro Paese ai principi ed ai valori della pace: il Piano deve essere l’occasione per investire fondi in processi di sviluppo civile e non sulle armi”.

Crediamo che il PNRR, se manterrà l’approccio descritto dalla Relazione della Commissione Bilancio così come approvata, non vada in questa direzione.

Pertanto, chiediamo al Consiglio, ai Consiglieri e alla Consigliere di prendere posizione, anche nell’ambito delle iniziative e della discussione d’Aula attorno alle indicazioni che la Provincia Autonoma di Trento dovrà fornire al Governo su questo tema.

Per il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Il Presidente Massimiliano Pilati


Fonti:

(1) Legge Provinciale del 10 giugno 1991, n. 11, Promozione e diffusione della cultura della pace: https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/Pages/legge.aspx?uid=715  

(2) Commissione Bilancio, Relazione della V Commissione Permanente alla Camera dei Deputati sulla Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 31 marzo 2021: http://documenti.camera.it/_dati/leg18/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/027/018A/INTERO.pdf

(3) Rete Pace e Disarmo,  “Rete Pace Disarmo: vogliamo un PNRR disarmato e di Pace, Draghi ci riceva e ascolti le nostre proposte”, 8 aprile 2021: https://retepacedisarmo.org/2021/rete-pace-disarmo-pnrr-disarmato-pace-draghi-ci-riceva/; Mao Valpiana, Come un giovane cadetto il PNRR è entrato civile ed è uscito in divisa, su Domani, il 2 aprile 2021: https://www.peacelink.it/editoriale/a/48393.html

(4) Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Linee Guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #NextGenerationItalia, 15 settembre 2020: http://www.politicheeuropee.gov.it/media/5378/linee-guida-pnrr-2020.pdf; Ministero dell’Economia e delle Finanze, Next Generation Italia, il Piano per disegnare il futuro del Paese, 18 gennaio 2021: https://www.mef.gov.it/focus/Next-Generation-Italia-il-Piano-per-disegnare-il-futuro-del-Paese/; Forum Disuguaglianze Diversità, Piano di Ripresa e Resilienza: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/piano-di-ripresa-e-resilienza/ 

(5)Unimondo, La Pace di Giuliano, 01 marzo 2017: https://www.unimondo.org/Notizie/La-Pace-di-Giuliano-164064 

(6) Rete Italiana Pace e Disarmo, Le politiche di Pace e Disarmo siano al centro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 8 febbraio 2021: https://retepacedisarmo.org/2021/politiche-pace-disarmo-pnnr-proposte-ripd/; Forum Disuguaglianze e Diversità, PNRR: Quale ruolo dell’impresa sociale nel potenziamento e democratizzazione dell’offerta di servizi di welfare. Alcune linee di indirizzo e priorità sulla coesione sociale, 17 marzo 2021: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/pnrr-quale-ruolo-dellimpresa-sociale-nel-potenziamento-e-democratizzazione-dellofferta-di-servizi-di-welfare-alcune-linee-di-indirizzo-e-priorita-sulla-coesione-sociale/

(7) Rete Italiana Pace e Disarmo, Il Recovery Plan armato del governo Draghi: fondi UE all’industria militare, 1 Aprile 2021: https://retepacedisarmo.org/2021/il-recovery-plan-armato-del-governo-draghi-fondi-ue-allindustria-militare/

Gli ospiti di “Scenari di guerra”

JEFF HALPER è un antropologo israeliano di origine statunitense (è nato nel Minnesota nel 1946); ha conseguito il dottorato di ricerca all’università del Wisconsin e ha insegnato in università israeliane e internazionali.

Si è trasferito in Israele nel 1973 e ha fondato nel 1997 l’ICAHD, Israeli Committee Against House Demolitions ( www.icahd.org ), associazione di persone che, per vie legali e con la disobbedienza civile, si oppongono alla demolizione delle case palestinesi e che forniscono supporto economico e materiale per la loro ricostruzione.

Collabora ai gruppi di pianificazione per i parchi nazionali israeliani ed è membro del Comitato Direttivo per i diritti dei palestinesi delle Nazioni Unite. Per questa attività, e per il suo attivismo pacifista, Halper è stato arrestato dal governo israeliano una decina di volte, ed è ora considerato uno dei più autorevoli attivisti israeliani per la pace e i diritti civili.

Libri:  “Ostacoli alla pace”, Edizioni “una città”, 2009. “War Against the People: Israel, the Palestinians and Global Pacification”, September 2015, Pluto Books

SAMI ADWAN è nativo di Beit Sahour nei pressi di Betlemme. Dal 1972 al 1976 studia in Giordania ad Amman, dove consegue il diploma in pedagogia. Nel 1979 si trasferisce a San Francisco, laureandosi alla California State Univerisity. Dal 1982 al 1984 Sami Adwan lavora come lettore all’università di Hebron. Nel 1987 ritorna a San Francisco, dove ottiene il Ph.D.

Dopo il suo ritorno nella West Bank nel 1991-1992 è rinchiuso nelle carceri israeliane con l’accusa di essere un attivista palestinese. Dal 1992 è docente di Scienze dell’educazione all’università di Betlemme. Insieme al docente israeliano  Eyal Naveh dirige l’istituto di ricerca sulla pace PRIME (Peace Research Institute in the Middle East) con sede a Beit Jala e Tel Aviv.

Il PRIME si propone di contribuire a realizzare le infrastrutture intellettuali per un possibile progetto di pace, formando una nuova generazione di insegnanti e politici disposti a garantire la coesistenza pacifica e la cooperazione nonché la salvaguardia dell’ambiente sociale e naturale.  Da anni cura insieme ai colleghi israeliani un progetto per “disarmare la storia”, per il quale ha ricevuto nel 2001 il premio della Fondazione Langer.

Libri: “La storia dell’altro

JEREMY MILGROM è un rabbino nato negli Usa. Ha studiato al seminario teologico ebraico di New York e si è trasferito in Israele nel 1968. Gran parte della sua vita l’ha dedicata all’impegno per i diritti umani e la pace in Medio Oriente.

Nel 1988 è stato membro fondatore del movimento Rabbini per i diritti umani.

Pioniere nel dialogo interreligioso con palestinesi musulmani e cristiani, ha fondato, insieme al reverendo anglicano palestinese Shehadeh Shehadeh, l’associazione Religiosi per la pace.

Veterano dell’esercito israeliano, ha ottenuto di essere esonerato dagli obblighi di riservista dopo otto anni di battaglie legali.

SAMIR AL QARYOUTIgiornalista palestinese, lavora in Italia da circa 28 anni. Si è laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Bologna.

Ha fondato la prima rivista in lingua araba per i giovani universitari palestinesi in Italia. Ha collaborato con la RAI e vari giornali italiani sui problemi del mondo arabo dalla metà degli anni Settanta.

Opinionista per la stampa estera sulle questioni italiane, in particolare per la tv Al Jazeera (la penisola arabica).

WASIM DAHMASH , nasce a Damasco nel 1948, è stato professore a contratto e lettore di Dialettologia Araba al Dipartimento di Studi Orientali dell’Università di Roma “La Sapienza” (1984-2006), ricercatore e docente titolare di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Cagliari (2006-2015).

Attualmente insegna Linguistica Araba al Master di Lingue e Culture Orientali alla IULM a Roma.

I suoi ambiti di ricerca principali sono la traduzione letteraria, la dialettologia araba con particolare riferimento ai dialetti dell’area siro-palestinese e la storia contemporanea della stessa area.

Nell’ambito delle sue ricerche ha prodotto 32 volumi (monografie, antologie, traduzioni letterarie), 120 papers e articoli. Ha curato l’edizione di 51 libri per conto di diverse case editrici e per le Edizioni Q di Roma (40 libri) di cui è direttore delle collane Zenit e Universitaria.

I film di “Scenari di guerra”

Giovedì 22 settembre, ore 20.00 – Cinema Astra, Trento

The wanted 18

di Amer Shomali e Paul Cowan, Palestina, Canada, 2014, 75’
Storia (commedia, dramma, tragedia) di diciotto mucche clandestine – metafora e simbolo della resistenza palestinese – acquistate da un gruppo di abitanti di Beit Sahour durante l’intifada del 1987 per spezzare la dipendenza dalle forniture dilatte di Israele. Un alternarsi incalzante di testimonianze dirette, filmati d’archivio, disegni in bianco e nero, animazioni stop-motion.

Ecco la recensione di Giulia del film: http://www.forumpace.it/the-wanted-18-recensione/

Giovedì 29 settembre, ore 20.30 – Cinema Astra, Trento

We cannot go there now, my dear

di Carol Mansour, Libano, 2014, 42’
In collaborazione con Al Ard Doc Film Festival e Associazione Amicizia Sardegna Palestina. Il doppio esodo dei palestinesi, ieri verso la Siria, oggi verso il Libano. Storie di vite da ricostruire e improvvisare senza posa.

Ecco la recensione di Micol del film: http://www.forumpace.it/we-cannot-go-there-now-my-dear-recensione/

Happy Holidays

di Luca Marvanyi, Israele 2011, 28’
Due sorelle, nate da un matrimonio misto, immigrate dall’Est Europa in Israele, sperimentano la difficoltà di integrarsi in una società che favorisce gli ebrei “senza se e senza ma”.

Sabato 8 ottobre 2016, ore 20.30 Teatro San Marco, Trento

Ave Maria

di Basil Khalil, Francia, Germania, Palestina , 2015,14’
Una famiglia di coloni isareliani irrompe accidentalmente in un convento di suore palestinesi. Gli ebrei non possono telefonare per rispetto delle leggi del sabato. E le suore hanno fatto voto di silenzio… Un cortometraggio irresistibile e pluripremiato, in selezione ufficiale a Cannes e nelle nominations per l’Oscar.

Women in sink

di Iris Zaki, Israele, 2015, 36’
Shampoo e chiacchiere in un piccolo salone di acconciatura ad Haifa in Israele. La regista ci consegna un ritratto corale e inaspettato di un luogo che offre una libertà temporanea, in cui donne ebree e arabe condividono le loro differenze, ma anche tante opinioni comuni sulla politica, la storia e l’amore.

Hummus! The movie

di Oren Rosenfeld, Israele, 2015, 70’
Con la partecipazione del regista e di Suheila Al Hindi Una donna musulmana che lavora sodo, un ebreo sempre sorridente e un giovane arabo cristiano alla ricerca di senso per un film estroso e toccante, “condito” di ricette segrete e di un Guinness World Record, sul delizioso piatto che, al di là delle divisioni religiose e politiche, è capace di mettere tutti d’accordo.

Il programma di “Scenari di guerra”

Si inizia con due serate di film e documentari – il 22 e il 29 settembre, rispettivamente alle 20.00 e alle 20.30 presso il Cinema Astra – che ci introducono ai temi della resistenza nonviolenta, delle migrazioni e dello spaesamento.

L’incontro di venerdì 30 settembre (17.45) presso il CFSI nasce dalla convinzione che cultura e letteratura sono fattori importanti nella comprensione e nella soluzione del conflitto israelo-palestinese. Adel Jabbar e il Prof. Wasim Dahmash dialogheranno su letteratura e situazione politica della Palestina.

Il convegno “Scenari di guerra spiragli di pace”, evento centrale dell’iniziativa, si terrà sabato 1°ottobre (14.00-18.00) presso l’Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, e vedrà la partecipazione di alcuni rappresentanti di organizzazioni israeliane e palestinesi – Sami Adwan del PRIME (Peace Research Institute for the Middle East), Jeff Halper di ICAHD (Israeli Committee Against House Demolition), Jeremy Milgrom dei Rabbini per i diritti umani. Vi sarà inoltre il giornalista Samir al Qaryouti, opinionista per la stampa estera e in particolare per il Medio Oriente.

E per finire, sabato 8 ottobre, un’altra serata di film, documentari e assaggi all’interno del Religion Today FilmFestival.

Costruiamo il disarmo nucleare passo dopo passo: “Italia, ripensaci” incontra le città e la politica

L’Italia ratifichi il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani è attivo da anni nella promozione del disarmo nucleare e per questo segnala l’importante appuntamento “Costruiamo il disarmo nucleare passo dopo passo: “Italia, ripensaci” incontra le città e la politica” (venerdì 15 gennaio 2021 ore 17.30, su zoom e Facebook live dalla Pagina facebook “Rete Italiana Pace e Disarmo”) di riflessione ed approfondimento che Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica organizzano in collaborazione con la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) e con il sostegno del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Nell’agosto del 1945 le bombe nucleari esplose a Hiroshima e Nagasaki distrussero le due città, causando la morte immediata di oltre 200 mila persone mentre a migliaia morirono in seguito alle radiazioni o rimasero con danni permanenti.

L’orrore di quelle due esplosioni non fermò purtroppo molti governi che anzi, continuarono lo sviluppo di armi devastanti capaci di un potenziale distruttivo molto superiore a quello delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Ora nel Mondo vi sono quasi 15 mila bombe nucleari e numerosi programmi militari che impiegano enormi risorse finanziarie. Spreco di denaro pubblico che, soprattutto in questo periodo di pandemia, potrebbe essere usato per la sanità, per l’istruzione, contro la povertà.

L’Italia, nonostante la nostra Costituzione ripudi la guerra e nonostante il nostro paese abbia aderito al trattato di non proliferazione delle armi nucleari nel 1975, ospita nelle basi militari di Ghedi e Aviano circa 40 bombe nucleari e ha progetti volti a aumentare le spese a riguardo, come l’acquisto dei caccia f35 e il loro equipaggiamento con ordini nucleari “maggiormente performanti” per dei costi di acquisto, manutenzione di alcune decine di miliardi di euro (155 milioni di euro è il costo di un singolo caccia f35).

Qualcosa di importante però si sta muovendo, il 24 ottobre 2020, il Trattato delle Nazioni Unite di proibizione delle armi nucleari ha raggiunto i 50 Stati firmatari (l’Italia non ha sottoscritto) richiesti per la sua entrata in vigore. Il trattato entrerà in vigore il 22 gennaio 2021 e impedirà specificamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari. Dopo tale data il Trattato diventerà la prima legge internazionale vincolante, per chi ha firmato e ratificato, contro questi sistemi d’arma e rafforza la posizione internazionale contro le armi nucleari perché si tratta del primo strumento legale che le vieta esplicitamente.

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani in questi anni ha partecipato alle mobilitazioni internazionali coordinate in Italia dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica e continuerà a lavorare affinché queste orrende armi vengano definitivamente cancellate dalla faccia della terra.

Per questo è fondamentale che si continui la mobilitazione affinché l’Italia “ripensi” la propria posizione e ratifichi il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari e contribuisca a rendere obsolete e inaccettabili le armi nucleari, riconvertendo le ingenti somme che ogni anno vengono spese per costruirle e mantenerle ad usi più utili per l’umanità come il contrasto al cambiamento climatico, alla pandemia, alla povertà. Ancora una volta il Forumpace invita gli enti locali trentini a farsi promotori di una vera cultura e azione politica di pace al fine di arrivare al confronto con la politica e i rappresentanti Parlamentari con cui vogliamo sollecitare un dibattito che porti all’adesione al Trattato da parte del nostro Paese. Il webinar proposto vuole essere un utile strumento di servizio.

Scrivere di pace, raccontare i diritti

Sei interessata/o a fare un anno al Forum trentino per la pace e i diritti umani?

Hai voglia di imparare e sperimentare molto?

Hai voglia di metterti in gioco promuovendo i temi della pace e dei diritti umani?

Hai voglia di scrivere articoli, creare grafiche, foto, video, campagne social…?

Hai voglia di raccontare a studenti, giovani, persone in genere i diritti umani e gli obiettivi di sviluppo sostenibile?

Hai voglia di avere dei progetti da creare, seguire, realizzare?

Vorresti capire da chi lo ha già fatto se ne vale la pena?

Se rispondi di sì ad almeno una di queste domande contattaci al 3351797117 (telefonata, messaggio, whatsapp, telegram…) o alla mail  riccardo.santoni@consiglio.provincia.tn.it

Abbiamo un’opportunità per te. Fino all’11 gennaio raccogliamo le domande di servizio civile, il 13 faremo le selezioni e se verrai presa/o potrai iniziare dal l’1 febbraio 2021.

E’ servizio civile provinciale, devi avere fra i 18 e i 28 anni  e avrai una serie di benefit, tra cui il buono pasto e un compenso di 600 euro al mese.

Tutte le info sul nostro progetto Scrivere di pace, raccontare i diritti le trovi a questo link.

Tutte le info per iscriverti al servizio civile le trovi qui.

Potrà essere un anno molto importante per te, scegli con attenzione guardando anche gli altri progetti

 

Educare NonStop

Educare NonStop

Un percorso di formazione e riflessione per aspiranti volontari nel mondo dell’educazione 

 

Nonostante l’emergenza sanitaria, le attività dei volontari non si fermano! Sei un giovane tra i 16 e i 30 anni e hai voglia di supportare le attività delle tante organizzazioni che sul territorio si occupano di bambini e ragazzi? Non perderti questa occasione formativa!

Le attività delle organizzazioni della provincia di Trento che forniscono servizi extrascolastici continueranno anche sull’autunno. Appare chiara la necessità di sostenere gli alunni, che vivono situazioni di fragilità, nel colmare i vuoti provocati dalla sospensione delle attività scolastiche. Per questo, abbiamo pensato ad un corso di formazione per aspiranti volontari che ti permetterà di acquisire competenze utili per facilitare le attività ludico-ricreative e formative rivolte ai bambini e alle bambine in contesti educativi formali e non formali. La formazione sarà svolta in modalità online e alternerà video lezioni, webinar e attività per esercitare le competenze acquisite. A termine del corso riceverai un attestato di partecipazione. 

Il percorso di formazione è proposto da tre soggetti attivi nella provincia di Trento che lavorano nell’ambito della promozione della cittadinanza attiva: il Centro per la Cooperazione Internazionale, il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani e il Centro Servizi Volontariato Trentino in collaborazione con l’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento.

 

IL PROGRAMMA 

La proposta formativa gratuita è realizzata online attraverso lo svolgimento di 3 moduli nell’arco di tempo dal 27 agosto al 10 settembre 2020. Il percorso prevede due moduli strutturati in video-lezioni per approfondire i contenuti teorici, materiali di approfondimento per l’auto-formazione, lo svolgimento di una “attività” per sperimentare quanto appreso e un webinar interattivo dove i partecipanti potranno confrontarsi su problematiche e strategie e valutare gli apprendimenti. Il percorso include inoltre un modulo trasversale, che la/il partecipante svolgerà autonomamente, relativo ad alcuni elementi di base per poter acquisire capacità di lavorare a distanza e sostenere l’apprendimento dell’italiano.

 

MODULO: ESPERIENZE FORMATIVE E RUOLO DEL FACILITATORE 

Partendo dalle proprie esperienze formative le e i partecipanti saranno guidati in una riflessione sugli elementi che qualificano una formazione come efficace, motivante e arricchente. Il modulo introduce le tecniche di base della pedagogia esperienziale e inquadra  la figura del facilitatore per coinvolgere, aiutare e motivare i bambini e le bambine all’apprendimento, all’empatia ed ad instaurare relazioni positive nei contesti formativi.

Il modulo è composto da:

  • webinar che si svolgerà il giorno 1 settembre 2020L’orario sarà comunicato il prima possibile sulla base del numero delle iscrizioni raccolte
  • attività da svolgere in autonomia tra il 27 agosto 2020 e il 3 settembre 2020 (preparazione al webinar, visione di una video lezione, letture di approfondimento, test di autovalutazione)

 

MODULO: SOFT SKILLS, COMPETENZE IMPERDIBILI! 

Il modulo si concentra sullo sviluppo e il rafforzamento di alcune soft skills utili per riconoscere e far emergere le potenzialità di ogni studente/utente. Verrà posta specifica attenzione sull’importanza di queste abilità in relazione alla capacità di lavorare in gruppo e in autonomia. Le e i partecipanti avranno l’opportunità di riflettere sulle loro abilità nelle seguenti aree:

  • gestione  delle emozioni
  • saper comprendere e ascoltare, immedesimarsi in situazioni non familiari, migliorare le relazioni sociali soprattutto nei confronti delle diversità
  • gestire le relazioni e i conflitti
  • essere in grado di indirizzare, motivare e valorizzare gli “utenti”

Il modulo è composto da:

  • webinar che si svolgerà il giorno 8 settembre 2020L’orario sarà comunicato il prima possibile sulla base del numero delle iscrizioni raccolte
  • attività da svolgere in autonomia tra il 3 settembre e il 10 settembre 2020 (preparazione al webinar, visione di una video lezione, letture di approfondimento, test di autovalutazione)

 

I moduli sono a cura di formatrici ed esperte che collaborano con Centro per la Cooperazione Internazionale, CSV Trentino, Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. I partecipanti saranno affiancati nello svolgimento del corso dai e dalle ragazzi/e in Servizio Civile Universale provinciale presso il Centro per la Cooperazione Internazionale e il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

 

MODULO TRASVERSALE: GESTIONE DELLE DIFFERENZE E APPRENDIMENTO A DISTANZA  realizzato con i materiali prodotti da IPRASE

Il modulo è costituito da due webinar da visionare in autonomia entro il 10 settembre. Verranno forniti i link a seguito dell’iscrizione. I temi sono quelli  dell’insegnamento/apprendimento a distanza, per fornire delle competenze di base per gestire momenti formativi non in presenza e presentare delle risorse didattiche per sostenere l’apprendimento dell’italiano.

 

DESTINATARI

L’iniziativa è rivolta prioritariamente a giovani, volontari/e ed aspiranti volontari/e, tra i 16-30 anni. In accordo con la propria scuola, le ore di formazione possono essere riconosciute come Alternanza Scuola Lavoro.

 

COME ISCRIVERSI

Per iscriverti al corso di formazione, compila il seguente modulo d’iscrizione entro il 25 agosto 2020. Riceverai tutte le informazioni per accedere alla formazione insieme alla conferma dell’iscrizione.

 

CONTATTI

Per informazioni  sulle iscrizioni: Giovanna – formazione@volontariatotrentino.it – 0461 916604

Per informazioni sui contenuti del corso: Martina – martina.camatta@cci.tn.it – 0461 093000