Far parlare di pace e di diritti

Il Forumpace ha presentato un nuovo progetto di servizio civile. “Far parlare di pace e di diritti” ha lo scopo di coinvolgere un/a giovane nelle attività del Forum e, in particolare, nel lavoro con giovani e scuole.

Il progetto darà la possibilità al/la giovane di conoscere tanto la dimensione istituzionale quale quella associativa del Forum ma, soprattutto, gli/le darà modo di mettersi alla prova, di approfondire e sviluppare strumenti per diffondere la cultura della pace e dei diritti attraverso azioni e progetti pensati e costruiti insieme a studenti e studentesse.

Lo scopo dell’intero progetto è quello di elaborare strumenti condivisi e finalizzati a costruire comunità più coese, consapevoli e solidali, capaci di non pensare progetti “per i giovani” ma soprattutto “con” loro, attraverso l’attivazione di processi partecipativi e dal basso.

Questi percorsi non nascono dal nulla ma sono il frutto del lavoro che il Forum ha avviato già da molto tempo: il Forum va a scuola è la sezione in cui raccontiamo questi progetti, dalle Visite Consiglio ad OTIUM passando per il lavoro con le Assemblee di istituto o a progetti come Supereroi reali.

Non è un paese per giovani: OTIUM 2021

La terza edizione di OTIUM ha avuto tanti significati diversi: tornare a riempire i parchi con sedie e transenne, musica e dibattiti, incontri e imprevisti è stato il modo per sfogare quello che troppa DAD aveva imprigionato ma non sconfitto. Durante tutto il percorso di avvicinamento, le ragazze e i ragazzi che hanno immaginato questa edizione di OTIUM hanno messo in campo, ancora una volta, tanta forza di volontà e una buona dose di incoscienza.

Un percorso e non un singolo evento: in questo sta il valore aggiunto di OTIUM. Da una parte, lo scambio di esperienze e sensibilità tra studenti e studentesse, associazioni ed enti coinvolti. Dall’altra, la capacità di costruire un gruppo al di là della distanza imposta dalla pandemia.

A un mese da OTIUM 2021, quello che è rimasto di tutte le riflessioni fatte è il disallineamento – tra generazioni, tra punti di vista, tra sensibilità – ma anche l’enorme potenzialità: in un Paese che non è fatto per i giovani, trovare spazi di co-progettazione pensati per dare una progressiva autonomia a chi li partecipa è la strada maestra per rompere questa barriera, per smettere “pensare ai giovani” e di iniziare a “pensare con i giovani”.

Questi i temi al centro degli incontri che hanno animato il pomeriggio del 6 giugno, questo il senso della progettazione che ha dato vita a quella giornata: ecco il senso della chiacchierata con Jakidale sul contro-esempio dei giovani. Un contro-esempio rispetto al discorso dominante, che va oltre i “fannulloni”, oltre l’idea che non sia lavoro quello che in tanti stanno sperimentando grazie all’online. “La creatività, se sei limitato, ragiona ancora di più” osserva Jakidale, “la rivoluzione digitale, adesso è molto più possente: se prima avere un profilo social era una cosa in più, se la gente non può uscire di casa è una cosa fondamentale averlo“.

E questo, nella sua esperienza, riguarda tanto l’obiettivo quanto, soprattutto, il percorso: “il percorso ti dà tanto: non ti insegna tanto la cosa pratica ma ti insegna il modo di ragionare, il modo di fare, che è la cosa fondamentale“.

Accanto al percorso, il dialogo: la scuola e la politica sono state al centro degli altri due appuntamenti del pomeriggio. Mattia Bombardelli e Matteo Saudino hanno discusso con le ragazze e i ragazzi di OTIUM su come sta la scuola, dopo la pandemia ma non solo. “Proprio perché oggi le scienze sono ultraspecialistiche c’è bisogno di pensare alla complessità” osserva Saudino, “alla fine puoi avere una montagna di soldi, puoi avere mille conoscenze specifiche ma se non hai la capacità di guardare l’insieme, rimani povero”.

E in questa complessità ci sta anche l’uso del digitale a scuola: “il digitale, fuori, c’era già a tutti i livelli: c’era una specie di dissonanza tra la presenza massiccia del digitale a più livelli e l’assenza a scuola. Poi siamo passati ad un eccesso inverso, con la pandemia, in cui tutto è diventato digitale: la scuola italiana ha fatto un salto in avanti che avrebbe richiesto 10 anni, nell’uso delle tecnologie. Adesso è fondamentale riequilibrare: tornare ad una situazione in presenza in cui il digitale permane, non sparisce. Direi più digitale e più presenza“.

“Il digitale è fondamentale”, concorda Saudino “non solo come strumento ma come punto di vista da cui guardare il mondo. Il problema è l’equilibrio: la tecnologia è uno strumento e non un fine, ce lo insegna la storia”. E continua: “tutti gli strumenti, a loro volta, non sono neutri: uno strumento passa nelle mani dell’essere umano. Bisogna ribadirlo: durante la pandemia alcuni, come sacerdoti della tecnologia, pontificavano su un nuovo mondo che si apre. Ogni mondo nuovo, come ci insegna Huxley, è pieno di zone d’ombra. La tecnologia va umanizzata, ecologizzata e va, soprattutto, indirizzata politicamente verso l’emancipazione, la libertà, la crescita personale, culturale delle persone, dentro una rete di diritti e di uguaglianza”.

Riflettere di digitale, tecnologia e del loro utilizzi chiama in causa una riflessione sui contenuti che si trasmettono: “ci sono tante cose che facciamo che sono importanti e dobbiamo continuare a fare”, osserva Bombardelli, “ma ci sono anche tantissime altre tematiche ugualmente importanti che a scuola non entrano, in questo momento, provocando dei danni al Paese, anche significativi. […] Ormai siamo arrivati al punto in cui non è più tanto importante imparare tanti dati perché l’accesso ai dati è diventato molto semplice al giorno d’oggi. Abituiamo gli studenti a valutare i dati che trovano, usarli in maniera intelligenti, fare collegamenti, dedicarsi al problem solving, lavorare sulle soft skills – tipo la comunicazione: quelle sono le cose più strategiche, il favore più grande che possiamo fare ai ragazzi”.

E di politica e del modo in cui pensa più “ai giovani” che “con i giovani” si è parlato con il Sindaco di Trento, Franco Ianeselli, e il Rettore Flavio Deflorian: un dibattito serrato, aperto e franco tra punti di vista a volte molto diversi, spesso in difficoltà a trovare punti di contatto. I temi caldi, dal lavoro all’orientamento universitario alla movida, sono stati affrontati proprio a partire dalle difficoltà di coinvolgimento e da una più generale crisi nella capacità delle istituzioni di ascoltare e rappresentare gli interessi delle persone più giovani.

Un dibattito che si è chiuso con una promessa: quella di tenere aperti i canali di comunicazione, di mantenere appuntamenti in cui aggiornarsi, in cui continuare a discutere e costruire una comunità larga, accogliente, attenta, capace di tornare a rappresentare gli interessi, i bisogni e i desideri di tutte e di tutti.

Avere vent’anni

Avere vent’anni è una rassegna e un’occasione, pensata da ARCI del Trentino, libreria due punti, CGIL del Trentino, Cantiere 26, Forumpace, Comuni di Trento, Brentonico e Arco, per riflettere ancora – a 20 anni dall’estate 2001 – sui fatti di Genova. Per farlo, il 9, 10 e 11 luglio prossimi passerà dal Trentino lo spettacolo teatrale “20 ANNI. Cronache di inizio millennio dal G8 di Genova“, una produzione di Area Teatro che ripercorre quei giorni.

Per una generazione (o più di una) Genova è sinonimo dell’estate del 2001, delle giornate di mobilitazione contro un certo modello di globalizzazione rappresentato dal G8 ospitato dall’assetto urbanistico angusto e frammentato del capoluogo ligure.

Impegno e speranza. Incontro e impegno. Dolore e frustrazione.

Per quelle successive – partendo proprio da chi oggi ha vent’anni, o meno – quel periodo dice relativamente poco, come sormontato da fatti immediatamente successivi (l’attacco alle Torri Gemelle su tutti) e annegato da due decenni carichi di crisi, di tensioni, di rivolgimenti storici.

Per questo, da diverse settimane abbiamo attivato un percorso di co-progettazione con alcune associazioni di giovanissimз che si concretizzerà con l’evento di apertura di questa rassegna, Essere movimento (venerdì 9 luglio, ore 18, al parco della Clarina): un momento di riflessione, un’assemblea aperta basata su un appello che le ragazze e i ragazzi hanno elaborato.

Non si tratta “solo” di ricordare – anche se di memoria abbiamo assoluto bisogno – ma di riflettere collettivamente su ciò che è stato e su ciò che potrebbe e dovrebbe essere, nel momento in cui ancora troppe sono le ingiustizie (sociali, economiche e ambientali) che attraversano il tempo che viviamo e dall’altro lato emergono nuove e diverse forme di partecipazione e attivazione che tentano di porvi rimedio.

Perché un altro mondo non solo è possibile, è necessario.

Avere vent’anni: l’appello

Si avvicina il 20esimo anniversario del G8 di Genova.

Noi, lì, non c’eravamo: siamo un gruppo di ragazze e ragazzi della generazione Z attivi tra rappresentanza studentesca, associazioni, nel nostro quotidiano.

Siamo state e stati coinvoltз da Forumpace, Arci del Trentino e dalla libreria due punti, insieme ad alcune ricercatrici e alcuni ricercatori dell’Università di Trento perché un anniversario ha più senso se è memoria viva e vivente, analisi di quello che è stato, che è e che sarà.

I fatti di Genova sono stati lo spartiacque di una generazione che non è la nostra ma che, in qualche modo, hanno influenzato anche noi. Genova ha mille significati: lo scopo di questo appello è raccoglierli e condividerli in un’assemblea pubblica venerdì 9 luglio dalle 18.00 alle 19.30, al parco della Clarina (giardino Maria Teresa d’Asburgo).


Istruzioni per l’appello:

* Cos’è per te il movimento? Per raccontarcelo, ci sono tre modi.

Puoi trovare dei cartelloni, alla libreria due punti e al Café de la Paix, dove scrivere la tua parola, le tue parole. Se vuoi puoi firmarti con nome ed età.

Puoi passare dai profili Instagram del Gruppo Giovani di Amnesty Trento, di Polieticus, di UDU Trento e della Rete degli Studenti Medi di Trento, oltre che da quelli del Forumpace, di ARCI del Trentino e della libreria due punti, e rispondere alle storie che pubblicheremo giorno per giorno.

Puoi scriverci, su Facebook, Instagram o via mail e inseriremo noi le parole.

* Per restare aggiornatз sulle parole raccolte visita il padlet.

* Vieni a raccontarci la tua parola e a sentire quelle degli altri venerdì 9 luglio alle 18.00 al parco della Clarina: ti aspettiamo!

Polieticus è in crowdfunding!

Delle ragazze e dei ragazzi di Polieticus vi parliamo da tempo: abbiamo visto nascere il progetto, comporsi i campus, rafforzarsi, dialogare con tante e tanti.

Quest’anno il progetto cresce ancora e per farlo c’è bisogno del contributo di tuttз: per farlo, hanno attivato una campagna di crowdfunding attraverso la piattaforma di Produzioni dal Basso.

Contribuisci a creare uno spazio di socialità, divertimento e confronto, investi oggi nei protagonisti del domani!

Campagna di crowdfunding di polieticus

Sostenere questi progetti, economicamente ma non solo, è fondamentale: certo, perché le risorse sono centrali per garantire una formazione di qualità, innovativa e accessibile a tuttз.

Ma anche perché sostenere progetti come questo è un passaggio fondamentale per avere un contesto territoriale, una comunità più attenta, consapevole, capace di mettere a sistema le sue energie e risorse.

Polieticus non è il solo progetto che si (pro)pone questo obiettivo: ve ne abbiamo segnalati altri, continueremo a farlo. Sostenerli è centrale: per un Trentino più coinvolgente, attento, inclusivo, sostenibile.


Cosa possiamo fare per sostenere Polieticus?

Puoi contribuire a Polieticus con una donazione, per supportarci nella realizzazione dell’offerta formativa del campus.

Puoi condividere la campagna di crowdfunding con i tuoi contatti e i tuoi conoscenti, per far arrivare il nostro progetto a tante altre persone.

Puoi seguire sui social per non perdere tutti gli aggiornamenti sull’edizione 2021 di Polieticus.

Non è un Paese per giovani: arriva OTIUM2021!

Dal 2019, OTIUM è il progetto con cui il Tavolo per la Partecipazione Studentesca coinvolge e attiva decine di ragazzз con un percorso di formazione e costruzione di gruppo per elaborare il presente attraverso le lenti di chi sta frequentando le scuole superiori. Oggi anche il nostro presidente Massimiliano Pilati ha partecipato alla conferenza stampa di lancio dell’evento, nella Sala di via Calepina della Fondazione Caritro, ente finanziatore dell’iniziativa.

OTIUM è un evento sulla cittadinanza attiva ma è anche – e soprattutto – il lavoro di co-progettazione che vede studenti e studentesse lavorare con i propri docenti e le proprie scuole (Liceo Rosmini, Liceo Galilei, Liceo Da Vinci) e con una serie di enti (Comune di Trento, MUSE, Forum della Pace) e di associazioni (UDU, UNITiN, Entropia), in una posizione di parità e collaborazione.

La giornata conclusiva del progetto, che si svolgerà il 5 giugno al MUSE, prevede un pomeriggio di incontri in cui riflettere e ragionare , dal controesempio deз giovanз, con Jakidale, ai temi legati alla trasformazione della scuola con Matteo Saudino e Elia Bombardelli; dai temi della sessualità e delle identità in cambiamento, con un laboratorio curato da Alessia Tuselli, al modo in cui i giovani vedono la politica (e l’università, e gli investimenti,…) e in cui la politica troppo spesso non vede i giovani, con il Sindaco Franco Ianeselli e il Rettore Flavio Deflorian.

E ancora: Otium Poetry Slim, uno spazio per la poesia con il Trento Poetry Slam; un laboratorio, a cura di Poesie erranti, per costruire murales assieme.

Il tutto sarà alternato da musica, con moltз artistз localз coinvoltз e con il concerto finale con Maggio e Tredici Pietro.

Un evento che guarda alla città e che con la città intende dialogare: Non è un Paese per giovani, il claim di quest’anno, che punta proprio a questo. Ad aprire, in maniera provocatoria e sfidante, uno spazio di confronto, di incontro, di scontro generativo, a testimonianza che la voce deз giovanз ha presente la necessità di interpretare i venti del cambiamento che è in atto.

In Via Belenzani e in P.zza S.Maria Maggiore, nei giorni dal 4 al 6 giugno, saranno esposti – nell’ambito delle attività del Festival dell’Economia – dei pannelli che spiegheranno cos’è OTIUM 2021 e coinvolgeranno i passanti attraverso domande inerenti il tema di quest’anno

OTIUM 2021 sta arrivando: apriamo le orecchie!

Rise Experience riparte!

Rise Experience nasce per avvicinare ragazze e ragazzi a temi come la consapevolezza sociale, la trasformazione creativa del conflitto. Per farlo, utilizza la montagna come mezzo di condivisione e incontro, organizzando trekking per giovani tra i 15 e i 18 anni.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo.

Per iscriverti, clicca qui.

Nina, Matteo, Stefano e Pietro: Rise nasce quindi da un gruppo di ragazzi e ragazze e guarda ad altri ragazzi e altre ragazze. Promuovere il turismo sostenibile, sensibilizzare sui temi della consapevolezza sociale, ambientale e culturale, valorizzare il territorio: questi i loro obiettivi.

Il progetto mette a confronto sguardi diversi sulla realtà, forte dell’intreccio delle storie dei suoi partecipanti e dei percorsi di vita dei ragazzi che lo hanno immaginato.

Rise è nato in un sabato pomeriggio invernale, tra occhi che brillavano per l’emozione, risate che scaldavano l’ambiente e migliaia di fogli di carta scritti con pennarelli colorati.

Rise è nato per scaldare i cuori, per unire passioni diverse, per osare un po’ di più, per spingerci un po’ più in là. Perché crediamo nella potenza dei e delle giovani, perché vogliamo vedere altri occhi brillare e altri sorrisi illuminare le giornate.

Il cammino. Nina Nicoletti racconta come nasce Rise.

Il turismo sostenibile e l’ambiente, quindi, sono al centro del loro lavoro: l’esperienza di Rise si inserisce in un panorama gigantesco, quello dello slow tourism, che conta circa 12 milioni di utenti in tutta Italia. Dai territori trentini, coinvolgendo un pubblico reattivo – nei social e nella vita reale – Rise vuole trasmettere ad altri ragazzi i valori del rispetto dell’ambiente e del prossimo, di una valorizzazione del territorio che non sia sfruttamento e della cultura ambientalista.

Rise 2021

L’Alta via del Granito sarà al centro del trekking di quest’anno: dal 18 al 21 agosto, sulla catena montuosa del Lagorai, uno dei gruppi montuosi meno antropizzati del Trentino, che offre scorci magnifici e dove si può camminare per ore sentendosi parte di una natura incontaminata, in cui l’uomo è solo di passaggio.

14 ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Trento, tra i 15 e i 18 anni (classe 2002/2005) affronteranno trasversalmente, con attività progettate dallo staff, 4 temi, uno per ogni giorno di cammino: Comunità, Consapevolezza ambientale, Interiorità e Trasformazione creativa del conflitto.

Tutto questo per riscoprire il territorio che ci circonda attraverso modalità innovative e rispettose del suo valore ambientale, sociale e culturale e, contemporaneamente, avvicinare e sensibilizzare i/le giovani ai temi dell’ambiente, della gestione del conflitto e della cittadinanza attiva.

19 marzo, Sciopero Globale per il Clima: un impegno che ci chiama ancora ad agire.

Oggi tutto il mondo è attraversato dallo Sciopero Globale per il Clima:  l’urgenza è sempre la stessa.

Di fronte ai disastri climatici serve un’azione immediata: dagli incendi che hanno colpito Australia, Nord America e America Latina, alle siccità in Africa, alle tempeste che hanno devastato l’America centrale e il Sud-Est asiatico.

Agire, prendersi cura del mondo, significa anzitutto ricostruire le infrastrutture sociali, evidenziare le interdipendenze, mostrare le connessioni tra i temi ambientali e quelli sociali ed economici.

La Terra è un unico sistema dinamico complesso, autoregolato, con componenti fisiche, chimiche, biologiche e umane. E il cambiamento causato dall’uomo è un processo complesso, cioè multidimensionale, che perciò richiede una spiegazione multicausale“: così Mauro Ceruti e Francesco Bellusci descrivono questa complessità.

Il video di ASVIS sul #Goal13 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

In tutto il mondo, le persone che scendono in piazza, quei ragazzi e quelle ragazze che nel 2019 – una vita fa – ci hanno dato la scossa su questi temi, lottano ogni giorno.

Quest’anno una storia è emersa, tra le altre: quella di Disha Ravi, attivista indiana di 22 anni che lotta contro il cambiamento climatico, contro le disuguaglianze, per i diritti di lavoratori e lavoratrici e per la giustizia ambientale.

Dopo aver mandato a Greta Thunberg un dossier sulle proteste dei contadini indiani contro le leggi di liberalizzazione del mercato agricolo di Narendra Modi, Disha Ravi è stata arrestata con l’accusa di voler indebolire e screditare il governo e le sue prerogative.

In realtà, l’attivista indiana è il simbolo di una cornice politica che sta attorno alle battaglie per la giustizia climatica che porterà il movimento fuori dai confini dell’ambientalismo in senso stretto. La sua attività l’ha portata a battersi contro il razzismo, il sessismo, la pena di morte così come per proteggere l’ambiente e la sua biodiversità.

Global Strike 2019 - Trento
Il Global Strike del 2019 a Trento

La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile“.

Lo scriveva anni fa Alexander Langer. Le battaglie per il clima, quelle per il lavoro, quelle in difesa della biodiversità e quelle per la salute sono tutti segmenti di un quadro più ampio.

Disha Ravi, le ragazze e i ragazzi, le mobilitazioni che oggi ci chiamano ancora a questo impegno rappresentano quel quadro.