Sorellina, Fratellino e l’avventura della Pace

Questa storia la troverete per le vie di Trento: partiamo da piazza Fiera.

Cercate le bacheche fioriere con i nostri pannelli.



testi e voce di Andrea Visibelli

Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, c’era un re cattivo e brutale, che teneva il suo popolo schiavo della povertà e dell’ignoranza, e lo affliggeva con lunghe e sanguinose guerre con i paese vicini. 

La nostra storia comincia quando, proprio a causa di una di queste guerre, un gruppo di soldati distrusse un pacifico villaggio e costrinse due bambini rimasti senza casa a fuggire lontano.

Lo so che cosa state pensando: “ non si dovrebbe iniziare una storia in un modo così triste e sconsolato”!

Abbiate solo un po’ di pazienza, amici e amiche care, e ricordate: per quanto la notte possa sembrare buia e fredda, il sole è destinato a sorgere e a scaldare il mondo con i suoi raggi, scacciando l’oscurità e i brutti pensieri.

I due bambini fuggirono dal terribile mostro della guerra, attraversarono molti confini e fecero fronte a difficoltà che avrebbero fatto paura anche a persone adulte, grandi e grosse. Persone come quelle che incontravano tutti i giorni e che, pensate un po’, spesso rifiutavano di aiutarli! Perché, vi chiederete voi?
La risposta è strana, addirittura incredibile, ma non per questo meno vera.

Quei due bambini, così coraggiosi da non spaventarsi di fronte alle difficoltà, mettevano paura a tanta gente.

Ma sì, vi ho detto che la risposta era incredibile! Due bambini in fuga dalla guerra, che non cercavano che pace, venivano spesso accusati di voler rubare il cibo, il lavoro, la terra, il futuro, da quegli adulti che di cibo, lavoro, terra e futuro ne avevano in abbondanza.

Ma loro non si facevano scoraggiare, e sembravano immuni al veleno del rancore e della disperazione; si facevano forza l’uno con l’altra, si asciugavano le lacrime e si stringevano la mano. La loro unione era più forte dei mali del mondo, ed era destinata a dar luce ad un radioso destino.

Illustrazione di Davide Panizza

Un bel giorno, passo dopo passo, incontrarono finalmente delle persone gentili che invece di cacciarli via, diede loro la possibilità di dimostrare il loro valore e la loro buona volontà.

E spesso è solo questo che basta a cambiare la vita di qualcuno, una possibilità! Come un nocciolo di ciliegia può dare vita ad un albero che regalerà migliaia di ciliegie a tutti, così una piccola possibilità può bastare a far germogliare una persona, che renderà migliore la vita di tutti coloro con cui entrerà in contatto, giorno dopo giorno.

Così i bambini si stabilirono nel paese delle persone gentili, crebbero, si innamorarono e quando fu il momento diventarono due ottimi genitori di una sorellina e di un fratellino.

Mentre che i nostri piccoli eroi crescevano, mettevano nuove radici e diventavano un’allegra famiglia, il malvagio re invecchiava e diventava sempre più crudele e solo. Dopo molta sofferenza, il popolo si ribellò, pose fine alla sua tirannia e proclamò il tempo della pace e della ricostruzione. 

Eirene, una donna saggia e forte che con impegno, sacrificio e passione aveva condotto il popolo alla conquista della libertà, fu eletta come guida del paese e decise di inaugurare questo nuovo periodo di fratellanza con una grande festa destinata a diffondere gioia tra tutti i paesi confinanti, fino a quel momento ammalati di odio e di guerra.

Sapete, le buone notizie volano veloci veloci e arrivano lontano! Fu così che la notizia della libertà riconquistata e della fine della guerra raggiunse la bella famiglia protagonista del nostro racconto. Quando fratellino e sorellina vennero a sapere della festa, sembrarono impazzire di gioia ed entusiasmo! I loro genitori avevano raccontato loro mille e mille storie su quel paese lontano in cui erano nati, e da cui erano dovuti fuggire, a tal punto che i due bambini avevano sviluppato una specie di nostalgia, e tanta tanta curiosità!

Iniziarono a insistere per mettersi in viaggio, volevano assolutamente partecipare alla festa!

I genitori però non avevano abbastanza risorse per affrontare il viaggio, e dovettero rispondere di no ai figli, che si intristirono molto.

A notte fonda, mentre i bambini dormivano col cuore pesante di malinconia, i genitori si misero a parlare.

<< Caro, il nostro paese è in pace, e i bambini hanno l’età che avevamo noi quando fummo costretti a fuggire. Non possiamo permetterci di partire tutti insieme, ma forse…>>

<< Anche io avevo fatto lo stesso pensiero, mia amata. Forse potrebbero partire loro da soli, compiere a ritroso il nostro viaggio. Noi avevamo la guerra alle spalle, e l’incertezza di fronte…>>

<< Loro avrebbero la pace all’orizzonte e una famiglia amorevole alle spalle. Non sarebbe un viaggio troppo difficile o pericoloso.>>

<< Allora è deciso. Se vorranno, i nostri figli potranno viaggiare fino al nostro paese e partecipare alla festa della sua rinascita.>>

I bambini si sentivano grandi abbastanza per affrontare un’avventura del genere, così accettarono la proposta dei genitori con entusiasmo e si prepararono a partire.
La mattina della partenza i genitori gli affidarono una borsa.

<< In questa borsa ci sono delle provviste, un po’ di denaro per affrontare il viaggio e tornare quando sarà finita la festa, ma non è la cosa più importante che vi affidiamo.>>

<< Ricordate le nostre storie, che vi abbiamo raccontato così tante volte. Tenete sempre a mente la memoria del nostro viaggio, perché lì è conservata la Saggezza del Migrante, che è il nostro tesoro più grande. Vi farà da guida, da sostegno e da scudo.>>

I bambini salutarono i genitori, che rimasero commossi a guardarli mentre, mano nella mano, si avviavano verso la loro grande avventura.

Andrea Visibelli è un tirocinante del Forumpace ma è anche regista e autore teatrale e collabora da tempo con EstroTeatro.